Iraq

Cifre dal sen fuggite

2 05 2005 - 07:55 · Flavio Grassi

Sapete che vi dico? Su Chalabi sto cominciando a cambiare idea: l’incompetenza da Armata Brancaleone mostrata dal dipartimento della Difesa (che di Chalabi è stato il grande sponsor dopo che la Cia l’aveva scaricato per la sua manifesta inattendibilità) nel caso del Pdf malcensurato è tale che pare assai più plausibile immaginarli presi per il naso da un ciarlatano qualsiasi piuttosto che intenti a elaborare un piano machiavellico per mantenere in gara il loro uomo.

Nel merito del rapporto, la parte che mi pare più interessante è nell’introduzione, dove si descrivono fuori dai denti e senza l’accurata selezione di notizie dei bollettini pubblicati dai giornali le dimensioni del disastro iracheno:

Dal 1 novembre 2004 al 12 marzo 2005 sono stati registrati in totale 3306 attacchi nell’area di Bagdad. Di questi, 2400 sono stati diretti contro le forze della coalizione.

Aspettate un momento: ma non continuano a dirci che ormai i guerriglieri sono alla frutta, e che si tratta di terroristi vigliacchi che se la prendono solo con obiettivi civili perché non sono in grado di attaccare le invicibili forze americane?

Dal 1 novembre 2004 al 12 marzo 2005 sono 132 giorni. In questi 132 giorni, nella sola Bagdad, ci sono stati una media di 25 attacchi al giorno. E due su tre di questi sono stati attacchi diretti contro i soldati americani.

E una media di un attacco al giorno—sempre con modalità diverse, spesso complesse, un’esplosione seguita da un assalto di armi leggere o lanciagranate—sulla strada dell’aeroporto, la più sorvegliata di tutto l’Iraq.

Oggi è il 2 maggio, sono passati esattamente due anni da quando Bush, sotto lo striscione che proclamava Missione compiuta issato sul ponte della portaerei Lincoln dichiarava “conclusi i combattimenti”.

Il Pdf sfuggito racconta un’altra storia: racconta un Iraq dove da più di due anni è in corso una guerra senza quartiere. Racconta una storia di ragazzini male addestrati gettati allo sbaraglio a rischiare la pelle ogni giorno contro nemici che sono dovunque e diventano ogni giorno più pericolosi.

Io non riesco a prendermela con quelli che hanno sparato alla macchina di Calipari. Sessanta all’ora, novanta all’ora, quanti secondi fra l’accensione del faro e gli spari. Sono baggianate: vorrei vedere voi al loro posto. La colpa è di chi ce li ha mandati senza sapere quello che stava facendo e continua a tenerli lì in quelle condizioni disumane, con un livello di stress insopportabile.

Macchianera, Cnn

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