Dalla luna tutto appare diverso
6 05 2004 - 12:37 · Flavio Grassi
Un lettore che si firma Friedrich ha riportato sul forum di Magdi Allam il testo del mio post sull’intervista all’ex dipendente di Al Jazeera. Lo ringrazio. Questa la risposta di Allam:
Caro Friedrich, tutte le informazioni che lei da su Munir Mawari le ho scritte due giorni fa nella mia risposta a un messaggio di Oscar Lima. Che sono stati pubblicati con la massima evidenza nella Lettera del giorno. Non ho avuto modo di pubblicare la biografia di Mawari sul Corriere della Sera sia per ragioni di spazio sia perché non condivido la sostanza delle sue contestazioni. Mawari è nato, è cresciuto e ha studiato nello Yemen. Soltanto in un secondo tempo si è trasferito in America dove ha ottenuto la cittadinanza americana per via del padre che era un emigrato. Ma Mawari ha continuato a vivere nel Mondo arabo. Tanto è vero che dal 2000 al 2003 ha lavorato come giornalista professionista a Al Jazira. Che ha un’unica sede a Doha nel Qatar. Il fatto che fosse il vice-capo redattore del sito on line di Al Jazira non significa non fosse un giornalista di Al Jazira o che svolgesse un incarico di serie B. Non so che mestiere lei faccia. Come giornalista le dico che chi lavora a un sito on line è giornalista al pari di chi lavora nella redazione di un quotidiano o di una televisione. E i ruoli sono interscambiabili. E il contratto di lavoro è identico. Se la testimonianza fosse stata di un cameramen o di un direttore amministrativo di Al Jazira sarebbe stata ugualmente rilevante. L’importante è la sostanza. E sulla sostanza lei non contesta nulla. Per il semplice fatto che tutte le informazioni che Mawari dà sono vere. Il suo tentativo di screditare le affermazioni di Mawari sulla base che sarebbe un cittadino americano anziché essere un cittadino yemenita puzzano di un ideologismo razzista. E anche se fosse stato un giornalista americano autoctono che dopo aver lavorato a Al Jazira avesse fatto le stesse rivelazioni, che cosa sarebbe cambiato? Lei si scandalizza del fatto che un sito israeliano abbia ripreso uno scritto di Mawari in cui, sette mesi prima dell’attacco americano all’Iraq, si esprimeva a favore del rovesciamento del regime di Saddam Hussein. Non capisco quale sia l’oggetto dello scandalo. Se sia la diffusione, tra l’altro non voluta né richiesta, dell’articolo tramite un sito israeliano, o l’opposizione al regime di Saddam. Io sono sempre stato ostile al regime di Saddam e trovo assolutamente normale che le mie dichiarazioni possano essere riprese da un media israeliano o nepalese o colombiano. L’importante è che vengano riprese correttamente. La sua lunga dissertazione mi lascia molto perplesso. Anche lei si associa alla lunga lista di quotidiani e media arabi che discriminarono e minacciarono Mawari dandogli della spia e del traditore. Sappia comunque che nel nostro Forum non c’è e non ci sarà mai spazio per chi coltiva idee razziste e per chi patrocina l’intolleranza e la violenza. Cordiali saluti. Magdi Allam
Sorvolo su razzismo, intolleranza e violenza. Con questo attacco sgangherato Allam cerca di aggirare completamente l’unica vera questione, che rimane la credibilità della sua fonte relativamente a questo argomento.
Cerchiamo di capirci bene. Allam dice “le affermazioni di Mawari sono vere”. Ma lui questo non lo sa. Lo crede perché sceglie di fidarsi di Mawari. Dal punto di vista personale Allam è libero di dare la sua fiducia a chi vuole, ma come giornalista ha il dovere di spiegare ai lettori su che cosa si basi la credibilità della sua fonte. Ed è quello che nell’intervista lui cerca di fare chiamandolo “giornalista yemenita”. Qualifica che è falsa senza sconti. Mawari non ha mai fatto il giornalista nello Yemen. Ha fatto l’università in Giordania ed è subito emigrato negli Stati Uniti. Lui è emigrato, non suo padre.
Ma il punto fondamentale non è il curriculum di Mawari. È il suo impiego presente. Dall’inizio del 2003 Munir Mawari è un dipendente del governo degli Stati Uniti. Lavora ai servizi di propaganda come redattore dei notiziari in lingua araba di Voice of America e l’intervista rilasciata a Magdi Allam fa parte del suo lavoro, che consiste nel diffondere notizie a sostegno della politica del governo.
Al Jazeera dà molto fastidio all’amministrazione Bush, e questa ha avviato una campagna di discredito nei suoi confronti. Guardate anche la scelta di Bush di farsi intervistare da Al Arabya, che è su posizioni molto più marcatamente nazionaliste escludendo invece Al Jazeera. Al Jazeera è percepita come infinitamente più pericolosa perché è più forte e ha una struttura di grande professionalità giornalistica, con inviati sul campo dove conta. Al Jazeera crea e diffonde la cosa più pericolosa per Bush: informazione non controllata dal Pentagono. L’intervista a Mawari è semplicemente una mossa di questa partita propagandistica e Magdi Allam si è prestato al gioco.
Quando una notizia proviene da una fonte che ha un interesse diretto nella questione di cui si parla un giornalista ha il dovere di segnalarlo ai lettori. È uno dei cardini dell’etica professionale. Pubblicare le affermazioni di un portavoce del governo (e tale è a tutti gli effetti Mawari) facendole passare per rivelazioni di un giornalista indipendente è una grave mancanza deontologica.
Magdi Allam ha fatto esattamente questo: ha pubblicato le affermazioni di Mawari omettendo di informare i lettori che si tratta di un dipendente dei servizi di propaganda del governo degli Stati Uniti. È una delle cose peggiori che un giornalista possa fare.
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