Iraq

L'eredità del vicerè

27 06 2004 - 12:31 · Flavio Grassi

“Sovranità” è una parola molto grossa per quello che il popolo iracheno riceverà fra qualche giorno. Prima di lasciare il posto all’ambasciatore John Negroponte, il reggente Paul Bremer ha emanato una raffica di editti che imbragano il governo provvisorio e dettano la linea per il futuro dell’Iraq.

Fra le perle lasciate in eredità da Bremer c’è la legge elettorale, che prevede fra l’altro la costituzione di una commissione investita del potere di escludere dalle elezioni qualsiasi partito politico o candidato. Come il Consiglio per la rivoluzione islamica in Iran.

Bremer ha insediato in ogni ministero un Ispettore generale—scelto dal suo staff—che dovrà restare in carica per cinque anni, così come per cinque anni resteranno in carica il Consigliere per la sicurezza nazionale e il capo dell’intelligence che saranno nominati dal governo provvisorio. Ha costituito commissioni di controllo sulle telecomunicazioni, sulle trasmissioni radiotelevisive, sui mercati finanziari. Ha nominato un commissario all’integrità pubblica con il potere di deferire ai tribunali qualsiasi membro del governo ritenuto corrotto. Cosucce così.

Fra i 97 minuziosi editti promulgati da Bremer e destinati a restare in vigore anche quando lui sarà tornato a casa c’è persino un nuovo codice della strada, leggi su brevetti e diritto d’autore, norme fiscali.

Al confronto, le colonie dell’impero britannico erano stati indipendenti.

Washington Post

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