Giornalismo e comunicazione

Nascita di una bufala

12 07 2003 - 12:36 · Flavio Grassi

Giornali e blog pro-Bush sono felici. Dopo un paio di giorni di malinconico gioco in difesa mentre stava andando tutto a rotoli, improvvisamente si sparge la voce che c’è una notizia per dare addosso all’arcinemico Chirac. La voce serpeggia per cavi e fibre ottiche e diventa sempre più forte. Ci sono già in giro editoriali sulla irresistibile tendenza francese a giocare sporco in politica, ecc.

Dato che la stiamo prendendo così giovane, è un bellissimo esempio per vedere come nasce una bufala disinformativa, anche se questa forse avrà vita breve. Non fate i soliti navigatori che leggono due righe e passano oltre: qui ci si diverte.

Tutto nasce da un dispaccio Associated Press del 9 luglio. Il reporter, Anthony Deutsch, lancia la notizia che Chirac è stato accusato di aver garantito a Mladic l’immunità in cambio del rilascio di due piloti francesi. Siccome stiamo parlando dell’AP, comunque, possiamo stare abbastanza sicuri di capire bene di cosa si tratta se andiamo oltre l’attacco a effetto.

E in effetti, nell’articolo leggiamo che la «prova» dello sporco traffico consiste nella trascrizione di una telefonata in cui uno (Zoran Lilic) si mette d’accordo con un altro (il generale Perisic) per dare a Mladic una dichiarazione in cui gli si garantisce che non sarà perseguito dal tribunale. Dichiarazione del governo jugoslavo, firmata da Milosevic.

Per rassicurare l’interlocutore sulla fattibilità della cosa, Lilic dice che Chirac è d’accordo. Siccome la trascrizione è emersa nel corso della deposizione di Lilic all’Aia, il pubblico ministero vuole capire meglio e fa una domanda diretta. Riportata in fondo all’articolo:

Alla domanda del pubblico ministero Geoffrei Nice se Chirac avesse effettivamente offerto un simile accordo a Mladic, Lilic ha risposto «Non posso darle una risposta “sì” o “no” a questa domanda». Ha detto [Lilic] che Mladic era necessario per arrivare a un accordo di pace e che «persino Chirac lo appoggiava in un certo senso».

Allora, quello che abbiamo è esattamente l’equivalente delle accuse ad Andreotti per l’omicidio Pecorelli. Due si parlano e uno usa il nome del pesce grosso per darsi credibilità. Pochino.

Ma la notizia è troppo ghiotta per lasciarla cadere. I giornali sanno il mestiere e fanno molta attenzione a usare le parole in modo da lasciare la responsabilità delle affermazioni al testimone. Non dicono mai «Chirac ha garantito». L’espressione è «Chirac allegedly guaranteed». Quell’avverbietto allegedly ha più o meno lo stesso effetto dell’uso del condizionale in italiano: a una lettura non analitica passa quasi inosservato, ma libera dalla responsabilità di un’affermazione assoluta. Quello che la gente ricorda è «Chirac – aiutato – Mladic». Non male per dare un po’ di ossigeno a Bush.

Sulla notizia si buttano ovviamente anche i blog. Che oltretutto hanno meno riguardi per le sottigliezze giornalistiche. La prende uno dei maîtres à blogger della destra, commentando solo che la cosa «non lo sorprende».

Restate con me perché adesso viene il bello.

Un blog satirico ultrareazionario si inventa una «dichiarazione» di Chirac «La giustizia internazionale è improvvisamente una pessima idea». Comunque uno la pensi sulle posizioni del blog, il tono e il vocabolario usato per riportare le presunte dichiarazioni del presidente francese (che in certi punti scimmiottano le perplessità americane) non lasciano dubbi sul fatto che si tratti di satira.

Ma il maître à blogger di cui sopra la riprende. È un professore universitario, lui, e sa bene che si tratta di satira. Lo segnala titolando e chiudendo il post con una specie di risata: «Heh!» e «Double-heh». Una risata che può anche essere presa come una esclamazione di conferma.

Qui da noi, Enzo Reale abbocca subito e riporta la notizia serio serio promettendo sviluppi. Purtroppo, tra Christian Rocca che è in vacanza e il week-end estivo, temo che non andrà molto più lontano di così.

Ma riuscite a vederla la bufalona che si gonfia e cresce alimentandosi di se stessa, vero?

Associated PressTelegraphInstaPunditScrappleFace1972

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Commenti

  1. ciao flavio, senza offesa ma beato te se non sbagli mai :-)
    mi permetto di dirlo, sperando di non trovare una sponda acida perchè non è acido il mio commento, perchè leggo 1972 da quasi un anno, è la prima volta che commette un errore (o che qualcuno lo becca, ma visti gli uccelli padulo che volano all'altezza del ... mi sorprenderebbe se non ci avessero provato altre volte, senza trovare appiglio) e ogni giorno lo trovo molto interessante. oltre tutto, senza difficoltà ha ammesso l'errore che tu qui hai segnalato, e converrai con me che non è facile trovare gente che lo faccia. ciao

    Umberto    14 07 2003 - 16:30    #
  2. Stai scherzando? Io sbaglio moltissimo.

    Per quel che riguarda 1972, come vedi io l'ho linkato, e mi è capitato di intervenire contro qualcuno che lo attaccava personalmente su questo sito.

    Non ho nessuna difficoltà a dargli atto di aver rettificato la notizia dopo aver letto il mio post. Ma lasciami dire che la frecciatina sul fatto che avrei dovuto mandargli un'email e le righe seguenti se le poteva (te le potevi, caro 1972) risparmiare.

    Non è così che funziona. Nell'istante in cui decidi di pubblicare una notizia, ti assumi l'obbligo di accettare smentite altrettanto pubbliche. E magari anche un po' ironiche.

    Io predico a tutti quelli che mi stanno a sentire la differenza fra la polemica anche vigorosa e gli attacchi personali. E cerco di praticare quello che predico: io ho criticato la notizia, non la persona che la esponeva, né la sua buona fede. E non ho mai parlato di complotti, parola che mi fa venire l'allergia.
    pfaall    14 07 2003 - 17:41    #

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