Mondo

Ibsa: abituiamoci a questa sigla

6 02 2004 - 09:16 · Flavio Grassi

Sta succedendo una cosa parecchio importante ma, sarà per via della presbiopia incipiente, nei giornali italiani non ne trovo traccia. Capita che tre paesi della stazza di India, Brasile e Sud Africa si sono stancati di essere trattati a pacche sulle spalle e buffetti sulle guance e hanno fondato un’alleanza a tre che sta diventando sempre più stretta, con obiettivi molto concreti e di peso assai notevole.

Mercoledì i ministri della difesa di India, Brasile e Sud Africa si sono riuniti a Pretoria e hanno firmato un accordo di collaborazione strategica trilaterale che comprenderà una integrazione sempre più stretta delle rispettive industrie belliche e, in prospettiva, potrebbe arrivare alla creazione di forze di terra e navali comuni. Ora, rinfrescatevi la memoria su come è fatto il mondo. Insieme, i tre alleati controllano due oceani. Non solo: l’India possiede tecnologia nucleare e un’avanzatissima base informatica, il Brasile ha una solida industria aeronautica, il Sud Africa, fra l’altro, eccellenti cantieri navali. L’integrazione delle loro capacità tecnologiche e industriali vuol dire la nascita di un colosso che nel settore della difesa non avrà più bisogno di comprare niente da Stati Uniti o Europa. E già questo vuol dire qualcosa. Ma, sapete, l’accordo di Pretoria è niente rispetto alla portata complessiva della nuova alleanza tricontinentale.

Una settimana fa i tre paesi hanno annunciato una campagna diplomatica per ottenere l’ingresso come membri permanenti nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. La riforma del Consiglio di sicurezza è una questione vecchia di decenni. Per molti anni si è combattuta una battaglia fra chi (i cinque membri permanenti attuali più i diretti interessati) voleva il quick fix, una soluzione veloce consistente nell’allargare a sette i membri permanenti cooptando Germania e Giappone, e chi invece proponeva riforme molto più radicali e bilanciate. Un fronte, quest’ultimo, guidato dalla diplomazia italiana che per anni si è battuta con una proposta molto ragionevole che aveva ottenuto l’appoggio di moltissimi paesi. Incidentalmente, una delle operazioni più abili e di maggior prestigio nella storia della nostra diplomazia, di fatto abbandonata—ça va sans dire—dopo che Berlusconi ha licenziato Ruggiero e cercato di trasformare il ministero degli esteri in una business unit di Publitalia. Insomma, con l’abbandono della partita da parte dell’Italia e la politica sempre più unilateralista di Bush, la questione del consiglio di Sicurezza è arrivata allo stallo.

Ora India, Brasile e Sud Africa sparigliano i giochi con la proposta di un quick fix a modo loro. E c’è da prevedere che non resteranno isolati. Tutta l’Africa più o meno democratica riconosce al Sud Africa il ruolo di guida continentale e appoggerà l’alleanza. L’India è la più grande democrazia del mondo e, con un sesto della popolazione del pianeta e una delle economie più dinamiche, non ne può più dell’immagine kiplinghiana che gli occidentali continuano ad appiccicarle addosso anche se è sempre più sideralmente lontana dalla sua realtà. E può contare sull’appoggio dei numerosi paesi asiatici dove la sua egemonia culturale è pari a quella americana nel nostro emisfero. Il Brasile è il paese più popoloso e industrializzato del Sud America, nonché la nazione guida del Mercosur, il nucleo di un mercato comune sud americano che comprende anche Argentina, Paraguay e Uruguay.

Durante la visita in India nel corso della quale è stato annunciata la campagna diplomatica comune, fra l’altro, il presidente brasiliano ha anche firmato in rappresentanza del Mercosur un importante accordo di cooperazione commerciale con l’India. Dal canto suo il Sud Africa, in rappresentanza della Sacu (“Southern Africa Customs Union”, il mercato comune dell’Africa meridionale), è da anni impegnato in discussioni con il Mercosur, e certamente ora i progetti di accordo avranno un’accelerazione.

Già lo scorso settembre i tre nuovi alleati hanno fatto intravedere un guizzo dei loro muscoli mandando al tappeto europei e americani, i quali erano arrivati del tutto impreparati e convinti di poter pilotare con una mano sola il solito schiacciasassi per imporre le loro posizioni ai paesi più poveri. Forse il fallimento della conferenza non era proprio quello che speravano di ottenere. Ma erano passati solo tre mesi dalla Dichiarazione di Brasilia che ha messo in moto la Ibsa (“India, Brazil and South Africa Dialogue Forum”), e sono riusciti a sorprendere tutti battendo un colpo forte. Da allora si sono incontrati decine di volte, con riunioni bilaterali e trilaterali a vari livelli per mettere a punto politiche comuni in molte aree. Per il prossimo marzo hanno in programma un nuovo vertice a Delhi ed è facilmente prevedibile che, visto quello che sono già riusciti a fare, decidano di accelerare ulteriormente il percorso di un’alleanza che non ha precedenti nella storia. Avranno le loro difficoltà e i loro stop and go, ma fanno sul serio, e anche la Cina comincia a guardare alla Ibsa come possibile interlocutore per rompere il monopolio occidentale sulle politiche commerciali mondiali. India, Brasile e Sud Africa si piacciono, hanno problemi comuni e sono decisi a contare. Abituiamoci: conteranno.

Stay tuned: mentre i nostri giornali si arrovellano sui battibecchi fra le tristi comari di Arcore, Pfaall cercherà di continuare a raccontarvi cosa succede fuori dal cortile. Anche quando non ci sono cadaveri all’ingrosso.

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Commenti

  1. bravo, ti linko
    Beppe Caravita    6 02 2004 - 16:00    #
  2. bella analisi, assurda negligenza dei media italiani. solo una domanda: qualche anno fa non girava voce che lo stato africano a dover entrare in consiglio di sicurezza potesse essere la nigeria, del resto popolosa due volte piu´ del sudafrica? l'economia sudafricana e` talmente prospera?
    delio    6 02 2004 - 16:54    #
  3. La notizia e' certamente importante, nonche' la tua analisi acuta.

    Unico neo le considerazioni sull'industria militare IBSA che, pur essendo sviluppata, non permettera' di sganciarsi dall'Europa o dagli USA. Tanto per dirne una l'India e' un grosso cliente dell'industria bellica Russa e lo sta diventando di quella USA per gli apparati a piu' alta tecnologia.
    Ale    6 02 2004 - 17:05    #
  4. Certo, può darsi. Io credo che tenderanno a fare da soli per quanto possibile. Poi posso sbagliare: le previsioni sono la più fallibile fra le attività umane, ma che diventino del tutto autonomi o meno, non cambia molto. La cosa importante è la direzione che hanno preso e la determinazione che stanno mostrando nel percorrerla.

    Delio: Nigeria Pil $112 Mld, pro capite $900. Sud Africa Pil $428 Mld, pro capite $10.000. E questi sono solo i numeri, senza tener conto dei problemi nigeriani di corruzione, democrazia ancora piuttosto fragile, ecc.
    Pfaall    6 02 2004 - 17:15    #

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