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La disfida di Ginevra

28 07 2004 - 03:46 · Flavio Grassi

Già dopo il primo giorno sembra che il summit Wto di Ginevra stia andando verso il secondo fallimento dopo Cancun. Un fallimento che potrebbe mettere in discussione il ruolo stesso dell’organizzazione.

Ormai non si tratta più del Doha Round, di tariffe doganali, di aiuti alle esportazioni: è una prova di forza fra paesi sviluppati e paesi emergenti. La World Trade Organization è stata inventata dalle nazioni ricche come strumento per ottenere un allargamento dei mercati. Se i piccoli cominciano a pretendere di giocare ad armi pari, la tentazione di buttare tutto all’aria diventa fortissima.

Stay tuned: questa cosa è un po’ più importante della fuga del Lupo. Vedremo nei prossimi giorni come va a finire.

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Commenti

  1. Cosa ti aspetti da un eventuale crollo (o grave crisi) del WTO?

    Io mi attenderei un peggioramento della situazione economica, soprattutto per i paesi piccoli del Sud.

    Francesco
    Francesco    28 07 2004 - 12:30    #
  2. Mah, mi aspetterei un peggioramento delle prospettive, più che della situazione attuale. Così come ha funzionato ora il Wto è una grande promessa in attesa di realizzazione: l’appartenenza dà qualche vantaggio immediato ma poi le iniziative specifiche non è che siano state granché dal punto di vista dei paesi poveri.

    Ha soprattutto favorito il loro aprirsi come mercati, stimolando l’acquisto di beni e servizi che i poveri non si possono permettere e finanziano con l’indebitamento peggiorando ulteriormente la loro situazione.

    Per capirci bene: per me la globalizzazione è buona e necessaria, ma dovrebbe funzionare al contrario: prima dovremmo essere noi ricchi a comprare quello che producono i poveri, creando un trasferimento di ricchezza netto a loro favore, e solo dopo – quando hanno di che pagarlo senza farsi prestare i soldi da noi – pensare a vendergli quello che produciamo. Come è stato finora è un po’ da usurai.
    Pfaall    29 07 2004 - 05:59    #
  3. Non sono del tutto d’accordo. Se i paesi poveri non avessero accesso ai beni di investimento e alle tecnologie dei paesi ricchi, potrebbero crescere a ritmi naturali ma lentissimi.

    Il WTO dovrebbe funzionare per tutti, pur senza essere pensato a favore di nessuno in particolare.

    Il problema è che i nostri mercati sono chiusi ai loro prodotti (alimentari, tessili, ecc) e quindi il sistema non funziona.

    Peccato che nessun politico lo dica.

    Ciao

    Francesco

    PS hai notato come funziona bene l’analisi classica del commercio? i differenziali di salari o si riducono via commercio o si riducono via emigrazione.
    Francesco    29 07 2004 - 08:23    #
  4. “trade not aid” se nn sbaglio è lo slogan dei paesi in via di sviluppo.
    La Unctad ha calcolato che la soppressione di tutte le misure discriminatorie dei nostri mercati nei confronti dei prodotti provenienti dai paesi in via di sviluppo, produrrebbe un aumento dal 20% al 45% dei posti di lavoro nei paesi in via di sviluppo, e un aumento delle entrate che varia tra alcuni miliardi e i 60 miliardi di dollari all’anno.

    Peró a noi nn interessa aprire i nostri mercati ai loro prodotti ma aprire i loro mercati ai nostri prodotti.
    lookha    3 08 2004 - 05:18    #

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