America Latina

In Bolivia si sta mettendo male

10 10 2003 - 11:37 · Flavio Grassi

All’undicesimo giorno dello sciopero generale c’è scappato il morto. Anzi: due morti e nove feriti tra i minatori caricati dalla polizia durante una delle tante manifestazioni che stanno bloccando il paese.

La partita che si sta giocando riguarda, anche lì, l’energia. La Bolivia è il paese più povero del Sud America, ma dispone di riserve di gas naturale immense. Il presidente Sanchez de Lozada vuole mettere tutto in mano a tre big del petrolio che lo spedirebbero in California via Cile, lasciando alla Bolivia un po’ di royalties.

Ci sono due problemi: uno razionale e uno un po’ meno, ma anche i sentimenti contano. Quello razionale è che vendere le materie prime per poi ricomprare i prodotti lavorati (come già sta facendo la Bolivia, che ha i prezzi energetici più alti dell’America Latina) è la più antica e frequentata via per rotolare sempre più in basso. Quello sentimentale è che proprio attraverso il Cile no. Moltissimi boliviani attribuiscono (non del tutto senza ragione, almeno in parte) la responsabilità della loro miseria al Cile che nella guerra del 1879 ha privato il paese di uno sbocco al mare, rendendo più difficile e costoso sfruttare tutto il bendidio minerario che si trova nella pancia delle sue montagne e dei suoi vulcani. Tra Cile e Bolivia non ci sono relazioni diplomatiche e ancora in tempi recenti, lungo le sconnessissime piste nella fascia di frontiera si vedevano cartelli che avvisavano di fare attenzione ai campi minati. Forse sono sempre lì.

E con tutto questo, ora proprio il Cile si prenderebbe una fetta importante della torta derivante dal gas boliviano. Si parla già di Guerra del gas.

Guardian/APLatinamerica Press>

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