Dalla luna tutto appare diverso
9 01 2005 - 10:23 · Flavio Grassi
Io non so se rotolarmi sul pavimento per le risate o cominciare a valutare seriamente la possibilità di parlare di «regime». Un regime grottesco come si conviene a una repubblica delle veline ma pur sempre regime.
Leggete con cura e fate attenzione al linguaggio. Giuro che questo è il testo integrale di un comunicato stampa autentico datato 8/1/2005, non un mio divertissement vacanziero.
Il ministro Gianni Alemanno conquista la vetta del Bernina
Con un’impresa che ne conferma le doti di alpinista, di cui ha dato prova anche durante la recente spedizione italiana al K2, il ministro Gianni Alemanno ha scalato nella giornata di oggi la vetta italiana del Bernina. I 4.021 metri della cima più alta delle Alpi Centrali, a cavallo fra Engadina e Valtellina, sono stati conquistati alle 11.30 del mattino, dopo due ore di ascensione, partendo dal rifugio Marco e Rosa, precedentemente raggiunto in elicottero. Ad accompagnarlo tre amici guide: Marco Forcatura, Michele Comi e Daniele Bernasconi.
Il ministro si trova in questi giorni in visita privata in Alta Valtellina, dove, accompagnato dal presidente del Parco dello Stelvio, Ferruccio Tomasi, e dal colonnello dei carabinieri di Sondrio, Francesco Capone, ha sciato sulle piste di Bormio, Livigno e Santa Caterina Valfurva. Approfittando delle favorevoli condizioni atmosferiche e della poca neve presente in quota, Alemanno ha deciso ieri di tentare la salita alla cima più alta.
Alle 8.45 di questa mattina un elicottero di Eliwork lo ha depositato ai 3.597 metri del rifugio Marco e Rosa, la storica capanna del versante italiano costruita nel 1913 e completamente rinnovata l’anno scorso grazie ai contributi della Regione Lombardia, del Credito Valtellinese e dell’imprenditore siderurgico Roberto Rocca.
Partiti alle 9.30 dalla Marco e Rosa, gli scalatori hanno raggiunto le vetta due ore dopo, superando un ripido pendio ghiacciato, un canalino e una parete di roccia. «È uno spettacolo straordinario», ha dichiarato il ministro appena giunto sulla cima. «Queste montagne della Lombardia andrebbero fatte maggiormente conoscere, perché sono di una grandiosità che può rivaleggiare con il Monte Bianco».
Le temperature non rigide di questi giorni hanno consentito agli alpinisti di soffermarsi sulla vetta per ammirare il panorama, anche se il vento aveva portato la colonnina di mercurio molti gradi sotto lo zero.
In discesa, dopo una calata in corda doppia, Alemanno e le sue guide hanno raggiunto il pendio di ghiaccio e quindi la Marco e Rosa. Qui sono stati prelevati dall’elicottero pilotato da Giampietro Petrelli, che ha ricondotto il ministro in Alta Valtellina, giusto in tempo per intervenire alla premiazione delle vincitrici dello Slalom Gigante di Coppa del Mondo di Santa Caterina Valfurva.
«Bisogna fare di più per la montagna», ha commentato Alemanno. «Dobbiamo rafforzare la legge quadro in discussione in Parlamento. È il solo modo per ripagare la montagna delle straordinarie risorse che ci offre. Mi auguro che i Mondiali di sci di Bormio 2005 possano contribuire a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul mondo delle vette».
(grazie a Laura)
###
Aggiornamento 12/1
Comunicazione di servizio per tutti quelli che mi stanno scrivendo mettendo in dubbio l’autenticità del comunicato.
Come ho scritto qua sopra e ribadito a qualcuno fra i primi: il fatto e il testo sono autentici. Io ho tutti i riferimenti e ho cercato personalmente i riscontri, ma non posso certo pubblicare i numeri di cellulare degli addetti stampa.
È vero: tutta in blocco la stampa italiana ha caritatevolmente ignorato il comunicato. Ma questo non fa altro che parlare delle condizioni pietose dell’informazione, compresa quella presuntivamente di opposizione: a volte censurare è molto più benevolo che dare pubblicità.
Solo ADN Kronos ha rilanciato la notizia in un flash di 3 righe. Con un seguito pochi minuti più tardi: al desk non hanno resistito alla tentazione di dare risalto a una delle perle più divertenti e hanno lanciato un aggiornamento che riporta solo una frase testuale del comunicato. Senza commenti perché non ce n’è bisogno. Confrontate, se volete, da lì anche i più scettici si arrenderanno all’evidenza che ADN Kronos aveva in mano il mio stesso testo: certe cose non si possono replicare per caso.
non è più possible commentare questo articolo
Cerca nel sito
Argomenti