America

L'ora del petrolio africano

24 07 2004 - 05:38 · Flavio Grassi

cartina golfo di GuineaPuntare sull’Africa per allentare la dipendenza energetica dal Medio Oriente. Questo il senso di due importanti audizioni di fronte al gruppo di lavoro sull’energia della Commissione per le Relazioni Estere del Senato americano.

Stephen Morrison del Center for Strategic and International Studies ha raccomandato fra l’altro la nomina di una figura senza precedenti: un Consigliere speciale per la diplomazia energetica in Africa, un super-ambasciatore che risponderebbe direttamente al Segretario di stato e al Consigliere per la sicurezza nazionale.

Sia l’intervento di Morrison sia quello di David Goldwyn—esperto di petrolio e già Sottosegretario per le questioni energetiche negli affari internazionali—hanno individuato nel golfo di Guinea il nuovo fulcro della politica energetica americana. I giacimenti terrestri e offshore di paesi come Nigeria, Ciad, Guinea Equatoriale, Gabon, Angola e Sao Tome e Principe sono ingenti e solo parzialmente sfruttati. In molti di questi paesi la produzione è solo agli inizi, con prospettive molto promettenti sia dal punto di vista quantitativo sia per la qualità del petrolio: i giacimenti contengono il petrolio leggero a basso tenore di zolfo di cui hanno bisogno le raffinerie occidentali per produrre carburanti che rispettino le norme ambientali attuali. Inoltre nella regione si trovano anche riserve molto importanti del sempre più richiesto gas naturale. Senza contare che il golfo di Guinea è molto più vicino agli Stati Uniti del Medio Oriente.

Ai fattori geologici e geografici si aggiungono quelli politici, che sono forse ancora più importanti: la Nigeria è l’unico paese della regione ad aderire all’Opec e la diplomazia americana avrà fra l’altro il compito di tenere lontani i nuovi produttori dall’organizzazione. Una rete fatta di accordi bilaterali, programmi di cooperazione e indirizzamento degli aiuti internazionali dovrà fare del golfo di Guinea un nuovo backyard oltre Atlantico.

Dipartimento di Stato

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Commenti

  1. Che questo http://wwwwashingtonpost.com/ac2/wp-dyn?pagename=article&contentId=A22637-2004Apr18&notFound=true abbia qualcosa a che fare con il greggio del golfo di Guinea?
    Ale    26 07 2004 - 07:25    #

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