Dalla luna tutto appare diverso
11 07 2003 - 15:11 · Flavio Grassi
La Mariuccia è una bella signora con un fisico felliniano. Veste con gusto sicuro: eleganza discreta e solo piccole concessioni ai trend, come gli occhiali da sole firmati. È una collega delle mie amiche Ilaria e Ariana: sono loro che me l’hanno presentata. Parlando, ogni tanto le scappa qualche milanesismo che la rende ancora più simpatica.
Rivendica la sua scelta di guadagnarsi da vivere vendendo sesso: «che se certi uomini non avessero noi per sfogarsi, chissà quante brutte cose in più succederebbero». Non fa una piega. Sente pena per «quei poveri ragazzi… ragazze, non so come chiamarli», i travestiti, «buttati sulla strada per tutta la notte, sempre pieni di cocaina». Si parlava di loro a proposito dei bacchettoni che non vorrebbero vedere le prostitute sulle strade: Mariuccia capisce benissimo che l’esibizionismo sfrenato di certi trans possa dar fastidio.
E si scandalizza per l’incoerenza delle forze dell’ordine, che vorrebbero le strade senza prostitute e poi vanno a fare indagini di mesi, con grande dispendio di mezzi, sulle donne che ricevono i clienti tranquillamente in casa senza dar fastidio a nessuno. Lei ha le idee chiarissime su come bisognerebbe gestire la cosa: legalizzare la prostituzione e creare cittadelle del sesso simili ai centri commerciali: «cinema a luci rosse, sex shop, spettacoli e prostitute. Tutto insieme, così se uno ci va sa bene quello che trova, e se gli dà fastidio non ci va e basta. E anche noi staremmo più tranquille». Sembra una buona idea.
Poi dobbiamo interrompere la conversazione perché il telefonino di Mariuccia comincia a suonare. Deve andare a raggiungere un cliente. Uno che fra poco sarà un po’ più contento della vita. Grazie alla Mariuccia.
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