Politica

La sconfitta di Bin Laden in Spagna

16 03 2004 - 10:42 · Flavio Grassi

Sulla lotta al terrorismo Luca Sofri sbaglia. Ha ragione invece il vecchio don Eugenio di cui, per una volta, ho letto l’omelia fino in fondo. Lo dice chiaro e tondo anche Krugman sul New York Times:

√ą ora evidente che spostando l’attenzione sull’Iraq Bush ha reso ad al Qaeda un favore enorme. Si √® lasciato che i terroristi e i loro alleati talebani avessero modo di riorganizzarsi; i talebani stanno tornando e hanno gi√† ripreso il controllo di quasi un terzo dell’Afghanistan, mentre al Qaeda ha recuperato la capacit√† di perpetrare atrocit√† su larga scala.

Non si pu√≤ fare sempre tutto dovunque. Nessuno √® onnipotente, nemmeno gli Stati Uniti. Se si impiegano risorse colossali per combattere una guerra inutile e sbagliata bisogna sottrarle alla lotta giusta e necessaria. E se oltre che inutile e sbagliata la guerra √® preparata in maniera disastrosamente dilettantesca come quella in Iraq, fondata tutta sulla previsione di un unico scenario im-possibile—frutto delle allucinazioni partorite nell’incontro surreale fra un gruppo di intellettuali orfani di ideologie e un governo di inetti alla ricerca di effetti speciali per garantirsi la sopravvivenza—finisce anche per alimentare il reclutamento dei terroristi, per concedergli allargamenti dello spazio vitale.

E questo ci riporta alle elezioni spagnole. Ma chi l’ha detto che al Qaeda sia felice per la vittoria di Zapatero? Chi l’ha detto che la sconfitta di Aznar era quello che speravano di ottenere i terroristi? Non √® mai successo nella storia di nessun paese democratico che dopo un attentato o qualsiasi tipo di attacco esterno gli elettori mandassero a casa il partito al governo. Non √® cos√¨ che funziona. Almeno non √® mai stato cos√¨ fino a domenica. La paura ha sempre premiato la continuit√†, sempre. Dopo l’11 settembre la popolarit√† di Bush, che era a infima, √® schizzata a livelli da record. In Israele Sharon √® mantenuto al governo dalle bombe: solo quelle mandano in secondo piano gli episodi di corruzione piccola e grande che saltano fuori di continuo. E si potrebbe continuare a lungo con gli esempi. Il terrorismo cerca sempre l’indurimento del potere avverso, non il dialogo. Il terrorismo cerca le leggi speciali, la militarizzazione, la guerra. E spesso √® esattamente quello che ottiene con le reazioni emotive agli attentati. Quando ci riesce vince. Quando fallisce perde.

Nessuno di noi sa davvero che cosa volessero ottenere gli attentatori di Madrid (e questo √® uno dei problemi pi√Ļ gravi: per combattere un nemico bisognerebbe capirlo, mentre la logica di al Qaeda ci rimane opaca). Pu√≤ anche darsi che l’esito delle elezioni gli fosse del tutto indifferente. Certo √® che se qualcosa calcolavano di ottenere non poteva essere quello che non era mai successo prima. Se puntavano su un risultato non poteva che essere quello di mantenere al governo il partito di Aznar in modo che la Spagna continuasse a seguire passivamente la suicidale dottrina Bush.

La novità straordinaria del voto spagnolo è proprio questa: gli elettori non si sono lasciati spaventare e hanno sparigliato i giochi. Le bombe di Madrid, da chiunque venissero, davano ad Aznar una occasione irripetibile per ottenere un voto russo. Gli spagnoli hanno visto la coda di paglia prender fuoco, hanno capito la malafede e hanno deciso che gente così non serve per combattere il terrorismo, perciò hanno fatto quello che mai era stato fatto nella storia: cambiare governo dopo un attentato. Chapeau per la lucidità e il coraggio, altro che gli strilli stonati degli imbecilli che gridano alla vittoria di Bin Laden.

