Iraq

Uhmm

9 02 2005 - 09:21 · Flavio Grassi

Adesso i funzionari della commissione elettorale dicono che non sanno più quando saranno in grado di comunicare i risultati. Intanto c’è stato il pasticcio ci vuole la sharia no contrordine compagni la sharia no. E non si riesce ancora a capire nemmeno in quanti abbiano votato davvero.

AP

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Commenti

  1. Beh, intanto i vantaggi mediatici sono già stati raggiunti, no? Per molti a questo si potrebbe anche buttare via tutto.
    alessio    9 02 2005 - 11:23    #
  2. Pasticcio sulla sharia? Gli Sciiti (che probabilmente avranno il 50-60% dei seggi) ne hanno fatto uno dei punti fondamentali del loro programma; i Kurdi ne farebbero volentieri a meno ma probabilmente ne faranno merce di scambio per mantenere la loro semi-indipendenza; fra i partiti minori alcuni sono di estremisti religiosi (ad es. liste in qualche modo legate ad al-Sadr) e saranno entusiasti dell’idea.

    In breve, non dubito che il Corano sara’ alla base del codice civile e/o della costituzione irachena. Le discussioni mi sembra riguardino soprattutto il “quanto” ed il “come”.

    Sui dubbi elettorali non mi esprimo. Non mi stupirei se l’affluenza annunciata il primo giorno fosse stata gonfiata per fini propagandistici. D’altra parte, viste le condizioni dell’Iraq, sarebbe strano che tutto filasse liscio.
    Emanuele    9 02 2005 - 12:52    #
  3. l importante è che abbiano votato…
    gli IRACHENI sciiti e sunniti stanno discutendo del loro futuro, della LORO costituzione…cosa c’è di errato o di comico??
    cristian    10 02 2005 - 04:59    #
  4. Domanda non retorica per cui ti chiedo una risposta: ma per votare gli iracheni dovevano registrarsi? Perché, come facevano a sapere che aveva votato il 60 o 70% se manco sapevano quanti erano in totale? Ma se non sanno neanche quanti morti civili ci sono stati, veramente riescono a contare gli elettori?
    martino    10 02 2005 - 13:54    #
  5. Sì, per votare gli iracheni dovevano registrarsi. Le liste elettorali sono state compilate partendo dalle liste di distribuzione delle razioni alimentari: c’è stato un periodo di sei settimane durante il quale ognuno ha dovuto presentarsi per convalidare ed eventualmente correggere i dati (e fra l’altro è praticamente certo che avendo così stabilito un collegamento sia pure indiretto fra processo elettorale e razioni alimentari molti, soprattutto fra i più bisognosi, si siano convinti che era meglio votare per evitare di perdere la sussistenza). Gli elettori registrati alla fine sono risultati circa 14 milioni.

    Quanto alle percentuali, non avevano la minima idea dato che il conteggio dei votanti è contestuale allo spoglio. Le hanno sparate lì a caso, perché faceva fino.
    Pfaall    10 02 2005 - 14:15    #
  6. Alcune precisazioni:
    – Le “registrazioni” elettorali sono comuni in molti paesi anche “avanzati” (fra cui gli USA, dove sono uno dei tanti modi per evitare di far votare gli indesiderati); in Iraq pero’ erano necessarie per vari motivi (ad es. l’anagrafe di Saddam era considerata inaffidabile da Sciiti e Kurdi).
    – La scelta di usare i centri di distribuzione delle razioni per le registrazioni e’ dovuta anche alla necessita’ (reale) di impedire alla guerriglia di distinguere fra chi andava a registrarsi e chi andava a prendere le razioni.
    – Per le percentuali, avevo letto da qualche parte che hanno preso alcuni seggi o citta’ come campione ed estrapolato a livello nazionale; un metodo che puo’ portare a grandi errori (magari voluti, ad es. se si “dimentica” di includere seggi nelle regioni dove l’affluenza e’ bassa)
    Emanuele    11 02 2005 - 06:24    #
  7. Tecnica sopraffina, non c’è che dire: gufando sui numeri, si segnala il trascorrere del tempo “sospetto” (brogli), si riporta paccottiglia giornalistica già smentita dagli interessati (la sharia nella costituzione; e qui vi prego di notare la finezza di pfaall che sa bene che è una bufala, non rinuncia a inserirla nel calderone ma lo chiama “pasticcio”), si intendono fischi per fiaschi (la chiusura delle frontiere), si rimarca la carneficina raccontata dalle prime pagine di tutti i giornali (ahi, ma non c’era la censura sull’argomento?).

