Guerra e terrorismo

L'impunità dell'imperatore

25 02 2005 - 09:59 · Flavio Grassi

Maher Arar, cittadino canadese, nel 2002 fu rapito da agenti americani mentre era in transito all’aeroporto Kennedy perché sospettato di avere collegamenti con Al Qaeda. Non essendoci elementi concreti per accusarlo di alcunché fu, come molti altri, spedito segretamente in Siria per essere torturato. Già, in Siria: il regime baathista di Assad II è uno dei principali alleati dell’amministrazione Bush per le operazioni sporche contro i sospettati di appartenere a organizzazioni terroristiche.

Dopo dieci mesi di torture i carnefici siriani si persuasero che il malcapitato non aveva niente a che fare con i terroristi e Arar fu rispedito a casa. Quando si è (un po’) ripreso, lui ha deciso di fare causa al governo degli Stati Uniti.

Ora Washington dice che proprio non se ne parla di celebrare il processo: portare in tribunale il suo caso vorrebbe dire rivelare segreti di stato.

Comodo.

New York Times, The Nation, Toronto Star

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Commenti

  1. Io ricordavo una storia leggermente diversa: un rifugiato politico siriano residente (cittadino?) del Canada che fu arrestato mentre transitava da JFK ed imbarcato su un volo per Damasco, dove fu incarcerato e torturato in quanto oppositore del regime. La storia e’ atroce, ma sembrava ci fosse stato spedito perche’ indesiderato (cioe’ per incapacita’ dell’immigrazione USA), e non per farlo torturare.

    Forse ricordo male, o forse sono due casi diversi. Ma dal punto di vista logico, che bisogno hanno gli USA di affidarsi a un paese con cui hanno cattive relazioni (la Siria) quando ci sono parecchi alleati “affidabili” che potrebbero fare la stessa cosa?

    Non dubito che gli USA facciano quello di cui parli nel post (la chiamano “extraordinary rendition”) ma questo non mi sembra uno di quei casi.
    Emanuele    25 02 2005 - 10:37    #
  2. Ho letto gli articoli che segnali e ti devo le mie scuse per non averlo fatto prima di scrivere il mio commento precedente. La collaborazione USA-Siria continua a sembrarmi strana, ma le accuse non lasciano spazio ad altre interpretazioni.
    Emanuele    25 02 2005 - 15:03    #
  3. Emanuele, che bello rincontrarti! Dai, non ti arrendere, le fonti di pfaall sono, come dire, unidirezionali, i suoi commenti poi rincarano la dose.

    Posso sputacchiare?

    Il cittadino siriano Maher Arar si è trasferito in Canada nel 1987 acquisendo anche la cittadinanza canadese nel 1991.

    Egli, nel chiedere giustizia e soldi (c’è un apposito comitato d’inchiesta in Canada che si occupa del caso), racconta una storia simile quella riportata Pfaall, mentre fonti più neutrali, Amnesty I. ad es., dicono che era stato espulso dagli USA per le ragioni note e che fosse arrivato in Siria via Giordania a seguito di tale espulsione.

    Dunque non è un “cittadino canadese” qualsiasi, ma anzitutto un siriano; non è stato “rapito” né trasferito “segretamente” in Siria al fine di essere “torturato” dal “principale alleato” di Bush per “tali operazioni” sporche(!!). E’ stato viceversa espulso e spedito nel paese d’origine dagli USA, poi trattenuto e forse torturato dai siriani.

    Tranquillo Emanuele, questo è il mondo di Pfaall, non quello reale…

    Idem per la questione dei traduttori italiani, cacciati da Bruxelles a testimonianza del declino berlusconiano, del suo antieuropeismo bushiano (eh eh), “vittime” viceversa delle norme per il contenimento delle spese di traduzione varate nel 2002 (presidenza Prodi) che hanno riguardato quasi tutti i paesi dell’UE.

    Vero che pfaall “vede il mondo dalla luna”: senza telescopio, però.
    persino francesco    25 02 2005 - 20:15    #
  4. Per il troll: in effetti NYT è molto unidirezionale… quasi comunista.

    Su Amnesty International si trova che ha doppia cittadinanza, che è stato tebuto per un anno senza accuse specifiche e torturato in Siria: http://web.amnesty.org/library/index/ENGMDE240362003

    Non capisco in cosa differisca da quello che riporta correttamente Pfaall.
    Marco    26 02 2005 - 09:19    #
  5. Per la claque: infatti, questo il tuo problema.
    persino francesco    26 02 2005 - 09:35    #
  6. Ah bello, ma leggi o ti limiti alle traduzioni che fa Christian Rocca? Mh, aspetta… mi sa che è la seconda che ho detto.

    Con te la realtà virtuale non c’è bisogno di generarla al computer, ce l’hai in testa.
    Marco    26 02 2005 - 12:56    #
  7. ...avercela…
    persino francesco    26 02 2005 - 19:48    #
  8. Francesco sembra più affine a Buchanan che a Rocca:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Soviet_Canuckistan

    Quello di Arar è un caso noto e che ha aperto una crisi diplomatica tra Canada e Usa. Amnesty ha espresso più volte preoccupazione per la sorte di questa persona, visto che per un certo tempo non era nemmeno noto dove fosse e che fine avesse fatto. Le autorità statunitensi l’hanno detenuto senza permettergli di contattare un avvocato per poi spedirlo verso un paese in cui non tornava da 17 anni e in cui era passibile di incarceramente e persecuzione.

    Ma certamente Francesco ci spieghera in cosa si distingue un cittadino canadese non qualsiasi.

    ciao
    Antonio    27 02 2005 - 19:26    #
  9. Antonio invece somiglia ad una mia amica, stesso spirito critico, stessa enciclopedia.
    Non coglie le “sfumature” di pfaall, nè sa nulla del caso Arar, ma nessuno è perfetto.

