Dalla luna tutto appare diverso
23 11 2004 - 06:13 · Flavio Grassi
DOVER, Pennsylvania – Nel più audace colpo contro l’insegnamento dell’evoluzione in più di un decennio, la commissione scolastica di questa minuscola cittadina rurale ha rovesciato i suoi libri di testo contro praticamente l’intera comunità scientifica – e illustra perfettamente il senso delle ultime elezioni.
Per la prima volta una commissione scolastica ha reso obbligatoria l’offerta della dottrina dell’intelligent design come alternativa all’evoluzione. L’intelligent design è la variante più raffinata del creazionismo. I suoi cultori non pretendono di spiegare la creazione del mondo con l’interpretazione letterale della Genesi. Usano le parole della scienza per creare uno spazio vuoto dove è facile scrivere «Dio», anche se loro si guardano bene dal pronunciare la parola.
E soprattutto si concentrano sulla demolizione di Darwin. Anche qui giocando con le parole: «l’evoluzione è una teoria» è il loro slogan preferito, quindi non un fatto certo. Ergo altre «teorie» come appunto l’intelligent design hanno la medesima dignità.
Giochi di parole. Nella scienza tutto è una teoria. Anche la gravità, anche la rivoluzione dei pianeti, anche il principio di conservazione dell’energia. Ma dire che una dottrina nata dalla fede religiosa come l’intelligent design debba essere messa sullo stesso piano dell’evoluzione equivale a dire che nelle lezioni di chimica bisognerebbe proporre la dottrina del flogisto in alternativa alla «teoria» di Lavoisier; o che nelle lezioni di astronomia bisognerebbe offrire l’insegnamento dell’universo tolemaico come alternativa al modello copernicano: il quale, si sa, era ben lontano dall’essere perfetto. Come quello di Darwin. Solo che seguendo Copernico si va su Marte, seguendo Tolomeo si torna ai ciuchi.
Il National Geographic ha sentito il bisogno di entrare nella discussione per spiegare che Darwin non aveva torto. Ma è probabile che quelli che leggono il National Geographic lo sappiano già. Il problema sono gli altri, quelli che ora si sentono più forti e hanno voglia di rivalsa contro gli «intellettuali atei» che vanno in giro a dire che discendiamo dalle scimmie.
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