Iraq

Riposizionare il marchio

22 05 2004 - 10:52 · Flavio Grassi

Bob Dreyfuss condivide la mia cautela sull’improvvisa caduta in disgrazia di Chalabi. In questa storia ci sono almeno due elementi fondamentali che non tornano.

Primo: mi viene difficile immaginare un’amministrazione sempre così ostinata nel “tenere la rotta” che d’un tratto si sveglia e scarica il cavallo su cui aveva investito quasi tutto.

Secondo: mi sembra altrettanto improbabile che si dia voce ai megafoni per annunciare a tutto il mondo che l’amico prediletto era una spia degli ayatollah iraniani. Le cose non funzionano così. A Bagdad di questi tempi un’autobomba viene via a buon prezzo e se davvero Chalabi avesse passato all’Iran informazioni vitali staremmo leggendo le litanie sul terrorismo che uccide i leader democratici eccetera.

Dreyfuss ipotizza che l’irruzione plateale e tutto il cancan mediatico su Chalabi antiamericano sia una mossa per dargli la credibilità che oggi non ha. Il ragionamento non fa una grinza. Checché si scaldi Giuliano Ferrara, la cruda realtà è che dopo un anno di occupazione gli iracheni odiano gli americani. Il Consiglio governativo è completamente screditato. Per gli iracheni Chalabi, che la lasciato il paese a dieci anni, non è mai stato nessuno. Ora è qualcosa di peggio: è l’uomo del Pentagono, quello che sa parlare arabo.

Con questa mossa gli americani lo aiutano a crearsi un’immagine di antiamericano amico degli sciiti iraniani. Gli tagliano i fondi, ma cosa volete che siano 350.000 dollari al mese dopo che ha avuto tutto il tempo per organizzare la canalizzazione attraverso lo studio legale di suo nipote di tutti gli investimenti che arriveranno in Iraq?

Lo strattonano un po’ con grande rumore e poco effetto. Hanno fatto irruzione in casa sua e portato via carte e computer. Sai che paura. Avete letto da qualche parte che sia stato sciolto il suo partito? bandita la milizia che “protegge” per suo conto i palazzi del vecchio regime? Non mi risulta.

Brahimi lo taglierà fuori dal governo provvisorio, naturalmente. Magari tra un po’ lo arresteranno pure. Vicino al 30 giugno: l’odiato Bremer lo arresta, il nuovo governo “iracheno” lo libera e lui è nelle condizioni ideali per preparare la sua vittoria elettorale a gennaio. Perché quello che conta è quel governo là, non il governicchio balneare di luglio.

Solo un’ipotesi, per ora. Vedremo gli sviluppi.

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Commenti

  1. Un dubbio che aveva attraversato anche la mia mente non complessa e non allenata ai processi di pensiero del potere. Un "cocco" di chi non si ama lo si spernacchia, a un "non (più) cocco" un possibilità d'ascolto in più la si dà. Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi.
    Enrica    22 05 2004 - 12:57    #
  2. Non lo so, Flavio. Del rapporto tra Chalabi e gli iraniani si parla da sempre, per esempio ne ha scritto Newsweek, e si sa anche che l'uomo non è il ritratto dell'onestà. Adesso, però, le accuse sono molto più specifiche, perlomeno a leggere la stampa americana.

    Chalabi avrebbe infatti passato agli iraniani, personalmente, informazioni riservatissime che potevano anche essere pericolose per la vita di soldati americani in Iraq. Le prove sono "rock solid", a quanto si legge in giro.
    Anche l'uomo dei servizi di sicurezza di Chalabi, Aras Karim Habib, è sospettato di essere una spia.

    Insomma, sembra che questa volta ci sia qualcosa di più specifico rispetto alle voci che giravano da un po'.

    Se poi leggi il blog di Josh Marshall, anche lui su una posizione wait and see, vedrai che ci sono ulteriori informazioni sull'ennesimo scandalo che coinvolge l'INC e la gestione dei finanziamenti (centinaia di milioni di dollari) avuti dal governo americano.

    Comunque se la cosa è vera, e io credo che lo sia, avrà un impatto deflagrante sulla credibilità (o quello che ne resta) dell'amministrazione.
    Carlo    22 05 2004 - 13:55    #
  3. Mah, resto perplesso sulla pubblicità data a una defaillance così clamorosa. A sei mesi delle elezioni Bush strombazza in giro che il suo uomo a Bagdad in realtà era una spia? E a uno che a tutti gli effetti dovresti considerare un pericoloso traditore, ti limiti a mettergli in disordine la casa? In guerra se sospetti che uno faccia la spia lo elimini senza aspettare le prove. Invece qui Chalabi organizza addirittura conferenze stampa per protestare contro i soprusi. Non torna.
    Pfaall    22 05 2004 - 14:24    #
  4. e soprattutto: non dico eliminarlo, ma neanche arrestarlo? tanto piú che difficilmente si sarebbero levati grandi cori popolari di protesta in sua difesa. i rosenberg sono stati fatti fuori per meno, cinquant'anni fa.
    delio    22 05 2004 - 14:39    #
  5. oppure: si tratta di una mossa per allontanarlo dai gruppi di potere (come punizione per avere venduto agli americani un mucchio di bufale), senza dovere personalmente ammettere di avere preso un granchio colossale - e questo sarebbe molto in sintonia con gli atteggiamenti tipici di bush e rumsfeld. "lo eliminiamo politicamente non perché ci abbia fregati due anni fa, giammai!, ma perché improvvisamente ci siamo accorti che è una spia. brutto mascalzoncello, via di qui!"
    delio    22 05 2004 - 14:48    #
  6. Dice Carlo: "Chalabi avrebbe infatti passato agli iraniani, personalmente, informazioni riservatissime che potevano anche essere pericolose per la vita di soldati americani in Iraq."

    Già, appunto, pericolose per i soldati americani invasori. In questo momento, per un iracheno con mire politiche, aver fatto qualcosa contro gli americani può diventare un titolo di merito per il futuro...
    Thlora    22 05 2004 - 18:30    #
  7. Andreottiano!
    Ale    24 05 2004 - 10:25    #

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