Dalla luna tutto appare diverso
7 11 2003 - 11:35 · Flavio Grassi
Bush parla di democrazia mondiale e i bushisti di tutto il mondo si entusiasmano. Ma le parole costano poco. Certo molto meno delle armi nucleari che, cercando di fare il minimo chiasso possibile, il presidente vuole costruire a ritmi mai visti, nemmeno nei momenti più drammatici della guerra fredda.
Si tratta di un piano da 6,1 miliardi di dollari. Ma al di là della mera portata quantitativa del riarmo nucleare che si intende perseguire, il progetto prevede investimenti in due direzioni particolarmente preoccupanti: lo sviluppo di bunker busters nucleari e il ritorno dopo un quarto di secolo alla famigerata “bomba N”.
Le bunker busters sono bombe ad alta penetrazione capaci di sventrare installazioni sotterranee. Sono armi tattiche, si usano sul campo di battaglia. Come un’arma nucleare tattica è la bomba a neutroni, che stermina le persone limitando i danni agli edifici. Questo programma spalanca la porta, mai prima aperta così sfacciatamente, dello sviluppo di armi nucleari tattiche, il cui uso in battaglia spingerebbe i nemici a rispondere con bombe nucleari più potenti, se ne dispongono, oppure con altre armi di sterminio come i gas tossici e gli agenti biologici.
Il proposito dietro il riavvio di un programma di costruzione di nuove armi nucleari è oscuro, ma l’interminabile palude diplomatica ed etica che ne scaturirà appare brutalmente chiara. Se gli Stati Uniti, con tutto il loro formidabile armamento convenzionale, mostrano di avere bisogno di nuove armi nucleari, sarà quasi impossibile impedire che altri paesi accelerino i loro programmi atomici. Il risultato della politica di Bush sarà una spinta alla proliferazione nucleare e una diminuzione della sicurezza nazionale.
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