Giornalismo e comunicazione

Buona sintassi a tutti

12 12 2003 - 16:23 · Mariateresa Truncellito

Propongo un concorso: chi ci capisce è bravo.

Titolo: Donne che amano i cani

Sommario:

Negli ambienti politici americani si dice “Se
vuoi un amico a Washington, comprati un ca-
ne”. Molte donne italiane, anche politiche,
in genere non fanno la stessa cosa. I loro ca-
ni diventano sostituti o complementi di: ma-
riti, fidanzati, figli, amici, personal trai-
ners; nel caso delle padrone di cani cattivi
forse anche, freudianamente, del pene, che,
si sa, le femmine non possiedono. Tutte o qua-
si hanno un bel rapporto col loro cane, poi.

Amica, n 01, gennaio 2004

Testuale. Compresa la sillabazione.

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Commenti

  1. Sembra che i cani li abbiano già in redazione, veramente.

    P.S.: in quale film Woody Allen ipotizzava per Diane Keaton la scelta di un alano quale sostituto del pene?
    Zu    12 12 2003 - 21:28    #
  2. ho letto tre volte, poi ho rinunciato.
    Dev'essere qualcosa tipo poesia surreale.
    antonio    12 12 2003 - 23:44    #
  3. Oltre la sintassi, al testo manca la logica. Forse da qui nascono le difficoltà esegetiche.

