Società

Flessibilità e disoccupazione

5 07 2003 - 17:37 · Flavio Grassi

Pare che la flessibilità del lavoro produca disoccupazione. La scoperta, che contraddice la dottrina corrente, è nei risultati di una ricerca americana.

Negli Stati Uniti la recessione è finita già nel dicembre del 2001. Da allora l’economia cresce ma, per la prima volta nella storia moderna, senza creare un solo posto di lavoro. Anzi, continua a crescere anche la disoccupazione.

Le imprese si sono abituate a far fronte all’aumento della domanda applicando il «just-in-time» anche al lavoro oltre che al magazzino. Invece di assumere si usano straordinari e lavoro precario, per cui si determina una crescita «jobless», senza posti di lavoro.

Non è ancora chiaro se questa sia una situazione temporanea o se il trend si stabilizzerà. Se va avanti così, bisognerà riflettere.

Poi bisognerà trovare un volontario coraggioso che lo spieghi a Pezzotta. Per accompagnare Cofferati a sentire la Turandot invece ce ne vorranno due, belli robusti, che gli impediscano di saltare sul palco per il finale del Nessun dorma.

Reuters

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