Dalla luna tutto appare diverso
25 10 2004 - 04:43 · Flavio Grassi
Il 25 ottobre del 1982 mi stavo godendo dalla mia stanza nel migliore albergo di Grenada lo spettacolo di una tempesta tropicale con le palme spettinate e piegate fino a terra. Il giorno prima avevo girato tutta l’isola (non ci vuole molto), visitato la dolce fatiscenza coloniale di Saint George’s e trovato anche il tempo per farmi una nuotata.
Esattamente un anno dopo, il 25 ottobre del 1983, una tempesta molto diversa si abbattè sull’isola: spiazzando tutto il mondo, compresa la sua grande amica Margaret Thatcher, Ronald Reagan aveva ordinato l’invasione dell’isola. Inizialmente sbarcarono poco meno di 2000 marines, i quali però incontrarono una resistenza imprevista. Nelle settimane seguenti la situazione si stabilizzò solo quando la forza di occupazione arrivò a 7000 unità.
Grenada ha 80.000 abitanti. Per rispettare le proporzioni, anche tenendo conto delle economie di scala, in Iraq si sarebbero dovuti mandare almeno mezzo milione di militari, avendone già pronti un altro milione e passa da dispiegare in tempi brevissimi.
Impossibile mettere insieme una forza tanto colossale? E allora vuol dire che ti dovevi far passare il prurito perché se ti imbarchi in un’impresa senza ritorno sapendo già di non avere le risorse per vincere sei un idiota pericoloso. Nel 1991 Bush padre rifiutò di occupare il paese. Lui mezzo milione di soldati sul terreno li aveva, ma sapeva di non poter triplicare la forza. Poteva invadere ma non gestire l’occupazione e quindi riportò tutti a casa.
Dell’esistenza o meno di buone ragioni per volere la guerra si può litigare fino alla fine dei tempi e tutti la penseranno sempre come all’inizio della discussione. Ma uno che ignorando la realtà storica pensa davvero di poter occupare un paese di 25 milioni di abitanti con 100.000 militari è più alienato di Don Chisciotte e non dovrebbe amministrare neanche un condominio.
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