Dalla luna tutto appare diverso
4 03 2005 - 12:58 · Flavio Grassi
Fred Kaplan analizza luci e ombre degli sviluppi in Medio Oriente e arriva a conclusioni simili a quelle di Pfaall.
Sul Libano:
L’organizzazione terroristica Hezbollah rappresenta una porzione significativa della popolazione libanese e certamente giocherà un ruolo importante in qualsiasi nuovo governo (se ne fosse in qualsiasi modo esclusa, aspettatevi la guerra civile).
In conclusione:
Vale la pena di ricordare che il piano originale dell’amministrazione Bush per la ricostruzione postbellica dell’Iraq prevedeva di tenere elezioni dopo che una assemblea provvisoria avesse redatto una costituzione. È stato il Grande Ayatollah Ali al-Sistani a insistere che prima di tutto si facessero le elezioni, a dichiarare che altrimenti nessuna costituzione sarebbe stata valida. Non avendo alternative, Bush fu costretto a cedere.
Allora chi è—chi sarà visto come—il vero promotore ed emblema della versione medio orientale della democrazia: il presidente degli Stati Uniti o il grande ayatollah? Questo preoccupante dubbio riassume tutte le incertezze che abbiamo davanti e, ancora di più, le ambiguità insite nel concetto di «libertà».
Vale la pena anche di ricordare che Sistani è iraniano.
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