    Lo ha notato Pfaall che la resistenza, quei partigiani eroici che rintuzzano l’invasione dell’agressore occidentale, sta ammazzando i civili – gli elettori – iracheni?
    No, vero?
    persino francesco    12 02 2005 - 06:51    #
  8. Tu continui a sputacchiare commenti senza sapere quello che dici. Quando mai avrei parlato di “partigiani eroici” o detto che mi auguro che vincano i fanatici che mettono le bombe?

    Prima di parlare leggi e, se puoi, cerca di capire.
    Pfaall    12 02 2005 - 08:50    #
  9. Io non ho scritto che TU consideri i terroristi partigiani, come in precedenza non avevo detto che l’onu è uno Stato.
    E’ una tua chicane, pfaall, non sono mie affermazioni.

    Io invece ho detto che trascuri di considerare che è l’onu, con l’apposita commissione, a dover vigilare sull’embargo, non la casa bianca. E che quindi scrivere che l’onu è meno responsabile della casa bianca perchè il petrolio clandestino ha fruttato di più di oil for food, è proprio un errore.

    Lo hai affermato condividendo il giudizio espresso dal membro della commissione di indagine su oil for food, robert mendez.
    (Per inciso: di quel pezzo, un po’ raccogliticcio, della cnn, sembra ti sia sfuggita la circostanza bizzarra che un commissario chiamato ad indagare su oil for food renda simili dichiarazioni. Quale autonomia e serietà di giudizio è lecito attendersi da costui?)

    Poi ti ho contestato l’espressione “pasticcio della sharia”, motivando la mia critica.

    Che in sostanza muove dalla considerazione che tra una costituzione definitiva in itinere, che ragioni di coesistenza di etnie diverse rende assai problematica ma lontana dal rischio del fondamentalismo, e una dittatura sanguinaria della minoranza, io preferisco la prima soluzione. Il “pasticcio”, per l’appunto.

    Questo ho sputacchiato, pfaall, leggendoti con attenzione.

    Non ho difficoltà a riconoscere di aver ecceduto nei toni e davvero me ne scuso.

    Al cospetto di affermazioni come questa, ”è praticamente certo che avendo così stabilito un collegamento sia pure indiretto fra processo elettorale e razioni alimentari molti, soprattutto fra i più bisognosi, si siano convinti che era meglio votare per evitare di perdere la sussistenza”, lo ammetto, non sempre riesco a mantenere la calma.


    Saluti
    persino francesco    12 02 2005 - 16:37    #
  10. Francesco, tu dici di aver motivato la tua critica riguardo alla sharia. A me risulta che tu abbia solo tacciato di inattendibilita’ chi ne ha parlato. Non so bene in base a cosa. Comunque ti dico le mie fonti (e mi scuso se andro’ per le lunghe).

