Sudan

Ammazza la parola e poi usala

10 09 2004 - 07:21 · Flavio Grassi

Powell ha preparato il terreno con la sua audizione sul Darfur in Senato e il giorno dopo è arrivata la dichiarazione di Bush: «è genocidio». Interessante, considerando che fino a pochi giorni fa Powell non perdeva occasione per frenare. Cosa è successo?

È successo appunto che c’è stata l’audizione di Powell il quale, nell’usare la parola di cui si dibatte da mesi, si è affrettato a svuotarla di significato:

Signor Presidente, sembra che alcuni stessero aspettando questa definizione di genocidio per agire. In realtà, tuttavia, questa definizione non impone alcuna nuova azione. Stiamo già facendo tutto quello che possiamo per portare il governo sudanese ad agire responsabilmente. [grassetto mio]

Molto rumore per nulla, perché al di là dei proclami propagandistici, la realtà è che:

Non c’è nessuno che sia disposto a mandare truppe laggiù, né negli Stati Uniti né nell’Unione Europea né altrove.

Ma nelle notizie le precisazioni scompaiono, i titoli sono tutti per la dichiarazione di genocidio. Quelli che la stavano aspettando o invocando—in particolare, a quanto pare, la destra evangelica—sono soddisfatti. Sbocciano gli editoriali enfatici: ancora una volta la risolutezza americana si scrolla di dosso i dubbi dell’Onu e degli europei eccetera.

Pazienza se così abbiamo svuotato una definizione che finora era stata densissima e legata all’azione immediata. Non è neanche un danno collaterale, a pensarci bene è un vantaggio: d’ora in poi c’è una parola in più da lanciare a piacere nei comizi.

È la campagna elettorale bellezza, e non sarà un genocidio a rallentarla.

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Commenti

  1. A parte il fatto che del termine Genocidio si fa già un uso molto disinvolto (ho perso il conto dei genocidi di palestinesi di cui è piena Internet), non capisco il punto.

    Se il problema è quello che sta succedendo in Darfur, non è chiamandolo o meno genocidio che cambia qualcosa, che si aiuta la popolazione. Bisognerebbe agire sui governi che hanno la forza militare e diplomatica per obbligare quello del Sudan a smettere.

    Se il probema è tutto nell’uso di una parola invece di un’altra, meglio il cinismo di Powell (c’è un genocodio e ce ne freghiamo) che l’ipocrisia europea (non lo chiamiamo genocidio e siamo moralmente a posto a fregarcene).

    Francesco
    Francesco    14 09 2004 - 05:13    #

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