Venezuela

Giochi di guerra in Venezuela

17 05 2004 - 15:36 · Flavio Grassi

Dal 3 al 18 maggio 2001 forze Nato avrebbero simulato un’invasione del Venezuela nel corso di una grande esercitazione segreta interforze battezzata “operazione Balboa”.

La cautela è d’obbligo perché la notizia proviene da un’unica fonte ed è stata pubblicata una settimana fa sul sito della Radio Nacional de Venezuela, controllata dal governo e sicuramente di parte. Però l’autore del servizio, Eleazar Díaz Rangel, è uno dei più noti giornalisti venezuelani e il suo resoconto, che sarebbe basato sui piani originali dei “giochi di guerra”, è estremamente circostanziato. Fra l’altro, la scoperta di questa operazione potrebbe essere una motivazione più che sufficiente per giustificare il nervosismo mostrato da Chavez nelle scorse settimane.

Nello scenario dell’operazione Balboa si ipotizza che una forza rivoluzionaria che assomiglia in maniera inquietante al partito di Chavez si opponga a un governo legittimo, prenda possesso delle regioni occidentali del paese (dove sono concentrati i giacimenti petroliferi) e minacci gli interessi di Colombia, Panama e Stati Uniti. Falliti i tentativi di soluzione pacifica, la Nato interviene con la benedizione dell’Onu per liberare la zona occupata dai guerriglieri.

Quello che più colpisce il giornalista è l’abbondanza di informazioni riservate riguardanti le strutture difensive venezuelane contenute nei documenti che avrebbe visionato. Improvvisamente il Venezuela scopre che gli Stati Uniti e la Nato conoscono fino ai minimi dettagli tutti i suoi segreti militari.

La scoperta diventa particolarmente inquietante alla luce di quello che sarebbe poi successo meno di un anno dopo queste manovre. Nel mese di aprile 2002 un fallito colpo di stato dai contorni ancora molto misteriosi depose Chavez instaurando una dittatura militare che durò appena due giorni.

Con la situazione irachena sempre più disastrosa, il prezzo del petrolio che comincia a guardare da vicino l’enormità dei 50 dollari al barile e le strane infiltrazioni di milizie private dalla Colombia nelle scorse settimane, se fossi il presidente del terzo esportatore di petrolio dell’Opec io sarei molto, molto preoccupato.

RNV ripreso in inglese su VHeadline.com

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