Iraq

Puzza, ma bisogna resistere

15 10 2003 - 09:59 · Flavio Grassi

Invadere l’Iraq è stata una follia. Ma ora che il danno è fatto, sarebbe una follia ancora peggiore mollare tutto e tornarsene a casa. Bisogna restare finché serve e bisogna spendere quanto occorre per ricostruire. È il momento di turarsi il naso e aiutare Bush a rimettere ordine.

Lucidissimo Kristof. Parla in particolare del dibattito al Congresso sullo stanziamento di 87 miliardi di dollari. Ma il ragionamento vale anche per la risoluzione in discussione all’Onu. E, nel nostro piccolo, vale anche per i nostri militari in Iraq. Non bisognava mandarli così precipitosamente. Ma ora che sono lì devono restare quanto è necessario. E a mio parere sarebbe bello che il centrosinistra prendesse addirittura l’iniziativa di un dibattito parlamentare per incrementare la presenza non appena ci sarà uno straccio di risoluzione Onu purchessia. Non si tratta più di essere pro o contro la guerra. Si tratta di pensare agli iracheni.

New York Times>

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Commenti

  1. tutto questo sarebbe di molto buon senso, se non fosse che una buona parte di quegli 87.000.000.000$ sono destinati alle spese per mantenere le forze di occupazione (si tratta cioe` di spese militari) e non per la ricostruzione. e soprattutto, se si considera che piu´ gli americani spendono ora, piu´ realisticamente vorranno rivalersi in un secondo tempo sugli irakeni. vale a dire: il futuro irak nascera` non finanziato dagli usa, ma affossato da un debito di guerra immenso da pagarsi in petrolio.

    non so perche´, ma tutto questo piu´ che il piano marshall mi ricorda la situazione della germania dopo la prima guerra mondiale. e poi si sa cos'e` successo.
    delio    15 10 2003 - 12:14    #
  2. e per essere anche un po' propositivo aggiungo: ritiriamo i soldati, inviamo ingegneri e addetti allo sviluppo. che dovremo pagare noi, e non far pagare dall'irak. e soprattutto sotto il controllo nostro, o meglio ancora irakeno, e non a disposizione di bremer.
    delio    15 10 2003 - 12:18    #
  3. Concorderemo tutti che oramai la attuale Societa' (in particolar modo quella italica)sta vivendo un periodo di buonismo al quanto preoccupante. Ma si! Perdoniamo tutto e tutti! Ci prendono a schiaffi? Porgiamo l'altra guancia. Concediamo la grazia a tutti e perchè no anche al poveretto di Sofri (in fondo non ha fatto altro che commissionare un omicidio). Nello specifico, vorrei sottolineare che pur concordando sul fatto che l'America è geneticamente portata ad essere una Nazione che tende ad espandere la propria egemonia, ciononostante non si può non convenire che la questione irakena non propriamente semplice da gestire. Cosa dovrebbero fare? Ritirarsi silentemente cercando di sporcare il meno possibile? E poi cosa succederebbe? Risolvere la questione all'ONU? Mah! Pur essendo un ottimista nato,non credo che la soluzione si sotto gli occhi di tutti. Un consiglio, mi sia consentito: non riduciamo tutto a quel pressapochismo italiano che che può essere sintetizzato con la celeberrima frase: "tarallucci e vino".
    Il Barone Rosso    15 10 2003 - 12:36    #
  4. Sono stato in dubbio se eliminare il commento qui sopra, o almeno editarlo per espungere le considerazioni fuori tema. Ma alla fine, è troppo sgarrupato per darsene pensiero.
    pfaall    16 10 2003 - 09:21    #

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