America

L'unilateralismo e' punizione di se stesso

27 05 2004 - 20:01 · Flavio Grassi

Silenzio, parla il Presidente degli Stati Uniti:

Una politica fondata sul dominare il resto del mondo non solo crea nemici degli Stati Uniti e crea reclute per Al Qaeda, danneggia la cooperazione internazionale che è essenziale per sconfiggere i terroristi che intendono colpire e intimidire gli americani.
L’unilateralismo, come abbiamo dolorosamente constatato in Iraq, è punizione di se stesso.

Il presidente vero, naturalmente (e scusate per la traduzione di corsa).

Non vi illudete, il danno di Abu Ghraib non tocca solo la reputazione e gli interessi strategici dell’America, tocca lo stesso spirito dell’America. È di cruciale importanza che la nostra nazione riconosca—e riconosca rapidamente—che il danno che la nostra nazione ha sofferto nel mondo è molto, molto più grave di quanto le svogliate risposte del presidente Bush vorrebbero far credere. Ricordate quanto ciascuno di noi sia stato colpito quando abbiamo visto quelle immagini odiose. L’impulso istintivo iniziale è stato quello di respingere le immagini, e poi di pensare che esse rappresentassero una strana e rara aberrazione prodotta da poche menti malate o, come ci assicurava il Pentagono, di “poche mele marce”.
Ma come ancora oggi ci hanno mostrato le ultime sconvolgenti notizie, non era raro. Non era un’aberrazione. [...] No, viene da valori perversi e politiche atroci ai più alti livelli del nostro governo. Questo è stato fatto nel nostro nome, da parte dei nostri governanti.
Questi orrori sono stati il prevedibile risultato di scelte politiche che sono sgorgate direttamente dal disprezzo di questa amministrazione per la legalità. E il dominio che essi hanno cercato davvero è semplicemente indegno dell’America—ed è anche un obiettivo illusorio.

Al Gore. Da leggere tutto, il miglior discorso della sua presidenza. Per sentire una profonda nostalgia per l’America rubata.

via The American Street

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Commenti

  1. pfaall, non credo che sinceramente uno si possa aspettare, in un ipotetico mondo parallelo in cui gore e` stato davvero eletto, atti corrispondenti alle sue parole di oggi. purtroppo. da non presidente del consiglio qualche volta anche d'alema tiene buoni discorsi.
    delio    27 05 2004 - 21:03    #
  2. CORREZIONE.
    "Per sentire una profonda nostalgia per l’America TROMBATA!".
    F.

    P.S. Lo so, è solo una battutina sciocca, non fatela tanto lunga adesso, rideteci sopra se ne avete voglia.
    Friedrich    27 05 2004 - 22:07    #
  3. D'accordo con Delio.
    Parlare a cose fatte senza ricoprire cariche istituzionali e facile e comodo. La domanda e': come avrebbe affrontato Gore il post 9/11? Quello che ha fatto Bush (le cose buone e le cazzate) lo conosciamo, di Gore invece non si sa nulla. Facile e comodo puntare il dito a cose fatte.
    By the way, Gore le elezioni le ha perse in modo strano, ma prima la Corte Suprema (con una decisione forse contestabile) e poi il popolo americano (con il consenso smisurato accordato al Bush post 9/11) hanno chiuso la querelle perlomeno qui negli Stati Uniti, dove quasi nessuno ce la mena con il problema della Florida. Noto con rammarico (ma non mi sorprendo, anzi) che in Italia, invece, ancora si sta' a rimestare il pentolone con le teorie del complotto alla M. Moore. Un filo patetico, se permetti.

    Vano

    p.s. le prove del fatto che Gore parla tanto per parlare da una posizione comoda sono numerose. Quando era alla Casa Bianca come vice di Clinton, la sua amministrazione abbatteva le fabbriche di aspirina, ma nessuno si e' mai sognato di dire che (cito dalla tua - ottima - traduzione) "Questi orrori sono stati il prevedibile risultato di scelte politiche che sono sgorgate direttamente dal disprezzo di questa amministrazione per la legalità". Anche se in quel caso non mi sembra si possa parlare pienamente di azione condotta nei limiti della legalita'. E, del resto, lo stesso Kerry (che mi risulta essere democratico come Gore) parla di "un'america sempre piu' forte" come soluzione al problema del terrorismo internazionale, e di inviare piu' truppe in Iraq.
    Quindi, spiacente di darti una brutta notizia, il vero presidente dell'America, per come lo intendi tu non esiste.
    Vano    30 05 2004 - 04:35    #

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