Africa

Rondine impallinata

19 04 2005 - 07:32 · Flavio Grassi

In Togo le cose si stanno mettendo male. Dopo un promettente vagito, la promessa di democrazia sta soffocando in culla. Le elezioni che Faure Gnassingbé, figlio del defunto dittatore Gnassingbé Eyadéma, è stato costretto a organizzare sull’onda delle proteste internazionali, e in particolare dell’Unione Africana, rischiano di diventare una farsa, un rito raffazzonato per certificare la successione dinastica.

La totale mancanza di garanzie ha convinto l’Unione Europea a rifiutare l’invio di osservatori che nulla avrebbero potuto fare per migliorare la situazione.

Il paese è percorso da bande di picchiatori del regime armati di bastoni chiodati, ma anche di lacrimogeni forniti dall’esercito, che soffocano i tentativi di protesta contro un’elezione organizzata in fretta e furia nella quale l’opposizione praticamente non ha alcuna possibilità di farcela. Anche perché il suo leader, Gilchrist Olympio è stato escluso dalla consultazione sulla base della sua residenza all’estero nei dodici mesi precedenti all’elezione. Peccato che Olympio abitasse nel vicino Ghana non per sua scelta ma perché esiliato dal regime.

Con l’avvicinarsi della data delle elezioni, fissata per domenica 24 aprile, il livello degli scontri si sta facendo sempre più intenso: nello scorso fine settimana sono morte almeno sei persone e diverse decine sono state ferite.

Reuters AlertNet

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