Iraq

Dall'Afghanistan sovietico all'Iraq americano

3 05 2005 - 18:32 · Flavio Grassi

Ci aspettano tempi durissimi sul fronte del terrorismo internazionale. L’Iraq occupato dagli americani è diventato per i terroristi islamici l’equivalente dell’Afghanistan negli anni dell’occupazione sovietica:

Combattenti stranieri sembrano essere al lavoro perché la ribellione irachena diventi quello che il movimento di resistenza contro l’occupazione sovietica dell’Afghanistan fu per la jihad della generazione precedente: un punto di incontro per jihadisti provenienti da tutto il mondo, un terreno di addestramento e un centro di indottrinamento. Nei prossimi mesi e anni, un numero significativo di combattenti reduci dall’Iraq potrebbero tornare ai loro paesi d’origine inasprendo i conflitti interni o incrementando con l’esperienza e le nuove competenze acquisite le reti estremistiche esistenti nelle comunità nelle quali fanno ritorno.

Bel risultato. Bel risultato davvero.

Ah, a dirlo sono quei fanatici bolscevichi antiamericani del Dipartimento di Stato nell’ultimo rapporto annuale sul terrorismo.

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Commenti

  1. Si cammina nel pantano ed il fango ci schizza…

    Fa piacere leggere un po’ di sana (e triste) ironia sugli States. Di questi tempi non è facile, per mancanza generale d’equilibrio. Ecco il potere che dà lo scovare una vera notizia. Bravo.
    nikink    5 05 2005 - 01:43    #
  2. Beh, mi pare di ricordare che gli USA investissro parecchio per creare, armare e sostenere le “Brigate Internazionali Islamiche” in Afganistan.

    Oso dubitare che da soli i “Resistenti” riescano a fare altrettando.

    Più a fondo: non è l’occasione che fa l’uomo ladro. Questi aspettavano solo il momento per partire nella contro-crociata. Quando di crociata non ce n’era traccia. Forse hanno ragione i neoconi a dire che è meglio sparargli sul loro, di territorio, tanto più che si fanno una bella pubblicità massacrando civili musulmani.
    Francesco    5 05 2005 - 15:22    #
  3. Sono abbastanza d’accordo con Francesco per quel che riguarda la (scarsa) capacita’ della “resistenza” di scacciare gli USA dall’Iraq, ed inoltre non condivido appieno il post iniziale perche’ non e’ affatto dimostrato che gli stranieri siano la componente dominante della guerriglia irachena (che, secondo molti, sarebbe invece composta al 90% da sciiti iracheni, legati al regime di Saddam e non ad al-Quaeda).

    Ma mi sembra difficile pensare che l’invasione dell’Iraq porti ad un aumento (piuttosto che ad una diminuzione) del terrorismo internazionale.
    Il motivo principale e’ che l’”obiettivo finale” di questi terroristi e’ l’abbattimento dei singoli governi arabi e la costruzione di un super-stato arabo-islamico. Nei primi anni ‘90 i loro tentativi sono falliti ovunque salvo in Afghanistan. Alcuni (bin-Laden in primis) hanno attribuito la responsabilita’ di questi fallimenti all’Occidente (in qualche caso con ragione, vedi l’Algeria) per cui oltre a rinnovare i loro tentativi entro il mondo arabo, hanno iniziato a colpire gli USA e l’Occidente. L’11 settembre e’ il risultato di questa tattica (che usavano da tempo) e non vedo perche’ la guerra in Iraq dovrebbe spingerli a cambiarla.

    Anche dal punto di vista propagandistico, e’ vero che (come dice Francesco) in Iraq al-Quaeda non si fa una bella pubblicita’, ma non mi sembra che gli USA ottengano risultati migliori. Ad es. un sondaggio di Zogby International del giugno 2004 (reperibile su http://www.aaiusa.org/PDF/Impressions_of_America04.pdf ) aveva trovato che la “popolarita’” degli USA era molto calata rispetto al 2002 (ad es. in Egitto solo il 2% degli intervistati aveva un’opinione positiva degli USA; nel 2002 si era al 15%).
    Emanuele    5 05 2005 - 18:52    #
  4. oops.. nel mio commento qui sopra, all’inizio del 2o paragrafo volevo dire
    “Ma mi sembra difficile pensare che l’invasione dell’Iraq porti ad una diminuzione (piuttosto che ad un aumento) del terrorismo internazionale.”

    scusate
    Emanuele    5 05 2005 - 18:54    #
  5. Tra non essere scacciati e avere il controllo di un territorio pacificato ci sono però molte vie di mezzo; pochissime piacevoli, quasi tutte molto costose.
    restodelmondo    7 05 2005 - 10:13    #

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