Congo RD

Federico Vigorita, corrispondente di Pfaall dal Congo

17 07 2004 - 04:47 · Flavio Grassi

Congo RDBunia è il capoluogo della regione dell’Ituri, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo al confine con Uganda e non lontano dal Sudan. Non è un luogo di cui si senta parlare molto spesso. Non certo perché non ci sia niente da raccontare: piuttosto per l’assuefazione che tendono a creare le situazioni disperate.

È uno di quei posti dove violenza, miseria, fame e malattie sono la regola della vita. Ogni tanto un’ondata di massacri di massa sostituisce le morti quotidiane e allora si sente qualche lievissima eco di notizia. L’ultima volta per questa regione è stata un anno fa, quando l’Onu autorizzò il dispiegamento di una forza di intervento rapido europea a comando francese (Iemf, Interim Emergency Multinational Force) per interrompere una carneficina tra le etnie Hema e Lendu che stava rischiando di arrivare a livelli da Ruanda 1994 e che la missione Onu già presente (Monuc) non riusciva a controllare. Per i nostri giornali non era una notizia, io riferii quel poco che girava nei nei circuiti internazionali.

Sedata la crisi, la Iemf ha lasciato la regione. Rimangono i contingenti della Monuc. E soprattutto rimangono gli sterminati campi profughi, la fame, le malattie. A Bunia operano diverse Ong, fra cui Médecins sans Frontières che gestisce un ospedale da campo e Coopi, che è presente con un progetto di recupero nutrizionale dei bambini finanziato dall’Unione Europea.

Federico Vigorita è un giovane medico che si sta specializzando in Scienze dell’alimentazione all’università di Milano-Bicocca. A fine giugno è partito per uno stage nel centro di Bunia. Dopo aver letto alcune delle email che ha spedito agli amici gli ho chiesto l’autorizzazione a pubblicare i suoi racconti. Li posterò a mano a mano che li ricevo. Leggeteli con attenzione, sono reportage straordinari e Pfaall è molto orgoglioso di contribuire ad aprire questi spiragli su una delle molte tragedie dimenticate dell’Africa.

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Commenti

  1. Grazie, sono davvero molto interessanti questi reportage.
    Marco Rognoni    19 07 2004 - 06:00    #

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