Giornalismo e comunicazione

Manifesto – Sepúlveda: questione risolta

18 03 2004 - 15:59 · Flavio Grassi

Ho parlato con Maurizio Matteuzzi e lui mi ha riferito che sul Manifesto di domani ci sarà una lettera in cui Sepúlveda conferma di aver modificato il testo appositamente per il giornale.

Bene. Io personalmente ne sono contento, e credo che questo valga per la maggior parte dei lettori di questo blog, indipendentemente dalle preferenze politiche. Ieri ho usato parole forti e ne avrei usate di ancora più forti se la cosa si fosse rivelata grave come appariva.

Allora, ci siamo agitati per nulla? Non credo. Che la cosa potesse finire così era preventivato e direi auspicato fin dall’inizio. Non sarebbe nemmeno nata se al Manifesto avessero capito che era il caso di rispondere alle email subito, prima che diventassero una valanga che non si poteva più ignorare. Se si fossero degnati di parlare subito con un blogger che diceva “guardate che lo pubblico”.

O, meglio ancora, se avessero avvisato contestualmente alla pubblicazione che si trattava della versione modificata dall’autore di un testo già apparso altrove.

Io credo che, nel nostro piccolo, abbiamo dato un bell’esempio di vigilanza diffusa su quello che appare sui giornali. Credo che sia un esempio—lo ripeto: piccolo, ma significativo— di come internet e i blog cambino il rapporto dei lettori con la stampa.

I giornali non possono più dare per scontato che ciò che pubblicano sia preso dai lettori al suo valore facciale, in omaggio alla loro autorevolezza pregressa. I lettori sorvegliano, verificano e, se trovano discrepanze, vogliono conoscerne la ragione. Se non gli viene spiegata e hanno un blog ne parlano al loro pubblico. Se non hanno un blog ma sono lettori di blog ne parlano a un blogger che rilancia la cosa in pubblico. Finché il giornale è costretto a prendere atto che deve spiegare o perdere credibilià.

Se al Manifesto hanno imparato questa piccola lezione di umiltà e di attenzione ai lettori, siamo stati utili.

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Commenti

  1. Grazie Flavio per esserti preso la briga di andare fino in fondo.

    marco    18 03 2004 - 16:22    #
  2. ;-)
    Antonio    18 03 2004 - 16:32    #
  3. Flavio, hai contribuito a far capire un po' meglio a tutti come stavano le cose. Credo tu abbia dato una lezione, oltre che alla redazione de Il Manifesto - che avrebbe fatto bene a metter le cose ben in chiaro da subito -, anche ai lettori. Le notizie non vanno mai prese per oro colato, nemmeno quelle che arrivano dal giornale che acquisti tutti i giorni.
    Emanuele Bottiroli    18 03 2004 - 16:37    #
  4. :D
    Franco    18 03 2004 - 16:41    #
  5. Grazie, ben fatto. Resta confermata una mia prima intuizione: che Sepulveda sia molto, ma molto più paraculo dei redattori del Manifesto.
    miic    18 03 2004 - 17:01    #
  6. Mi trovo molto parzialmente d'accordo. Diciamo che l'aspetto interessante è quello della capacità di mobilitazione dei blog e del rapporto coi media tradizionali, il che come si sa è l'argomento mammuth su cui ci si trova spesso a dibattere e su cui si possono dire tante cose.
    Io eviterei di farsi prendere da facili mantellismi. Nello specifico mi pare si possa rinfacciare veramente poco al Manifesto. Sostenere che loro si sarebbe dovuto comportare in prima istanza in maniera più chiara e più responsiva una volta sollecitati è un ragionamento viziato dal sospetto che si fossero comportati scorrettamente. Una volta dimostrata l'infodatezza di questo il problema è tuo, non puoi mica rimpallarglielo indietro. Se l'autore ti consegna direttamente l'articolo la citazione della fonte, oltretutto se difforme dell'originale, oltretutto se pubblicato non su una rivista ma come contributo a un sito comunitario, mi sembra superflua, se non addirittura fuorviante. Poi il fatto che nell'arco di neanche 24h la cosa si sia risolta e verrà addirittura chiarita sulle pagine del quotidiano mi sembra un'ampia dimostrazione di trasparenza. Prendere invece una risposta immediata per telefono o email come misura di attenzione e professionalità è presumere che i tempi e le modalità dei blog valgano anche altrove. E' falso ed egocentrico. Compito di un buon giornale, anche quando strettamente legato ai lettori, è mettere insieme delle buone uscite, che è un lavoro discretamente complesso; immagino che Flavio lo sappia. Rispondere a tutti quelli che ti cercano non è certo una priorità, per quanto possa suonare scorretto.
    Antonio    18 03 2004 - 18:03    #
  7. Tutto giusto, Antonio. Tranne un dettaglio: sarei d'accordo con te se "Venite a Madrid" fosse uscito sul Manifesto il 12 o 13. Ma non è così, i due pezzi che ho seguito sono usciti sul Manifesto rispettivamente quattro e tre giorni dopo la pubblicazione sul sito di ATTAC. Di solito il percorso è inverso: un collaboratore prima li dà al giornale e dopo, semmai, li rilancia su un sito comunitario.