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Commenti

  1. bel pezzo, ben scritto. peccato che tu non sia informato dei fatti e scriva l' opposto della verità, in una distorsione dei fatti e delle idee che lascia allibiti.
    leggi magdi allam, sul corriere (non dico l' ottimo christian rocca del foglio), leggi il documento che cita. era quello che volevano, √® quello che hanno ottenuto. gli spagnoli si sono spaventati (cosa per cui non posso biasimarli, io sarei stato,anzi: sono terrorizzato) e hanno fatto il gioco dei terroristi. la lectio difficilior funziona per dante e poco pi√Ļ. e anche per la commedia, vale solo in assenza di riferimenti testuali sovrordinati.
    non fare il loro gioco, non diffondere idee sbagliate per il gusto di dire cose azzardate, di avere teorie border line ma brillanti.
    andrea contardi    16 03 2004 - 11:26    #
  2. Scusate, pare che in Italia l'unico interprete delle strategie folli di al Qaeda sia diventato Magdi Allam. Per carit√†, √® un fine conoscitore delle cose islamiche. Ma quel documento dice cose piuttosto banalotte: "dopo due/tre attentati il governo spagnolo sar√† pressato dalla piazza e porter√† via i soldati dall'Iraq"... pure un bambino lo avrebbe previsto. Il fatto su cui la politica (attenzione, non i militari, la poltica) dovrebbe riflettere √®: perch√© i terroristi puntano a mandar via l'occidente dall'Iraq. Perch√© focolai integralisti anti-occidentali si accendo con pi√Ļ fequenza in Europa, da sempre terra in cui queste culture hanno sempre trovato un'occasione di confronto? E' la sconfitta del dialogo, il muro contro muro, che genera questi mostri. E gli elettori spagnoli lo hanno capito. Con gran dolore.
    Antonio    16 03 2004 - 12:17    #
  3. stiamo sostenendo l' ipotesi del dialogo con i terroristi?
    un trattativa con bin laden?
    poi, una tavola rotonda con alì il chimico no?
    abbia il senso del ridicolo, la prego.

    andrea contardi    16 03 2004 - 12:48    #
  4. Lei caro andrea contardi dovrebbe avere il senso della misura, invece. Il terrorismo si combatte con la politica. Non con le bombe e le guerre. Soprattutto quando di fronte hai un nemico senza scrupoli, che può colpirti in modo vigliacco. E' il ritorno alla politica che può salvare l'Iraq, non le occupazioni militari a difesa di interessi economici.
    Antonio    16 03 2004 - 13:05    #
  5. Non che voglia spacciarmi da analista politico, pero' quando le piu' elementari regole della logica vengono contraddette me ne accorgo pure io.
    Qualcuno di coloro che vanno dicendo in giro 'La Spagna (elettori e nuova classe al governo) ha calato le braghe' ha provato a ricostruire i passaggi logici per cui Zapatero avrebbe dovuto dire 'rimaniamo in Iraq' ?
    A quanto mi consta, il neo primo ministro era contrario alla guerra in Iraq e all'invio di truppe *prima* dell'attentato.
    Per soddisfare le lamentele che gli si fanno in questi giorni, avrebbe dovuto dire una cosa del genere: 'Sono sempre stato contrario a questa guerra e ad avere le nostre truppe in Iraq senza l'egida ONU; l'ho detto per tutta la campagna elettorale. Pero', dato che Al Qaeda ha ammazzato duecento spagnoli per (*forse*) farci sapere che anche lei non voleva le truppe in Iraq, allora stare in Iraq a dispetto dei santi diventa la cosa giusta e quindi mi rimangio quando ho detto per mesi.'
    Non vi sembra di chiedere un po' troppo alla logica ?
    marco    16 03 2004 - 13:33    #
  6. La Spagna che ha calato le brache non è rappresentata da Zapatero, che come giustamente dice Marco, è rimasto coerente con le sue idee. Non si può dire lo stesso degli spagnoli che non lo avrebbero votato prima dell'11 marzo (vedi tutti i sondaggi) e che, di fronte alle bombe, hanno cambiato idea.
    Stefano Jugo    16 03 2004 - 14:55    #
  7. prima dell' attentato la larga maggioranza degli spagnoli era con aznar, interventista belligerante della prima ora. dopo l' attentato, che era stato programmato (come documentato oggi da autorevoli giornalisti) col fine di fiaccare la determinazione spagnola sull' Iraq, zapatero dichiara di volersene andare. L' attentato, oggi lo concede anche D' Alema, ha determinato il risultato elettorale. non in senso reattivo, pugnace, contrario al disegno di Al Qaeda, ma nel senso previsto, pianificato, voluto dagli stragisti.
    metà di un paese, metà di una classe politica non hanno avuto il coraggio dei propri errori, di correggersi, di dare un segnale forte. hanno calato le brache altrochè, perdio. e hanno dato il segnale peggiore che potesse darsi: altri attentati cambieranno altre elezioni nel senso voluto dai terroristi. stiamo perdendo una guerra per non aver il coraggio di vincerla. e voi pretendete il dialogo?