    Sono tempi grami: il governo canadese ha negato la comunicazione di documenti secretati alla commissione d’inchiesta istituita per indagare sul caso Arar (Commissione che assume non vi fosse nulla da secretare).

    La RCMP, polizia canadese, ha di recente perquisito l’abitazione di un giornalista di Ottawa che sapeva molto, troppo, su Arar. Vittima anch’egli del Security of information act.

    Forse sarebbe il caso di attendere l’esito dell’inchiesta.
    Forse.
    persino francesco    27 02 2005 - 23:41    #
  10. Francesco, dopo aver visto l’interpretazione che hai dato dei miei commenti, sarei quasi tentato di concordare con chi ti da’ del Troll.

    E’ la seconda volta che mi fraintendi, e comincio a chiedermi se la colpa sia sempre mia. Questa volta il mio commento non voleva affatto attaccare Pfaal per le “sfumature” (sulle quali invece concordo in pieno) ma solo segnalare che il caso particolare da cui partiva mi sembrava un po’ debole (io sarei partito ad es. da http://www.newyorker.com/fact/content/?050214fa_fact6 ).

    Dopo aver guardato le sue fonti e trovato un blog ( http://www.damnforeigner.com/archives/cat_maher_arar.html ) sull’argomento i miei dubbi sono completamente evaporati e mi risulta impossibile credere che Arar non sia stato mandato in Siria con il preciso scopo di farlo torturare.
    Per esempio, il post del 23/1/2004 cita un articolo del Globe & Mail che a sua volta cita documenti USA (scritti quando Arar era detenuto a NY e gli USA stavano decidendo cosa fare di lui) che descrivono Arar come membro di Al-Quaeda. L’esposto presentato da Arar (vedi http://www.maherarar.ca/cms/images/uploads/Arar_Complaint_FINAL.pdf ) a pag. 13 fa riferimento proprio ad un documento di questo tipo, che lui avrebbe mostrato ad un’incaricata del consolato canadese a New York cui era stato consentito di vederlo (quindi, un’affermazione verificabile); a pag. 15 dello stesso esposto si fa riferimento ad un documento simile presentato come allegato D (altra affermazione verificabile).

    Se cerchi, troverai anche dichiarazioni TV di rappresentanti siriani che negano le torture ma sostengono che gli USA venivano tenuti informati dei risultati degli interrogatori. Perche’ mai i siriani avrebbero dovuto farlo? e perche’ mai gli USA sarebbero dovuti essere interessati agli interrogatori, se non perche’ il prigioniero era “loro”?
    Emanuele    28 02 2005 - 18:15    #
  11. Emanuè, tranquillo, so come funziona il meccanismo.

    Sono brutto e cattivo, e per primo, dopo aver rimosso l’impressione gradevole della tua indipendenza di giudizio mi affretto ad inserirti di diritto nella claque del tenutario.

    Tra quelli a quali non interessa che ci sia un’inchiesta in corso e ritengono di poter tranciare giudizi violenti come il pregiudizio ideologico che li ispira.

    Tra quelli che non si accorgono che il Nostro ha ricamato un ghirigoro, alludendo ad un “rapimento” di un canadese, ed alla sua spedizione in Siria perchè Assad ”è uno dei principali alleati dell’amministrazione Bush per le operazioni sporche contro i sospettati di appartenere ad organizzazioni terroristiche”.

    Tra quelli ai quali non interessa che è il governo canadese a negare i documenti alla Commissione d’inchiesta Arar.

    Tra quelli che hanno l’improntitudine di sostenere che io avrei frainteso i commenti, dopo che nel precedente post hanno affermato di aver frainteso loro stessi.

    Vedere il mondo all’incontrario può essere anche un bell’esercizio di stile. Alla lunga stufa, però.
    persino francesco    28 02 2005 - 23:34    #
  12. Francesco, se non sei un troll non capisco cosa stai a fare qui. Sembra che ti documenti (diversamente da un troll) ma lo stile sfottitorio e offensivo è esattamente quello del troll di usenet. Io non credo tu lo sia (altrimenti non scriverei queste righe) ma non capisco perché tu debba renderti odioso. Basterebbe usare la normale cortesia che si usa faccia a faccia superati i dodici anni. L’aggressività ha senso a casa tua (come nel caso di C.R. e di molti altri blogger politici). A casa di un altro è maleducazione, specie se reiterata.
    Massimo Morelli    1 03 2005 - 18:37    #
  13. Massimo, io al limite reagisco a post o commenti “odiosi” per violenza alla verità e per discriminazione personale.

    La mia si chiama ironia e non mi intimidisco se cacciano aria fritta quattro sgherri in fila.

    Vuoi un esempio?

    Pensa allora al tuo commento che è tra i più rispettosi che mi sia capitato di incontrare e che però mi dipinge come un idiota maleducato.
    persino francesco    2 03 2005 - 10:30    #
  14. Beh, io ci ho provato.

    PS: forse hai letto distrattamente, perché dovrebbe essere impossibile dire che il mio commento ti dipinge come un idiota.
    Massimo Morelli    2 03 2005 - 15:48    #
  15. Massimo, temo che non sia abbastanza

    mi sa che adesso ti toccherà l’interpretazione di quello che TU hai detto

    il vero significato, voglio dire

    auguri
    maria Josè    2 03 2005 - 18:15    #
  16. Basterebbe usare la normale cortesia che si usa faccia a faccia superati i dodici anni.

    Negare, negare l’evidenza.
    persino francesco    2 03 2005 - 19:57    #
  17. come volevasi dimostrare
    maria Josè    3 03 2005 - 10:10    #

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