Nepal

Tutto va bene, parola di console

11 04 2005 - 15:25 · Flavio Grassi

La situazione del Nepal si sta velocemente normalizzando, non c'è alcuna guerra civile e la popolazione è favorevole all'iniziativa del re che lo scorso febbraio ha licenziato il governo e preso in mano il potere esecutivo: sono le dichiarazioni più sorprendenti rilasciate dal console onorario italiano a Kathmandu Ravi Bhakta Shrestha nel corso di questa intervista concessa in esclusiva a Pfaall.

Ravi Bhakta Shrestha è un imprenditore nepalese di successo: proprietario di aziende manifatturiere, di trasporti e servizi, consigliere di amministrazione di diverse società e di un ospedale, consigliere delle federazioni nepalesi di cricket e calcio, della camera di commercio e dell'associazione industriali. È stato anche al governo come sottosegretario ai trasporti, turismo e aviazione civile. Insomma, è senza dubbio un membro autorevole dell'establishment economico e politico del paese e fra le sue numerose cariche spicca quella di Console onorario dell'Italia. Dato che in Nepal non esiste un'ambasciata, Mr Shrestha è l'unico rappresentante diplomatico del nostro paese a Kathmandu e questo è il motivo per il quale mi sono messo in contatto con lui.

Dopo un lungo scambio di corrispondenza, Mr Shrestha ha accettato di rispondere a qualche domanda sulla situazione del Nepal. Alcune delle risposte che mi ha dato sono francamente sorprendenti e proprio per questo, oltre che per l'autorevolezza del personaggio, le trovo particolarmente interessanti. Nega addirittura che in Nepal vi sia una guerra civile, e sostiene che il colpo di stato del re gode del favore popolare.

Indubbiamente le notizie che ci arrivano da un paese lontano e quasi sconosciuto tendono sempre a darci una percezione esagerata delle situazioni drammatiche. È un meccanismo universale e inevitabile: noi sentiamo parlare solo di agguati, sparatorie e rapimenti, così ci immaginiamo un paese dove non succeda altro tutto il giorno, mentre in realtà lì vivono 25 milioni di persone che nonostante tutto la mattina vanno a lavorare, fanno la spesa, si innamorano, parlano con gli amici e guardano la televisione.

Anche le sue parole a proposito del licenziamento del governo da parte di Gyanendra contribuiscono a farci comprendere quanto la realtà sia sempre più complessa e articolata di come tendiamo a vederla da lontano. Se non altro mostrano come il re non si stia affatto muovendo in una sorta di vuoto autocratico ma goda di un certo consenso, sorretto in parte dall'insofferenza verso la litigiosità inconcludente dei politici.

È l'opinione personale di un privilegiato, e le risposte ad alcune domande sono parecchio evasive. Ma con tutti i suoi limiti è pur sempre la visione di un nepalese che vive e lavora a Kathmandu.

Prima di tutto, Mr Shrestha, vorrei che ci desse un'idea del suo impegno come console italiano. Quali sono le richieste più frequenti che arrivano al suo ufficio?
I cittadini italiani si rivolgono a noi per rinnovare passaporti scaduti e per risolvere vari problemi, dai documenti smarriti all'assistenza finanziaria a questioni riguardanti i biglietti aerei o la necessità di interrompere un viaggio per motivi di salute. Inoltre ci occupiamo dell'emissione di visti per l'India e, in collaborazione con l'ambasciata francese, dell'emissione di visti Schengen a favore di cittadini nepalesi.

Esiste una comunità di cittadini italiani residenti in Nepal?
In Nepal vivono più o meno stabilmente circa 35 famiglie italiane. Alcuni sono qui per lavoro, altri sono volontari affiliati a organizzazioni internazionali, e altri ancora sono pensionati.

Presumo che la maggior parte degli italiani venga in Nepal per vacanze legate al trekking e alla montagna. Me lo può confermare? Quali altre attività attirano maggiormente i visitatori italiani?
Sì, è così: la maggior parte degli italiani viene qui per praticare trekking e alpinismo. Molti vengono anche solo per ammirare le bellezze naturali del paese e le realizzazioni artistiche nella valle di Kathmandu. I pensionati che si trasferiscono qui sono attratti dal basso costo della vita e dalla gentilezza della gente. C'è anche chi sceglie il Nepal per ritiri di meditazione e per studiare il buddismo.

