Dalla luna tutto appare diverso
25 06 2004 - 03:11 · Flavio Grassi
Un alto funzionario della Cia—non un ex, uno in servizio attivo che da 20 anni lavora all’antiterrorismo—ha scritto un libro intitolato “Hubris imperiale” che sarà pubblicato, anonimo, fra un paio di mesi. La Cbs l’ha intervistato e gli ha chiesto se l’America stia vincendo o perdendo nella lotta al terrorismo.
Sono costretto a dire che stiamo perdendo terreno.
A proposito dell’invasione dell’Iraq dice che ha regalato a Bin Laden nuove reclute:
Se Osama fosse cristiano l’avrebbe considerata un regalo di Natale troppo bello per essere vero.
Sull’Afghanistan:
Abbiamo di fronte una ribellione di lungo termine e, come scrivo nel libro, a un certo punto dovremo decidere se lasciare il paese o aumentare enormemente le dimensioni delle forze che abbiamo in campo.
Non che siano grandi novità. Sono cose evidenti tutti tranne agli struzzi più ostinati a seppellire la testa nella sabbia dell’ideologia. È la fonte che fa impressione. Se un funzionario della Cia scrive queste cose in un libro al pubblico vuol dire che l’intelligence non riesce più a farsi ascoltare dal suo governo. E questo è un problema serio. Il governo più potente del mondo è in mano a gente che vuole andare avanti per la sua strada senza essere disturbata dalla realtà dei fatti.
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