    abbiate la faccia tosta di dirmi con chi si debba dialogare: saddam? bin laden? al fatah? jihad islamica? con chi, vi domando, dovrebbero sedere i rappresentanti del mondo libero a chiedere che i loro cittadini non vengano massacrati?
    con chi avrebbe dovuto parlamentare clinton (e poi bush) per ottenere salva la vita dei tremila (tremila tremila tremila tremila, ricordatelo) innocenti delle torri gemelle?
    e cosa avrebbe dovuto proporre in cambio delle loro vite clinton (il presidente del dialogo nei cui otto anni di mandato l' america ha patito i peggiori attentati della sua storia fino all' 11 settembre, pianificato in quegli anni)?
    e non mi parlate di politica: quello di bush √® il primo progetto politico mai proposto per vincere la sfida del fondamentalismo, con le armi della democrazia e della libert√†, non, come dite voi, con le bombe, quelle sono servite solo a cacciare il dittatore pi√Ļ sanguinario del mondo.
    e alzi la mano chi lo rimpiange
    andrea contardi    16 03 2004 - 15:12    #
  8. Solo per quel che vale (condivido e scondivido a macchia di leoprado quello che hai scritto) ti segnalo che alla domanda "ma chi l’ha detto che al Quaeda sia felice per la vittoria di Zapatero? Chi l’ha detto che la sconfitta di Aznar era quello che speravano di ottenere i terroristi?", una risposta potrebbe essere per esempio questa:

    ¬ęPer costringere il governo spagnolo a ritirarsi dall'Iraq, la resistenza deve infliggere dei pesanti colpi alle sue forze. Seguiti da una campagna propagandistica per illustrare la realt√† della situazione in Iraq. Dobbiamo sfruttare al massimo la scadenza elettorale. Noi riteniamo che il governo spagnolo non sopporter√† che due o tre attacchi al massimo prima di essere costretto a ritirarsi sotto la pressione popolare. Se non lo dovesse fare, la vittoria del partito socialista sar√† pressoch√© certa e il ritiro dall¬íIraq sar√† una delle sue priorit√†¬Ľ

    Documento gruppo saudita legato a Al Qaeda "Voce della Jihad", redatto e diffuso alla fine del 2003
    Corriere della Sera - Ansa

