America

Andrà per le lunghe - anzi no

3 11 2004 - 12:54 · Flavio Grassi

Ma alla fine sarà Bush.

E in fondo va bene così. Sarà lui a dover gestire l’uscita dal pantano iracheno e probabilmente lo potrà fare con maggiore disinvoltura di quanto avrebbe potuto fare Kerry. Bush ha scatenato la guerra, da questo punto di vista non deve giustificazioni a nessuno e nessuno lo accuserà di essere fuggito. E comunque non sarà più rieleggibile quindi potrà agire senza pensare più di tanto alla prossima campagna elettorale. Kerry invece avrebbe avuto l’onere di dimostrare che non è un appeaser con tutto quel che ne consegue. Ricordate che fu il democratico liberal Johnson a guidare l’escalation in Vietnam e il repubblicano becero Nixon a ordinare di piegare la bandiera e tornare a casa.

Kerry ha perso ma ha perso incassando 54 milioni di voti popolari e almeno 252 voti elettorali. E questo (lo diceva anche Gianni Riotta ieri sera) mi sembra il dato più significativo di questa elezione. Kerry è il candidato più a sinistra che si sia visto da molto tempo a questa parte. Direi a occhio e croce dai tempi di George McGovern, che nel 1972 fu umiliato anche nel suo stato natale, portando a casa la miseria di 17 voti elettorali in tutto, 16 dal Massachusetts e 1 da Washington D.C.

Vuol dire che nella polarizzazione innescata da Bush in America è tornata la politica come non la si vedeva da decenni, con uno scontro fra visioni opposte. Clinton vinse con molti meno voti di quelli che sono valsi la sconfitta a Kerry e vinse presentandosi come l’amministratore più affidabile. In questa elezione agli americani importava poco di chi fosse il capufficio più efficiente, si sono espressi sulla posizione dell’America nel mondo. Ha vinto una visione per molti versi aberrante, ma intanto è successo che è resuscitato il dibattito politico e la sinistra ha scoperto di esistere ancora.

Smaltito il lutto obbligatorio, fra poco in campo democratico comincerà la campagna per il 2008. Con un candidato ancora più a sinistra di Kerry. E rivoluzionario anche per un altro motivo: potrebbe diventare la prima donna presidente. Salvo imprevisti, il 2008 sarà l’anno di Hillary Clinton. Finito il doppio termine di Bush, con un vice troppo vecchio per poter essere il tradizionale candidato della continuità, i repubblicani faticheranno a trovare uno sfidante con un carisma anche solo paragonabile a quello di Hillary.

Purtroppo c’è un altro convitato di pietra che ha motivo di essere soddisfatto per il risultato:

Tutto ciò ci ha reso molto facile provocare e adescare questa amministrazione. Non dobbiamo fare altro che mandare due mujaheddin nel più lontano avamposto orientale a sventolare uno straccio con scritto al-Qaida perché i generali accorrano lì procurando all’America perdite umane, economiche e politiche senza in cambio nient’altro che qualche vantaggio per le loro aziende private.

È un passaggio della cassetta di Bin Laden, tagliato nella trasmissione in video ma conservato nella sbobinatura integrale, dove Osama rivela con una chiarezza (e, purtroppo, lucidità) impressionante il suo obiettivo strategico: provocare la bancarotta economica dell’America. Se i consiglieri di Bush non rinsaviscono nel secondo mandato, è un obiettivo a portata di mano.
——
Aggiornamento: bella la mossa di Kerry che ha dato un taglio all’attesa evitando con eleganza l’avvitamento litigioso del 2000 e la figura di sore loser, incapace di perdere, che è rimasta, ingenerosamente, appiccicata a Gore. Farà bene ai democratici.

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Commenti

  1. Vista in prospettiva va bene e spiega anche perché hanno preferito un candidato come Kerry invece di uno come il Generale Clark che avrebbe avuto, forse, meno problemi. Ma vista bidimensionalmente, viene un po’ da piangere.
    theo    3 11 2004 - 13:57    #
  2. Kerry a sinistra mi è MOLTO nuova.
    Mi sembra che abbia sventolato le medaglie del Vietnam e la competenza militare tutto il tempo.

    Oltre ad essere straricco di famiglia, del clan dei Kennedy e tutta la solfa della sinstra radical-chic, che è troppo astratta per essere di sinistra sul serio.

    Ricordo che all’inizio si parlava di Dean e, prima del voto, dell’importanza dell’affluenza alle urne. E si è finito con Bush che ha vinto nel voto popolare e nei grande elettori.

    E non era in corsa per far bene ma per vincere. Non si è neppure ripreso la Florida, dopo tutte le polemiche del 2000, e Nader è stato ininfluente.

    In sintesi, il post mi sembra molto autoconsolatorio e poco aderente alla realtà.

    Per il 2008, spero in una sfida tra Hillary e Condoleeza, si salirebbe assai di livello.
    Francesco    4 11 2004 - 06:59    #
  3. ma ti sei bevuto il cervello?