    Se sono pubblicati dsiversi giorni dopo essere stati resi di pubblico dominio, secondo me una nota è d'obbligo. Soprattutto se escono con modifiche rispetto al testo già in circolazione.

    Chiarito con sollievo il sospetto di falso, questo aspetto della questione rimane in piedi.
    Pfaall    18 03 2004 - 18:38    #
  8. Antonio, "facili mantellinismi" e' bellissimo, ne sono commosso. Grazie.
    M.
    ps quasi quasi vado a scriverne uno....
    massimo mantellini    18 03 2004 - 19:02    #
  9. Grazie Flavio, per quanto mi riguarda mi ritengo anchÂ’io soddisfatto, almeno nei confronti del Manifesto.
    Per quanto riguarda Sepulveda un po’ meno (chi diceva che è un paraculo?...), ma in qualità di autore resta ovviamente libero di fare ciò che crede con i propri testi. Resta evidente a noi lettori lo stridore tra la prima parte (scritta davvero a caldo e di portata universale) e la chiusura confezionata ad uso e consumo della nostra povera Italia. Del resto che Sepulveda ci marci un po’ su un certo filone non è una novità: del resto, anche lui deve pur vendere i suoi libri.
    Certo, Il Manifesto avrebbe potuto inserire una piccola nota spiegando la genesi del pezzo, soltanto per chiarezza.
    Condivido anche le osservazioni conclusive di Flavio. Mi sono accorto per primo della discordanza tra la versione pubblicata dal Manifesto e l’originale di ATTAC (prendendomi la briga di confrontare l’originale spagnolo e la versione italiana) e, dopo aver scritto immediatamente una mail alla redazione del Manifesto (sia quella romana che quella milanese), ho sentito effettivamente il bisogno di segnalare l’accaduto e di caldeggiare ulteriori indagini non presso altre testate giornalistiche (qualcuno mi aveva suggerito di contattare Christian Rocca di Camillo/Il Foglio, ma non l’ho fatto) ma presso alcuni tra i blogger che stimo di più: oltre a Flavio Grassi/Pfaall, Lia/Haramlik e Leibniz (per citare i blog che hanno dato spazio alla mia segnalazione). Evidentemente sentivo che il mio bisogno di verità sarebbe stato maggiormente soddisfatto in questo modo piuttosto che rivolgendomi al giornalismo tradizionale.
    Ed è vero che Il Manifesto dà evidentemente più peso ai blogger rispetto alla base dei semplici lettori: alla mail di Lia hanno risposto, dopo infiniti tentativi Flavio è riuscito finalmente a parlare con la redazione, ma al mio messaggio non hanno mai dato risposta.
    Internet si conferma uno strumento indubbiamente pieno di menzogne, ma in alcuni casi capace di portare alla verità. E anche un semplice lettore privo di blog può far sentire la sua voce in questa immensa cassa di risonanza (non sto osannando la blogosfera in toto, piena di blog insulsi e inutili - ma quelli semplicemente non mi interesano).

    Marco Rognoni    18 03 2004 - 19:18    #
  10. Si, decisamente sei stato utile e sono convinto che quello che hai svolto è uno dei ruoli più importanti ed innovativi dei blog.
    Tra l'altro lo stesso manifesto parla di questo ruolo "terzista" dei blog qui: href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/14-Marzo-2004/art48.html

    God bless blogs!
    Ubik    18 03 2004 - 19:34    #
  11. Scusate, per completezza segnalo altri due blog che hanno voluto dare spazio alla mia segnalazione, e che non avevo citato prima: paferrobyday e Carlo/BrodoPrimordiale.
    Marco Rognoni    18 03 2004 - 19:44    #
  12. Bella cosa, sono proprio contenta.
    Sia per l'innocenza del Manifesto (se c'è un paese che non ha proprio bisogno di questo tipo di errori a sinistra, è il nostro) sia perchè questo tipo di vigilanza è una gran buona cosa, per chi la subisce ma, anche, per chi la pratica: la voglia di partecipazione e responsabilità, a quanto pare, gode di più salute di quanto temessi, nonostante i tempi. Io, almeno, non la sentivo più da un pezzo, e invece mi sono accorta che ce l'ho ancora. Devo un ringraziamento a Marco per avermela fatta riassaporare.
    E mi piace pensare che i lettori di giornali non-governativi, per chiamarli in qualche modo, siano particolarmente attenti. Già lo sapevo ma rispolverare il pensiero, periodicamente, fa bene.
    Su Sepulveda, sono d'accordo con Marco. Ha stiracchiato il proprio testo fino a renderlo incoerente, dimostrando notevole sciatteria. Non credo che gli sarebbe costato molto, trovare il modo per dire le stesse cose senza auto-maltrattarsi dal punto di vista letterario.
    Non trovo che ci faccia una bellissima figura.
    Tutto è bene ciò che finisce bene, comunque, ed io me ne ritorno sul mio blogghino molto soddisfatta.