    Ciao, L.
    luca    16 03 2004 - 15:53    #
  9. Nessuno poteva prevedere che un attentato monstre a tre diconsi tre giorni, quaranta ore dalle elezioni, non avesse l'effetto "classico", di rafforzamento emotivo del Governo.
    Poi è avvenuto l'impensabile: la bugia sull'Eta e la fuga di notizie sulla bugia. E quindi il rovesciamento radicale di posizioni.
    Ho chiesto a un po' di gente qui a Barcellona. Opinione comune: se non avessero fatto l'autogol sull'Eta il responso delle urne sarebbe stato ben diverso, 1-5 punti a favore del Psoe, non quasi dieci. Tanta gente che non voleva votare ci è andata solo per punire Aznar....
    Dico che questo è il miglior commento che ho letto in un mare di fregnacce. Comprese le manipolazioni di Allam. Nota bene: il vecchio documento che cita parla di due o tre attentati, non di uno solo a elezioni ravvicinatissime...
    Beppe Caravita    16 03 2004 - 16:24    #
  10. Grazie, Beppe.

    Luca, l'ho letto anch'io. "La Voce della Jihad" non è un "gruppo" ma una testata, e il "documento strategico" di cui parla lui è un vecchio numero della rivista. Con tutto il rispetto per Allam, scavando con il senno di poi si riesce anche a dimostrare che Nostradamus aveva previsto tutto. Oppure, a scelta, che la Cia sapeva in anticipo degli attentati alle Torri eccetera. Grazie per le macchie di condivisione, comunque.
    Pfaall    16 03 2004 - 16:38    #
  11. Aggiungo che si continua a confondere la guerra a Saddam con la guerra al terrorismo. Quando si capirà che sono due cose diverse, forse risulterà anche chiaro che fare la prima ha fortificato indirettamente il secondo. Qualcuno ha perso tempo a leggersi l'intervista a Kenneth M. Pollack che citavo ieri?

    Sull'altro punto, chiamiamolo il punto Sofri, permettetemi di continuare a dissentire. Lo stesso ragionamento un po' banalotto lo si potrebbe fare con l'Italia o qualsiasi altro paese della coalizione vicino alle elezioni: facciamogli qualche attentato e vedrete che vincerà l'opposizione e verranno ritirate le truppe. Sta di fatto che le variabili che hanno deciso il successo dei socialisti in Spagna sono tali e tante che non potevano essere previste dal sempliciotto analista politico di Al Quaeda (ed è francamente disgustoso che da destra si insista nel dire che hanno vinto i terroristi). Il problema è che i nostri destrorsi capiscono solo i ragionamenti semplici: per loro essere contrari alla politica di Bush vuol dire essere antiamericani e quindi amici dei terroristi. Dunque tutti quelli che non sono con Bush sono con Al Quaeda. Mi sembra una posizione molto sofisticata.
    Carlo    16 03 2004 - 16:42    #
  12. bush direbbe, citando Nostro Signore, che gli alberi si giudicano dai frutti: attentato-zapatero-ritiro è una concatenazione logica che vista nell' ottica di al qaeda è la declinazione di causa--effetto immediato--effetto mediato.
    il risultato voluto dai terroristi, richiesto in mille proclami, gridato in mille rivendicazioni, è il ritiro dei "crociati". ebbene, questi si ritirano. i terroristi hanno vinto la loro battaglia. e visto che la guerra continua, ci saranno altre stragi.

    mi preoccupa un po' il fatto che nessuno risponda alle mie domande, le riassumo, a rischio di annoiarvi:
    con chi si tratta per evitare le prossime stragi? con i terroristi che ne hanno già fatte come atto di aggressione unilaterale immotivata?
    tanto livore contro i liberatori dell' iraq: rimpiangete i diecimila morti l' anno di saddam (guerre escluse, ovviamente)?

    per la cronaca, il numero di voce della jihad rilanciava un documento raccolto da militanti terroristi, non era proprio un articolo scritto da un redattore (si chiamerebbe istigazione a delinquere, è cosa punibile anche in inghilterra, dove si può dire praticamente tutto). quindi andiamoci piano con allam, che è uno tosto e sa fare il mestiere (come rocca: ma che avete contro i bravi giornalisti?)
    andrea contardi    16 03 2004 - 17:52    #
  13. Ma tu non ti stanchi mai di dire stupidate?

