Dalla luna tutto appare diverso
9 06 2003 - 09:44 · Flavio Grassi
Christian Rocca è bravo e simpatico. Ora ha bisogno di noi, non lasciamolo solo. Dobbiamo fare qualcosa per restituirgli la possibilità di leggere. Sì, lo so che può decifrare i titoli più vistosi, ma non riesce ad andare oltre, e per un giornalista è una brutta situazione, credetemi.
Guardate la sua invettiva contro Repubblica di oggi.
Titola il post:«Assirjé o del giornalismo cialtrone». E nel testo scrive: «Vediamo dentro, a pagina 11. Titolo: “Ritrovato il tesoro di Nimrud era nella banca di Saddam”». E poco oltre: «Non riescono a titolare: “Non c’è stato nessun saccheggio”», per concludere: « Vedete? Non è Lupis il problema. Il problema è Rep.»
Ora, siccome sappiamo che Rocca ha accesso ai contenuti web, provo a trascrivergli io quello che c’è scritto su Repubblica, che così magari il suo browser vocale lo recita per lui.
Caro Christian,
l’occhiello sopra il titolo di pagina 11 dice «Ãˆ la più preziosa delle collezioni di arte irachena: si temeva fosse andata persa nei saccheggi» Capisco che tu abbia difficoltà a leggere sotto il corpo 30, ma quell’occhiello gli altri lo vedono anche prima del titolo, credimi.
A questo punto, mi rendo conto che parlarti del testo dell’articolo è una crudeltà : quel carattere così piccolo deve apparirti come un blocco di grigio uniforme davanti agli occhi, mio povero ragazzo. Ma, sai, c’è scritto così, ascolta:
«Ãˆ un momento magico, importante», dice [Pietro Cordone, l’italiano ministro della Cultura del governo Bremer ndr]. «Abbiamo recuperato i testimoni della civiltà mesopotamica la cui scomparsa aveva suscitato agomento tra gli archeologi di tutto il mondo. Ricorda l’allarme lanciato dalla direttrice del museo? I saccheggi, il grido di dolore degli esperti, la sentenza terribile con cui si decretava la perdita irrimediabile di un pezzo di storia? Ecco: è avvenuto il miracolo. La maggioranza dei pezzi rubati e trafugati è tornata al loro posto. Si era parlato di 170 mila oggetti sottratti dal museo. Una quantità folle, se si pensa che per portarli via sarebbero stati necessari dieci camion e un centinaio di facchini. In realtà si è capito che i pezzi rubati sono in tutto 3.600, dei quali 1.200 sono stati recuperati. Il danno, purtroppo, esiste: mancano alcuni oggetti di valore ma considero un miracolo ciò che è avvenuto».
Ora, caro Christian, sono d’accordo con te: magari in qualche punto la sintassi è dubbia. Ma non è di questo che stiamo parlando.
Vedi, il saccheggio un po’ c’è stato, ma pazienza, abbiamo ritrovato il tesoro degli assiri. È proprio quello, sai? Quello degli assiri, perché nel museo quei pezzi non c’erano mica: Saddam li aveva nascosti, pensa, nel 1991, prima dell’altra guerra, e poi li aveva lasciati lì al buio.
Già che ci sono, siccome so che ti faranno piacere, ti racconto anche altre notizie contenute nel reportage di Repubblica. Il museo riaprirà presto e mostrerà alla stampa e poi al pubblico quel tesoro che nessuno ha mai visto. Poi, pensa, riaprirà anche la biblioteca, perché Cordone è riuscito pure a ritrovare qualcosa come 350 mila libri del 1700 messi in salvo dagli imam sciiti prima dell’incendio. E addirittura—tieniti forte—presto sarà organizzata una mostra itinerante che porterà i pezzi più belli in tutte le capitali del mondo.
Non sono bellissime le notizie che ci dà Repubblica?
Tuo Pfaall
p.s. Oddio, vedi, ho fatto un lavoro inutile. Siccome non si capisce mai bene quali articoli vadano on line e quali restino confinati all’edizione cartacea di Repubblica, davo per scontato che questo non fosse sul sito. E invece, pensa, Christian, l’ho trovato! E, ascolta, non appena andrai al link, sentirai che l’occhiello di pagina 11 qui l’hanno messo proprio in cima all’articolo.
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