Nepal

Strategia della tensione

7 07 2004 - 06:28 · Flavio Grassi

Che sta succedendo in Nepal? Ormai la carneficina è a un livello tale che persino i nostri giornali se ne sono accorti: lunedì 12 morti, oggi 28. Tutto questo mentre proseguono le “normali” attività della guerriglia che voi che leggete Pfaall già conoscete: intimidazioni, omicidi mirati, rapimenti di massa.

Succede che il Primo ministro Deuba che alla sua nomina un mese fa aveva potuto mettere insieme solo un governetto di tre ministri lui stesso compreso ora è riuscito a formare un governo di 31 ministri appoggiato dalla più larga coalizione della storia nepalese: Partito comunista marxista-leninista, il partito di destra Rastriya Prajatantra, un raggruppamento regionale e il suo spezzone del Nepali Congress. Resta prevedibilmente fuori l’altro pezzo di Partito del Congresso.

Per la guerriglia maoista un governo di unità nazionale come questo è un grave pericolo. Se riuscisse a resistere potrebbe diventare un interlocutore credibile per le organizzazioni internazionali che sulla situazione nepalese cominciano ad agitarsi.

I ribelli hanno conquistato grandi zone del paese approfittando del vuoto di potere creato dal contrasto fra il re da una parte e tutto il mondo politico dall’altra. Con la riconciliazione fra re e partiti politici i giocatori in campo si riducono a due e la guerriglia rischia di veder ridotto il suo spazio libero. Così attacca per mantenere alta la tensione, far cadere il governo e tornare al caos che gli è favorevole. E se il nuovo governo non riceve consistenti appoggi internazionali i ribelli potrebbero benissimo riuscire nel loro scopo.

Reuters, BBC News

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