    "Per la cronaca", Sawt al-Jihad, Voce della Jihad √® un magazine, pi√Ļ o meno quindicinale, pubblicato online su server che cambiano a ogni uscita (di solito servizi di free web in giro per il mondo), con link per il download fatti circolare via email e postati su newsgroup. E le istigazioni a delinquere sono la sua mission editoriale. Ce n'√® per tutti, su tutti i numeri.
    Pfaall    16 03 2004 - 18:42    #
  14. La Spagna è andata alle urne incazzata, non spaventata.
    E non ha praticamente neanche avuto il tempo di avere paura di Al Qaeda,: fino al giorno prima delle elezioni, TVE continuava a dare la responsabilità ad ETA, menzionando le altre piste come meno probabili.
    Parlo di televisione di Stato, non di paglia.

    La gente si è sentita presa in giro: ETA la si conosce, ahimè, e non era mai successo, mai, che non solo non rivendicasse un attentato ma che addirittura lo condannasse.
    Sono scesi in piazza in 11.400.000, in tutto il paese, e uno degli slogan era: "Quién ha sido?".
    I tempi sono stati strettissimi, e l'attenzione della Spagna non si è centrata su una possibile Al Qaeda dai contorni vaghissimi, ma sul valutare quanto fosse credibile ETA e chi avesse ragione tra loro ed Aznar.
    E, quindi, la gente si è incazzata.
    Il tempo per fare mente locale sul fatto che è sicuro che l'attentato sia stato opera di Al Qaeda e sui significati del tutto, ce l'hanno appena adesso. Per la prima volta da Giovedì scorso, e siamo a Martedì.

    Credo che in Italia si confondano le notizie date in Italia con l'informazione che è stata data lì e con i suoi effetti: io stessa, che ho seguito la vicenda via-Spagna, sono stata "rimproverata" da chi mi legge in Italia perchè continuavo a concentrarmi sulle caratteristiche di ETA e sul pietoso spettacolo di TVE e tralasciavo completamente le possibili implicazioni dello scenario islamico, anche se eravamo ormai tutti convinti (da poche ore) che fosse quello, lo scenario giusto.


    lia    16 03 2004 - 20:22    #
  15. Quando scrivo di dialago ho in mente i settori democratici e moderati del mondo islamico. E mi riferisco - per esempio - soprattutto agli sforzi per una soluzione giusta al conflitto israelo-palestinese, ad un passaggio, senza intereferenze, del governo dell'Iraq nelle mani di esponenti poltici iracheni. Insomma, bisognerebbe togliere linfa e appoggio sociale alle organizzazioni terroristiche. Ed √® un'operazione che si porta avanti solo con la politica e con l'azione delle diplomazie. Con le guerre, le violenze non si isolano i violenti, se ne creano altri. Si crea sete di vendetta. Soprattutto quando hai di fronte popoli che si portano dietro le ferite della storia. E poi, scusate, dare cos√¨ tanta importanza a documenti di associazioni farneticanti non significa riconoscerne un ruolo, come dire, "politico"? Ed allora, non √® meglio ragionare sui fatti? I fatti tragici di Madrid (ma anche quelli di Instanbul, di Nassyria, ecc.) sono la dimostrazione che l'approccio utilizzato finora √® sbagliato. Non ha fatto altro che amplificare il fanatismo. E dare pi√Ļ potere ai signori della guerra come bin Laden, che oltre a notevoli risorse economiche, ora pu√≤ contare anche su un appoggio sociale sempre pi√Ļ ampio. Anche in quei settori (come gli immigrati dei paesi islamici in occidente) da sempre considerati moderati e poco inclini alle interpretazioni dure e pure della religione islamica.
    Antonio    16 03 2004 - 20:35    #
  16. Il post di Lia mi conforta nell'impressione che il caso della manipolazione Pp sulle circostanze dell'attentato sia pi√Ļ grave e pi√Ļ ampio di come l'abbiamo percepito da qu√¨. Ho letto oggi su Repubblica una lettura di una madrilena che spiegava come gli aggiornamenti sull'inconsistenza dell'ipotesi Eta li apprendeva per tramite degli amici italiani. Ora immaginatevi una strage di quelle proporzioni e l'incertezza che ne segue che viene alimentata dal governo invece che il contrario. Immaginatevi di trovarvici in mezzo. E immaginatevi che i media nazionali partecipano ha questa chiamata all'omert√†.
    Dalla radio ho poi sentito oggi che pare, pare, che il Pp nelle regioni autonome sia stato bastonato in misura ancora maggiore, proprio perchè i media locali indipendenti hanno fatto il loro lavoro.
    Antonio    16 03 2004 - 21:26    #
  17. Ah sono un altro Antonio ;)
    Antonio    16 03 2004 - 21:27    #
  18. "Rocca bravo giornalista": si chiama trollismo questo ?

