Scenari (im)possibili

Il coraggio di guardare oltre il mare

13 01 2005 - 09:03 · Flavio Grassi

Tahar Ben Jelloun:

I magrebini seguono con particolare interesse i dibattiti in corso sulla questione dell’ingresso della Turchia nell’Unione europea.
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Il Maghreb si pone in questa problematica come se dovesse essere la tappa successiva: dopo la Turchia il Maghreb, semplicemente perché come entità ha una memoria comune, a volte dolorosa, con almeno tre paesi europei che sono la Francia, la Spagna e l’Italia.
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Mentre i paesi arabi hanno fallito nel progetto di unirsi e costituirsi in un’entità forte, l’Europa potrà utilizzare quel fallimento per integrare al suo interno quelli, tra questi paesi, con cui ha avuto legami nel passato. Un magrebino si riconosce maggiori affinità con un francese o con un italiano che con un abitante dei paesi del Golfo.
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Di qui a volgere lo sguardo verso un’altra regione che soffre da mezzo secolo non c’è che un passo che bisognerà pur fare: forzando appena la storia e la geografia, l’Europa potrà, integrando Israele e la Palestina, regolare uno dei conflitti più sanguinosi e più lunghi degli ultimi decenni e soffiare il posto alla potenza americana che decide del destino di quei popoli.

La Repubblica

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Commenti

  1. Non ci dimentichiamo che prima della caduta dell’Urss la direttrice prioritaria per la Comunità era verso sud e verso il mediterraneo. Mi domando se 15 anni di disattenzioni a quest’area, alla luce dei vari disastri che abbiamo sotto gli occhi, abbiano provocato danni irreparabili.

    Non voglio generalizzare troppo ma a volte ho l’impressione che L’Europa dei contabili priva di una lungimiranza politica non abbia fatto il gioco di qualcun’altro a sformarsi a est, indebolendo la Russia, e trascurando ciò che succede a un tiro di schioppo da noi, nel mare nostrum.

    ciao
    Antonio    13 01 2005 - 11:40    #

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