Eclectica

Addio Speedbird

10 04 2003 - 10:45 · Flavio Grassi

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Era il logo sulla coda della BOAC, la mitica compagnia aerea su cui volava James Bond. Ed era anche il “callsign”, l’identificativo che i piloti usano quando parlano con la torre di controllo.

C’era dentro tutto l’orgoglio ancora imperiale della tecnologia britannica in quel volatile stilizzato, e nel suo nome geniale che tradotto diventa un po’ grottesco: Speedbird, l’uccello della velocità.

E nessuno mi toglie dalla testa che—almeno da parte britannica—ci fosse dentro anche la suggestione di quella parola nel sogno del Concorde.

Il Concorde è la traduzione tridimensionale dello Speedbird, l’irruzione nel mondo fisico di un simbolo grafico, e soprattutto di una parola.

Ora British Airways e Air France hanno annunciato che il Concorde va definitivamente in pensione.

Il Concorde era anche il sogno di una rivincita tecnologica franco-britannica sullo strapotere aeronautico americano. In fondo è giusto che vada in pensione proprio oggi, il giorno dopo la vittoria dell’alleanza USA/GB nella guerra che la Francia non voleva.

Come spesso accade, lo speedbird sopravvive a sè stesso: gli aerei diventeranno pezzi da museo, la parola rimane ancora oggi il callsign della British Airways, e come nome di un club per agenti di viaggi sponsorizzato dalla compagnia aerea.

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