    Per il resto concordo sul pezzo.

    Bouvard
    Bouvard    17 03 2004 - 11:38    #
  19. due cose rapide.
    sul dialogo: si stava dialogando serratamente quando al qaeda ha ammazzato tremila innocenti in america. sharon ha avuto un attentato al giorno fino aquando non ha usato la mano pesante (jenin), poi sono calati del 90%, che non è come dire che ha aumentato le vendite dei pelati in scatola, vuol dire centinaia di vite salvate.
    sulle mie stupidate: magdi allam, ad esplicita domanda risponde sul suo forum e ribadisce il cocetto, come da me espresso (mai detto che si trattasse di un periodico da edicola della stazione, ma l' iperbole proprio vi annoia, immagino) e sostiene di avere altre fonti, che ovviamente non può rivelare, mi pare che basti e avanzi.
    andrea contardi    17 03 2004 - 16:17    #
  20. Alla tua domanda Allam risponde:

    «Caro Andrea, si tratta di un documento strategico originale in lingua araba di 42 pagine redatto dall'organizzazione saudita che fa capo al sito della "Voce della Jihad" e del "Campo al-Battar". Fu diffuso lo scorso dicembre, il link √® stato disattivato.»

    Lui preferisce chiamarlo "documento stragegico" perch√© fa pi√Ļ fino che dire "magazine online" come lo chiama il Middle Eastern Media Research Institute, ma per il resto conferma quello che ti ho spiegato io: √® una pubblicazione diffusa (in formato Microsoft Word, per essere pignoli) via Internet con link temporanei.

    Adesso: o tu ti scusi pubblicamente qui sotto per il titolo del tuo intervento sul forum o sei pregato di non frequentare pi√Ļ questo "per altro apprezzabile blog".

    Anche la mia pazienza ha una linea di confine.
    Pfaall    17 03 2004 - 16:39    #
  21. la risposta di allam è univoca, se confondi il mezzo di diffusione con il contenuto della comunicazione,il megafono con l' uomo grida, nella migliore delle ipotesi sbagli. nella peggiore scrivi delle consapevoli falsità.
    non ho nulla di cui scusarmi con nessuno, in questo per altro apprezzabile blog (nessuna ironia). sei il padrone di casa, liberissimo di ostracizzarmi, e di cancellare, immagino, questo post. non ci rimpiangeremo, ma preferirei che ci ripensassi, e ti evitassi un triste episodio di censura (oltre ad evitarmi di perdere un divertente passatempo).
    comunque vada a finire, continuerò ad apprezzare l' apprezzabile di questo blog
    andrea contardi    17 03 2004 - 18:51    #
  22. A proposito dell'attendibilità di Allam:
    http://www.ilcircolo.net/lia/000168.php
    Massimo Morelli    17 03 2004 - 19:04    #

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