Iraq

Shock and Awe

25 03 2003 - 11:05 · Flavio Grassi

Un articolo piuttosto sarcastico sulle traduzioni italiane di «Shock and Awe» comparso sul Riformista, è stato citato e lodato da Camillo e Wittgenstein i blog fiancheggiatori del Foglio di Ferrara. E già questo dovrebbe preoccupare non poco l’autore.

Esercizio difficile e denso di pericoli, la satira delle ignoranze altrui. Non solo capita che «terrore» sia una traduzione più che accettabile per «awe», ma le sue sfumature semantiche rimandano in maniera sinistra al linguaggio biblico-apocalittico di cui si nutre Bush (che è un fondamentalista cristiano), non certo al gergo adolescenziale.

Altro che ficata: «awe» è il terrore stupefatto e angosciato di fronte all’incomprensibile, al troppo grande: come Dio, per esempio.

Per intenderci:

Salmi, 033:008 (King James Version)
Let all the earth fear the LORD: let all the inhabitants of the world stand in awe of him,

Nella versione italiana, lo stesso versetto è reso (con meno forza) così:

[8]Tema il Signore tutta la terra, tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,

La cosa inquietante è che il salmo, il cui titolo è «Inno alla Provvidenza» prosegue:

[9]perché egli parla e tutto è fatto, comanda e tutto esiste.

[10]Il Signore annulla i disegni delle nazioni,rende vani i progetti dei popoli.

[11]Ma il piano del Signore sussiste per sempre,i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni.

[12]Beata la nazione il cui Dio è il Signore, il popolo che si è scelto come erede.

Bush i Salmi li conosce a memoria, e mi stupirei molto se non avesse presente proprio questo nel decidere l’operazione. Dato che si è autonominato portavoce di Dio, lui parla e la guerra è fatta, comanda e la democrazia esiste.

Brividi.

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