    Disaccordo totale:

    Kerry è stato il peggiore, e un gran figlio di …..

    http://blogs.it/0100206/2004/11/03.html#a3574
    beppe    4 11 2004 - 08:06    #
  4. Tanto per dirne una, nel 2008 si parla di Terminator (con annessa modifica legislativa). Sarà che voi rabbrividite al sol pensiero, ma in America la pensano diversamente (e in California, Stato iper-liberal Swarzy è molto apprezzato).
    Certo, se l’analisi del voto americano (il più importante da molto tempo a questa parte) si limita ad un “Ha vinto una visione per molti versi aberrante, ma intanto è successo che è resuscitato il dibattito politico e la sinistra ha scoperto di esistere ancora”, allora chi si candida del 2008 è irrilevante: da una parte ci sono i Giusti, dall’altra gli Aberranti.
    Vincessero gli aberranti potremmo sempre dire che tanto gli americani sono stupidi rozzi e cowboy.

    p.s. Kerry ha ammesso la sconfitta perchè (a differenza di quanto avvenuto con Gore) era così netta che ogni resistenza sarebbe apparsa ridicola. E poi perchè è americano (prima che democratico) e come si dice da quelle parti “right or wrong, my country”.
    Vano    4 11 2004 - 08:58    #
  5. Kerry correva dietro agli eventi e ha perso. Perfino contro Bush, nell’anno della guerra che sembra non finire mai.
    Se c’e’ una lezione da imparare (che valga anche qui in italia) e’ che bisogna tornare a metterci la passione, a gettare il cuore al di la’ dell’ostacolo.
    Questo io vedo in quei 114 milioni e mezzo di votanti…
    occhilucidi    4 11 2004 - 12:36    #
  6. Vano: Terminator non si corrè il rischio di avercelo tra i coglioni per lostesso motivo per cui grazie a dio non è stato presidente nemmeno Kissinger, è austriaco.

    Flavio: il tuo post mi piace molto, mi sembra, lucido e calmo. Intelligente. Detto questo, secondo me, è come se la questione meravigliosamente politica alla quale ti riferisci sia stata, ieri, soltanto innescata, e rinviata, di quattro anni. In questi quattro anni, i cittadini americani, hanno la grande responsabilità di dimostrare di essere capaci di più civiltà.
    Poi però ripenso agli americani di “bowling a columbine” e mi viene da piangere.
    Mrf.
    Mrf    4 11 2004 - 12:40    #
  7. Mi sembra che sia una questione affrontata in modo salottiero. Restano i danni neocons fra i lavoratori e i disoccupati statunitensi e i bombardati, vessati, violentati e fotografati cittadini iracheni (ed in futuro iraniani o siriani o chi lo sà?).
    Mi piacerebbe compiacermi di questa rinascita della sinistra, ma il marito di una Heinz è veramente impresentabile, andiamo, siamo seri, è pure un invasato militarista e sciovinista (così lo chiamiamo in Italia, vano, sciovinismo). Dove sono i socialisti? Dove sono le persone che mettono in discussione la legittimità del valore mercato deificato dai repubblicani, ma anche dai democratici? Sono a farsi il culo nelle fabbriche o per le strade (altro che invitare un Kerry a gettare il cuore oltre l’ostacolo) a credere in un mondo diverso. E se conoscete la società americana non solamente dai giornali o dai siti, capirete di chi parlo.
    manuel    5 11 2004 - 04:36    #
  8. Mi vedo l’autore che piange mentre scrive questo post. Il dolore nel didietro è forte, ma guai a farlo capire… Brutta cosa l’eccesso di razionalizzazione, fa male alla salute.

    Bene così, in ogni caso, e pure bene che cominci a pensare anche al dolore che nuovamente proverà tra quattro anni. Se i democratici non sono riusciti a vincere né quattro anni fa (con il clintonismo in pieno fulgore) né oggi (con una guerra [apparentemente] incomprensibile in corso e con un Bush [apparentemente] impresentabile come candidato), ci sono ottime probabilità che nemmeno Hillary possa fare nulla.

    Friedrich
    Friedrich    6 11 2004 - 13:44    #
  9. Quanto vedi male, caro il mio Fred. Quando piango lo faccio per ben altri motivi. Ma per fortuna mi capita infinitamente più spesso di sorridere.
    Pfaall    8 11 2004 - 03:02    #
  10. Cioè, a fred rispondi perchè ti senti piccato, a me che ti faccio obiezioni politiche, e speravo in un tuo commento, mi snobbi. Allora se funziona così: A STRONZO! (scherzo, naturalmente)
    manuel    8 11 2004 - 08:24    #
  11. Funziona così: di norma io non rispondo. Questo non è un forum. Io dico quello che ho da dire, chi vuole dice la sua e finisce lì, non si fanno tavole rotonde. Poi ogni tanto un commento mi diverte e cazzeggio anch’io.
    Pfaall    8 11 2004 - 08:38    #
  12. Tornando al post, io non sono d’accordo per molti motivi. Alcuni sono dettagli (ad es. Kerry “candidato di sinistra”, quando in politica estera si e’ presentato essenzialmente come Bush-lite), ma soprattutto trovo il tutto eccessivamente autoconsolatorio.
    Inoltre sono molto piu’ pessimista sul 2008: i repubblicani hanno diversi possibili candidati (fra tutti, John McCain e.. Jeb Bush), mentre Hillary secondo me non ha alcuna possibilita’. Sono quasi ridotto a sperare in McCain (repubblicano ma non NeoCon..).
    Emanuele Ripamonti    8 11 2004 - 09:15    #
  13. “Quanto vedi male, caro il mio Fred. Quando piango lo faccio per ben altri motivi. Ma per fortuna mi capita infinitamente più spesso di sorridere”.

    Ne sono, veramente, lieto per te.
    Spero anche che sorriderai allo stesso modo con cui hai sorriso il 3 nov. scorso, e per gli stessi motivi, tra quattro anni. ;)
    F.
    Friedrich    9 11 2004 - 08:49    #
  14. Il motivo della vittoria di Bush in america è stato spiegato molto bene in alcuni articoli del corriere. In pratica migliaia di volontari si sono messi a fare propaganda porta a porta, hanno diffuso di persona (e non tramite rete o media…). E hanno portato la gente a votare…

    Se è così (e io in generale condivido…) allora non vedo perchè i repubblicani non possano vincere… si tratta di metodo e non di contenuti…
    TK    11 11 2004 - 18:12    #

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