Iraq

Ecco a voi la nuova jihad irachena

29 06 2004 - 05:28 · Flavio Grassi

La resistenza irachena sta velocemente cambiando pelle. Un raggelante speciale di Time racconta come sotto la guida di al-Zarqawi anche i nazionalisti baatisti si stiano convertendo a una lotta globale nel nome della jihad waabita.

Gli inviati del newsmagazine sono riusciti ad assistere a quello che nessun americano aveva ancora visto: una riunione dei ribelli nei pressi di Falluja:

Gli uomini indossano tutti tuniche bianche, portano la barba lunga e si salutano con solennità. Sono tutti iracheni ma le loro convinzioni sono quelle della rigida corrente wahabita dell’Islam che era stata repressa sotto Saddam Hussein.
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In fondo alla stanza ci sono alcuni uomini dall’Arabia Saudita che restano in piedi silenziosi mentre uno degli sceicchi, il capo del gruppo, mi parla in arabo e inglese frammentato. In Iraq, dice, è in corso una guerra di liberazione, non solo di un paese, ma di tutte le terre musulmane, dei popoli musulmani, dell’Islam stesso. Non c’è margine di trattativa con il nemico, nessun terreno comune. Tutto ciò che lui e i suoi uomini hanno da offrire è una guerra infinita che parte da una convinzione etica. “Forse questa guerra richiederà molto tempo”, mi dice. “Forse questa è una guerra mondiale”.
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I militanti stanno trasformando la resistenza in un movimento jihadista internazionale. I combattenti stranieri, precedentemente isolati dai gruppi di guerriglieri interni, sono ora integrati come celle o unità complete insieme agli iracheni. Molti ex ufficiali della polizia segreta e della Guardia nazionale di Saddam che fino a due anni fa bevevano e andavano a donne non osano più nemmeno fumare sigarette. Stanno combattendo per Allah, dicono, e i veri jihadisti rifiutano queste debolezze terrene.
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[Ora] il timore è che i jihadisti guidati da al-Zarqawi possano ricavarsi feudi in tutto il paese, basi operative per arruolare e addestrare i fanatici disposti a unirsi alla guerra—l’equivalente della provincia nord-occidentale del Pakistan, che al-Qaeda ha trasformato in un rifugio sicuro.

Alla fine forse riusciamo a scatenarlo davvero il famoso scontro di civiltà, l’Iraq diventa la base terrorista che non era e gli iraniani spaventati ammassano truppe lungo la frontiera, mandano al diavolo la diplomazia e corrono a procurarsi l’atomica, che non si sa mai.

Time

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