Purtroppo le notizie che sentiamo ogni giorno dal Nepal riguardano quella che è generalmente definita una guerra civile. Quali sono gli effetti di questa interminabile lotta sulla vita quotidiana degli abitanti e sulle attività dei turisti e stranieri in generale?
Soprattutto dopo il primo febbraio [quando il re ha avocato a sé tutto il potere, ndr] la situazione in Nepal si sta avviando verso la completa normalità. Non c'è assolutamente niente di simile a una guerra civile. Naturalmente le agenzie di stampa internazionali stanno giocando un ruolo fondamentale nel diffondere notizie negative e così le dicerie riguardanti il Nepal fanno il giro del mondo. Certo che questo ha pesanti conseguenze per il turismo verso il Nepal, ma molti turisti italiani che vengono qui nonostante tutto sono poi molto sorpresi di trovare una realtà diversa da quella che si aspettavano.

Il Nepal è spesso definito «l'unico regno indù del mondo». L'induismo è generalmente sentito come un forte elemento di definizione dell'identità nazionale e individuale?
I nepalesi sono molto orgogliosi di quell'etichetta di «unico regno indù del mondo».

Sembra che il Nepal soffra di una straordinaria incapacità di trovare un terreno comune, anche sulle questioni più elementari, da parte dei partiti politici.
Dopo il ripristino della democrazia in Nepal, il governo è cambiato 13 volte in 14 anni. I partiti politici non sono riusciti a coalizzarsi per risolvere la crisi attraversata dal paese. Come ha correttamente detto lei, il Nepal soffre perché i partiti politici si sono dimostrati incapaci di trovare un durevole accordo persino sugli obiettivi più fondamentali. È mancata la volontà di trovare punti di consenso e di costruire un programma comune per il bene del paese.

La frammentazione politica sembra essere almeno uno dei motivi per il recente licenziamento del governo da parte del re Gyanendra. Al di là degli scenari più strettamente politici, quali sono state le conseguenze di questa iniziativa sulla vita quotidiana dei nepalesi?
In generale il popolo nepalese è molto felice di questo, nel senso che la mossa di sua maestà il Re ha ridato a tutti la speranza che la pace e la normalità possano essere ripristinate nel paese. Ora, per esempio, gli uffici governativi sono più efficienti e le pratiche vengono sbrigate molto velocemente e questo è molto apprezzato dalla gente comune.

Sembrerebbe che dopo la presa di posizione del governo indiano nei confronti del licenziamento del governo, re Gyanendra stia cercando di rafforzare i legami con la Cina. Come sono percepiti questi due vicini da parte della gente?
India e Cina sono entrambi paesi legati al Nepal da interessi comuni e profonda amicizia. Il Nepal vuole mantenere ottimi rapporti con entrambi.

La scrittrice nepalese Manjushree Thapa ha recentemente pubblicato un libro intitolato "Dimenticare Kathmandu: un lamento per la democrazia" e ha rilasciato interviste nelle quali sembra disperare per il futuro del Nepal almeno come paese democratico. Qual è la sua opinione a proposito di questa visione tanto pessimistica?
Non ho letto il libro, ma se Manjushree Thapa ha scritto quello che lei dice, si tratta di affermazioni inesatte. Il Nepal conserva la sua monarchia costituzionale e il suo sistema democratico pluralistico.

Grazie per la sua pazienza e la sua gentilezza, Mr Shrestha. C'è qualche cosa che vorrebbe aggiungere per i miei lettori?
Grazie a lei per avermi dato questa opportunità di dissipare i pregiudizi che danneggiano il mio paese. Vorrei solo ribadire che la situazione del Nepal sta andando verso la normalità, soprattutto grazie all'iniziativa presa da sua maestà il Re il primo febbraio.

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Commenti

  1. Grazie per l’intervista, molto chiara e professionale.
    blau    12 04 2005 - 18:02    #
  2. Non sarei tanto ottimista. Una persona che conosco e che vive là mi parla spesso di guerra civile in Nepal. Ci si sente via mail quando è possibile, ma spesso non si sa dove sta.
    Cmq, a detta delle sue parole, non è proprio una situazione rosea, anzi…
    davidonzo    13 04 2005 - 23:43    #
  3. Io ho riportato le parole del console, non ho mica detto di condividerne il punto di vista: l’ho appunto definito “sorprendente”. Purtroppo con i limiti che mi sono stati posti e le difficoltà di comunicazione non ho avuto la possibilità di chiedergliene conto in maniera più approfondita, ma non è detto che nel prossimo futuro non riesca ad andare oltre.
    Pfaall    14 04 2005 - 08:02    #

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