Dalla luna tutto appare diverso
13 10 2003 - 10:10 · Flavio Grassi
Da qualche tempo sui blog americani pro-guerra ci sono citazioni di lettere dal fronte in cui i militari sostengono che le cose in Iraq vanno bene e si lamentano delle notizie disfattiste diffuse dai media. Alcune di queste lettere, inviate ai giornali locali, come usano fare gli americani, sostengono che “La qualità della vita e la sicurezza dei cittadini sono state ristabilite”, e parlano di gente che saluta le truppe al loro passaggio, con bambini che corrono incontro ai soldati per abbracciarli e salutarli. La realizzazione dell’idillio sognato da Wolfovitz, Rumsfeld & C., insomma.
Poi, l’imponderabile. Un giornale riceve due copie della stessa lettera. Identiche, tranne che arrivano da due soldati diversi. Per colmo di sfortuna, capita che il giornale appartenga a una catena di quotidiani locali sparsi in tutti gli Stati Uniti. Una veloce ricerca tra le redazioni consorelle, e salta fuori che quella lettera è arrivata un po’ dappertutto. E addirittura, qualcuno dei presunti mittenti non ne sapeva niente.
Goffi, goffi goffi anche in queste piccole idiozie propagandistiche. Questa si avvia a diventare la guerra più tragicamente ridicola della storia.
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