    Suppongo (non ne sono certo) che la smentita a cui ti riferisci (e a cui
    forse si riferiva Pfaal parlando di pasticcio) sia quella in cui
    un rappresentante di Sistani ha dichiarato che nessun rappresentante di
    Sistani era presente/ha commentato le dichiarazioni del portavoce del Grande Ayatollah al-Fayyad secondo cui il nuovo farlamento dovrebbe fare dell’Islam “la fonte della legislazione nella costituzione permanente” e rigettare “tutte le leggi contrarie all’Islam” (AFP; lo trovi riportato su http://www.turkishpress.com/world/news.asp?id=050206133139.r7homcqv.xml”

    La smentita del rappresentante di Sistani la trovi ad es. sul sito della BBC
    http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/middle_east/4247505.stm o sul blog di Juan Cole http://www.juancole.com/2005/02/guerrillas-kill-over-30-wound-dozens.html (scendi al paragrafo che inizia con “Al-Hayat reports”).

    Se non guardi solo il titolone della BBC, noterai che Sistani non vuole che l’Islam sia la “l’unica fonte della legge” ma che “approva il testo attuale della costituzione temporanea dell’Iraq, che dichiara che l’Islam e’ una fonte di legislazione, e che nessuna legge che
    contraddica i principi islamici puo’ essere approvata”. Insomma, non pretende che sia l’UNICA fonte, ma vuole che ci sia.
    Cole parte da una fonte (araba) diversa e nella sua traduzione il rappresentante di Sistani riaffermerebbe che “il grande ayatollah desidera l’uguaglianza dei diritti legali, il pluralismo e il [rispetto dei] diritti delle minoranze” e proseguirebbe dicendo che “dato che quasi tutti gli iracheni sono musulmani, e’ inevitabile che le loro leggi ed istituzioni [...] riflettano la cultura islamica”.
    La BBC annuncia pure che questa dichiarazione “suggerisce che l’ayatollah non ha intenzione di trasformare l’Iraq in una teocrazia di tipo iraniano”, ma qui scopre l’acqua calda: Sistani ha sempre negato la teoria di Khomeini (seguita invece da al-Sadr) secondo la quale il clero dovrebbe governare direttamente, ma ha sempre sostenuto che il governo dovrebbe attenersi a principi islamici.

    Per farla breve, se tu ti riferivi a questo, mi sembra che la smentita smentisca molto poco.

    Non voglio dire che l’Iraq diventera’ di sicuro un paese “fondamentalista”.
    Sto solo dicendo che sicuramente sara’ un paese molto piu’ “islamico” che
    con Saddam.
    Emanuele    13 02 2005 - 12:50    #
  11. Caro Emanuele, come vedi, nonostante la sintesi, ho motivato a sufficienza la mia critica, tanto che l’hai compresa perfettamente.

    L’Iraq sarà più islamico di Saddam, perchè questo vuole la maggioranza.

    Nessun “pasticcio della sharia”, nessun rischio di fondamentalismo.

    Tutto bene, dunque, compatibilmente con la situazione etnico/religiosa peculiare dell’Iraq e con la caduta di una dittatura sanguinaria della minoranza.
    persino francesco    13 02 2005 - 15:22    #
  12. Francesco, ho compreso quello a cui ti riferivi (anche per le parole di Pfaal sul “contrordine compagni”), ma non la critica del tuo primo commento, che mi sembrava escludesse la sharia come “ispirazione” della costituzione irachena.
    Poi hai spiegato che volevi dire solo che bisogna accettare le decisioni della maggioranza anche quando non si condividono, per cui direi che ci siamo solo intesi male.

    Aggiungo che secondo me tu interpreti “pasticcio della sharia” in modo discutibile: per me quell’espressione voleva solo dire “non si capisce che cosa vogliano gli sciiti” (il mio primo intervento era una risposta a questo dubbio).
    La frase di Pfaall era inesatta, ma segnalava un’informazione importante e poco nota (per non dire “nascosta”; confronta il titolo della pagina della BBC che ti ho segnalato ieri con il suo contenuto). La tua posizione e’ lecita (e in parte la condivido, pur non essendo affatto ottimista come te), ma quanti sono consapevoli della concreta possibilita’ che l’Iraq diventi solo poco meno islamico dell’Iran?
    Emanuele    14 02 2005 - 15:10    #

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