    :)
    Rudy Belcastro    13 12 2003 - 13:36    #
  4. Il significato è abbastanza logico.
    L'articolo riassume il senso della scelta di un cane per tre distinti tipi di persone: i politici americani, le donne italiane e gli uomini italiani.
    I primi, cioé i politici americani, che stanno a Washington non si devono aspettare dall'ambiente comportamente leali e onesti, e quindi, se vogliono trovare un vero amico nella capitale è meglio prendersi un cane.
    I secondi, le donne italiane, invece presentano un diverso atteggiamemto: infatti se gli americani prendono i cani in cerca di un amico fedele, le italiane lo prendono per sopperire al loro basso livello di autostima personale e quindi cercare conforto, sentimento, passione verso un animale che è certo molto meglio dell'uomo: chiede poco e da molto.
    Infine gli uomini italiani, ovvero il terzo di persone incluse nell'articolo: infantili, mammoni, che non si prendono le proprie responsabilità e quindi nascondono le proprie paure e i propri complessi sull'apparire: c'è chi si prende una Ferrari, chi si veste rigorosamente Armani e chi invece, per sopperire al suo misero pisellino, preferisce comprarsi un cagnone, se poi è anche cattivo tipo un Pitbull è ancora meglio. Insomma il cane, è il mezzo per trovare la propria virilità.
    Quindi riepilogando: politici americani, donne italiane e uomini italiani, tre variabili e una sola costante il cane.
    Per trovare un amico, per essere amati o per sentirsi macho.
    Che c'è di incomprensibile nell'articolo. Se non il fatto che, era cosa già nota e potevano tranquillamente usare una grammatica, sicuramente più fluida ed elementare.
    A proposito, ho un cane ma è piccolo. E' un incrocio tra un Pincher e una Yorkshire. Ha sette mesi e si chiama Charlie.
    Non lo possiedo, né per cercare un amico leale, per cercare qualcuno che mi capisca o che mi voglia bene e tantomeno, per trovare chissà quale virilità (quella che ho è più che sufficiente).
    Possiedo un cane, per il semplice fatto che voglio amarlo e farlo felice, anche perché se non l'avessi preso a quest'ora starebbe al canile o forse ancora peggio, non starebbe da nessuna parte.
    Antonello    14 12 2003 - 08:16    #
  5. Esegesi magistrale.
    Rudy Belcastro    14 12 2003 - 08:45    #
  6. L'interpretazione di Antonello "aiuta" molto ad spiegare un testo quantomento "ermetico". Ma un testo pubblicato su un periodico come Panorama, non dovrebbe essere spiegato. (Imho)
    Sia dal punto di vista sintattico che logico quelle parole sono tutt'altro che chiare. Le connessioni logiche tra le frasi sono tutt'altro che scontate. Poi ci lamentiamo se Berlusconi rammenta una triste verità: troppo spesso il giornalismo italiano è un giornalismo d'elite, autoreferenziale e poco diffuso. Spesso criptico e figlio di un codice tutt'altro che popolare, magari chiarissimo all'Antonello di turno, ma non certo a gran parte del resto del mondo.
    Lalla    14 12 2003 - 08:57    #
  7. Grazie a tutti per l'aiuto. Però a me sembra che l'interpretazione di Antonello vada oltre il testo scritto.
    Ok per i politici, che a Washington o altrove possono aspettarsi amicizia disinteressata solo da un quattrozampe. Ma già sull'autostima delle donne italiane ho qualche perplessità. Il testo dice che anche per loro i cani "diventano sostituti di mariti, fidanzati, figli AMICI eccetera".
    Quanto agli uomini, non se ne parla proprio: si parla invece di "padrone di cani cattivi" che, con un pitbull addestrato all'attacco, sostituirebbero il pene che "si sa" non hanno.
    Insomma. Quando manca la sintassi fluida ed elementare i più non capiscono, qualcuno fraintende. Gli altri girano pagina. E accendono la Tv. Non avrà mica ragione Berlusconi?
    Mariateresa Truncellito    14 12 2003 - 09:52    #
  8. Probabile, che abbia voluto intravedere ciò che in realtà nel testo non vi era. Pago venia per questo.
    Ma vorrei soffermarmi comunque su un altro aspetto, che mi pare sia stato citato da Lalla.
    La storia insegna che il giornale e ancora più precisamente i quotidiani sia in Italia che in Europa, hanno avuto una genesi completamente differente da quella, per esempio, americana.
    In Europa, i giornali nacquero come manifesti culturali, che venivano letti soltanto dal ceto medio alto. Venivano usati per esempio, per pubblicare estratti dei lavori letterali delle più importanti firme europee. Basti pensare nel periodo Romantico. I famosi Cafè erano frequentati da intellettuali, medici, avvocati, insomma dall'alta borghesia italiana ed è normale che l'italiano scritto seguisse uno stile per niente popolare, sia nell'ortografia quanto nella sintassi con una lessicografia ormai persa. E' per questo che fino a qualche anno fà esisteva ancora la famosa terza pagina dedicata alla cultura (oramai persa), così come si dava importanza ai famosi "romanzi d'appendice" che furono il mezzo con cui furono conosciuti grandi artisti come Grazia Deledda e Matilde Serao.
    Purtroppo oggi vi è un linguaggio che sembra popolare ma che in realtà non lo è. Il fatto che il giornale sia un mezzo di Massa, non significa che rispetti tutti i canoni che in realtà legano per certi versi, i lettori italiani al di là delle loro appartenenze sociali o ai loro livelli culturali.
    L'italiano come lingua è sparita. Il vero italiano non lo troviamo nei quotidiani e forse neanche nei libri. E questo lo dice l'Accademia della Crusca. Noi ci ritroviamo una lingua che è figlia del linguaggio popolare contemporaneo. Quel linguaggio che Calvino definì la "lingua non scritta".
    Come il grande falso storico del latino che ci fanno studiare a liceo. Il latino che studiamo non è quello degli antichi romani. Il latino parlato nell'antica Roma era completamente diverso, più rozzo, più plebeo. La nobiltà in realtà parlava in greco, soltanto in seguito si iniziò a trascrivere il tutto con il latino, che per i nobili romani era considerato la lingua dei pastori e degli agricoltori.
    Ma questa è un'altra storia.
    Antonello    14 12 2003 - 11:24    #
  9. Gli errori e le schifezze non sono solo sintattiche. Si può dire "donne politiche"? Non è esattamente come dire "uomini politici". Non si capisce perché si debbano prendere come termini di paragone per parlare del rapporto con i cani le donne italiane (molte, viene precisato) e "gli ambienti politici americani". Dov'è la connessione? Perché non "gli ambienti operai tedeschi" e le donne francesi, allora? Insomma, questo servizio non dice nulla. Il suo unico pregio, pregio condiviso con il tofu, è quello di dare consistenza al niente. Entrambi riescono infatti a materializzare il nulla, il primo con le parole, il secondo col gusto. E, vi assicuro, non è cosa semplice.
    Margot    14 12 2003 - 12:14    #
  10. Lalla, insomma, tutt'altro! :D

    (just kidding) LOL :))
    Rudy Belcastro    14 12 2003 - 17:30    #
  11. Avrei due ipotesi: hanno copincollato una E-mail di un lettore (può succedere, basta un click) oppure l'autore del pezzo, praticante con contratto di formazione, è stato licenziato prima di finire il pezzo, quelli sono i suoi appunti (cose che capitano nelle migliori redazioni mordi e fuggi) :o)
    Paolo Osservi    17 12 2003 - 09:38    #
  12. Non vedo che cosa ci sia di difficile nella comprensione di questo testo! O_o
    Clarissa    6 01 2004 - 16:36    #

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