    lia    18 03 2004 - 20:29    #
  13. grazie per la soluzione dell'enigma. apprezzo e condivido la tua analisi sull'iterazione giornali-lettori-blog. ciao.
    jc    19 03 2004 - 09:04    #
  14. Sono contento che l'appello di Marco abbia trovato bloggers piu' reattivi di me nell'indagare su questa faccenda. Sinceramente il risultato, mentre mi rassicura su cosa e come e' successo (e sulla ormai provata capacit' correttiva nei confronti dei mass media del mondo blog), mi disgusta sul piano strettamente giornalistico, la chiusura "italiana" del'articolo e' strumentale e forzata. Bravo! a tutti voi (e a Marco che ha fatto da motore), purtroppo una sensazione di cialtronismo becero mi resta nei riguardi di Sepulveda e nei riguardi del Manifesto.
    AdRiX    19 03 2004 - 11:47    #
  15. si, certo bravissimi. ma temo che il peso dei blog possa servire a impedire solo a giornali come il manifesto di sbagliare. dubito che feltri o belpietro possano ritenersi controllati o minacciati dai propri lettori quando sbattono in prima pagina una sequela di palle pericolose e/o criminali a caratteri cubitali (altro che note a margine o presunte paraculaggini sepulvediane), e ho ragione di ritenere che anche corriere, stampa o repubblica possano allegramente fottersene di noi gente sensata. sono molto più pessimista di te, pfaal, sul peso dei blogger nel controllo dell'operato dei media (anche perchè le cose che in effetti noi possiamo con sicurezza rilevare sono, ahimé, marginali: nessuno di noi può vedere documenti secretati, scene del delitto,etc., etc.), ma comunque sia sono contento di questa pur piccola vittoria del lettore sul suo media. chissà che un giorno non venga considerato un episodio simbolico...
    marco    19 03 2004 - 12:12    #
  16. NOn saprei Marco, con Libero o gli altri abbiamo mai fatto esperienze simili? Se si tratta di fatti (non di opinioni) non credo che avrebbero la forza di stare zitti neanche media tanto potenti, bisognerebbe provare.
    AdRiX    19 03 2004 - 19:24    #
  17. Mi scusi ma non sono affatto convinto. Internet è una nicchia e io stesso sono arrivato per caso qui e neppure nelle redazioni dei giornali, dove io lavoro, è arrivata eco di questa cosa. Ciò non toglie che la vostra sia un'assoluta cosa positiva. Una vigilanza da fare, ma credo soprattutto che i giornalisti debbano smettere di sentirsi onnipotenti e onniscenti. Sanno poco e di poco, ma soprattutto "sanno" (Nel senso veneto del termine: odorano) molto di partito.
    Non ho niente contro "il manifesto", anzi è benemerito per molti aspetti, ma in piemontese si direbbe "pissa pi court".
    Grazie da Aosta
    Bruno    20 03 2004 - 11:00    #
  18. "Che la cosa potesse finire così era preventivato e direi auspicato fin dall’inizio."
    Non mi sembra. io ho trovato il primo post, molto polemico, stamattina sul blog aggregator. e non mi sembrava che preventivasse questa soluzione.
    A me sembra si sia stati più strafottenti che utili.
    Sicuramente questi nostri spazi possono essere anche un utile strumento di vigilanza, ma forse il fenomeno è ancora troppo immaturo, per poter fornire dei filtri adeguati. spesso tra i blog il filtro è più inquinato della fonte.
    Gli scrupoli e il rigore di un giornalista medio, per quanto in italia il livello sia piuttosto basso, sono comunque superiori e di molto, a quelli della media dei blog.

    Io compreso, che ad esempio mi devo scusare per aver commentato, e in modo piuttosto polemico, il primo post in cui si dava la notizia di una presunta manipolazione senza accorgermi che ne erano stati pubblicati di successivi completi di aggiornamenti.
    piccole distrazioni che fanno cattivi lavori.
    Omar

    Mullah    22 03 2004 - 09:40    #

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