Dalla luna tutto appare diverso
15 06 2004 - 04:28 · Flavio Grassi
L’unico dato davvero sicuro di queste elezioni è la disfatta personale di Berlusconi. Tutto il resto è discutibile confuso magmatico, ma questo è chiaro. Non è una sorpresa: che Berlusconi fosse incamminato sul viale del tramonto qui l’avete già letto sei mesi fa. Le elezioni certificano quell’analisi e con i suoi fantasmagorici sfondamenti mediatici in campagna elettorale Berlusconi ha dato un contributo fondamentale a rendere inequivocabile la bocciatura. Tanto da essere costretto all’ammissione inconcepibile: “Del calo elettorale di Forza Italia assumo, naturalmente, la piena responsabilità”. Per un capo carismatico come Berlusconi una frase così è un saluto di addio. E tutti i distinguo e le lamentele sulle “aggressioni dell’opposizione e dei suoi media” non fanno altro che accelerare lo sprofondamento.
Pochi spettacoli sono malinconici come i combattimenti di un ex campione abituato a vincere per Ko che manager avidi continuano a mandare sul ring dopo che la sua stagione è finita. Incontro dopo incontro prende botte senza mai aver imparato a incassare. Si fa contare al tappeto e si rialza come può per arrivare in fondo a incontri che non avrebbe mai dovuto cominciare. Sempre più suonato finisce per non sentire nemmeno più i colpi mentre continua a guadagnare soldi inutili. Questo è lo spettacolo che ci aspetta per i prossimi due anni. Il manager Fini, e tutti gli altri vicemanager con lui, continueranno a mandare avanti Berlusconi fingendo fedeltà finché il vecchio capo diventerà una macchietta patetica. Sarà usato senza pietà, come Pasquale Mammaro usa Mino Reitano.
Mentre gli ex vassalli si danno da fare per arraffare quanto più possibile dell’eredità del vecchio re, l’opposizione ha un’occasione imperdibile: può finalmente smettere di occuparsi di Berlusconi e ricominciare a fare politica. Io credo che il populismo berlusconiano sia stato un rischio reale. Poteva finire male. Invece è finito e basta. Non avremo Berlusconi per i prossimi dieci anni. Potrà fare ancora qualche danno ma pazienza, si rimedia a tutto.
Ora per il centrosinistra sarebbe il caso di mettersi velocemente a cercare qualcuno con la testa abbastanza lucida per organizzare il prossimo governo. Il gruppone dei Prodi, Fassino, Rutelli, Letta, D’Alema, Boselli eccetera può e dovrebbe dare una mano: a passare l’acqua e tirare la volata. Ma lì in mezzo lo sprinter in grado di vincere non c’è.
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