Nepal

Come non detto, due anni dopo

2 06 2004 - 06:12 · Flavio Grassi

Con una mossa a sorpresa, due anni dopo averlo cacciato per “incompetenza”, re Gyanendra ha di nuovo nominato Sher Bahadur Deuba come primo ministro e l’ha incaricato di formare un nuovo governo con pieni poteri esecutivi.

È una brutta sconfitta per Gyanendra, che aveva avocato a sé il potere esecutivo e avrebbe voluto un nuovo governo subordinato alla corona come quello del primo ministro Thapa, che si è dimesso qualche settimana fa a causa del degenerare della situazione nel paese.

Opinione personale: più che dalle azioni dei partiti coalizzati, bravissimi a marciare insieme divisi su tutto, la marcia indietro è probabilmente dovuta al risultato delle elezioni in India. Il Nepal è quasi uno stato satellite dell’India, ed è anche l’unica monarchia indù del mondo. La politica assolutistica e tradizionalista di Gyanendra era molto in sintonia con il nazionalismo indù dell’ex primo ministro indiano Vajpayee. Difficile immaginare una benevolenza simile da parte del laico e progressista partito del Congresso.

A dimostrazione di quanto l’India sia preoccupata della situazione in Nepal, già venerdì il nuovo ministro degli Esteri indiano arriverà in visita ufficiale a Kathmandu. È il suo primo viaggio dall’insediamento, e si è invitato da solo.

Così oggi, due giorni prima che arrivi il fratello maggiore indiano, Gyanendra tenta di rimettere insieme i cocci come se non fosse successo niente. Ovviamente però in due anni è successo moltissimo, compreso il dettaglio assai rilevante che il vecchio e nuovo primo ministro non è più nel partito del Congresso che dirigeva prima. Quando i cinque partiti hanno formato la coalizione e stabilito di chiedere al re la nomina di un nuovo primo ministro, il partito del Congresso si è scisso: una parte ha seguito la linea della coalizione e una parte se n’è andata con Deuba chiedendo che venisse ristabilito lo status quo ante.

Ora che di fatto ha vinto Deuba con il suo Congresso scissionista, bisognerà vedere cosa faranno i cinque partiti. La moral suasion indiana potrebbe puntare alla riunificazione del partito del Congresso e alla formazione di un governo di unità nazionale per organizzare elezioni in un tempo ragionevole (Gyanendra le vorrebbe entro un anno). Ma c’è di mezzo la guerriglia maoista che dilaga.

BBC News

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