Caucaso

Putin vola in Dagestan

18 07 2005 - 07:56 · Flavio Grassi

L’inviato di Putin nel Caucaso Dmitry Kozak sapeva quello che faceva quando ha fatto trapelare il suo rapporto segreto ai giornali prima di consegnarlo al Cremlino. Come aveva giustamente previsto Yulia Latynina la pubblicità era il modo migliore, e forse l’unico, per far ingoiare al presidente l’amara verità che, contrariamente a quanto vorrebbe la propaganda ufficiale, da quelle parti le cose non vanno affatto bene.

Il messaggio è arrivato a destinazione e venerdì Putin si è precipitato nella capitale del Dagestan Makhachkala per una visita a sorpresa. Ha incontrato i responsabili locali della sicurezza, si è fatto fare un rapporto sulla situazione, soprattutto relativamente al controllo delle frontiere, ha raccomandato di fare di più e ha preso il tè a casa di un soldato. Le solite cose che fa un capo per cercare di motivare i suoi in una situazione di emergenza.

L’emergenza è seria davvero, come spiega il rapporto del capo del dipartimento di Geopolitica dell’Accademia russa delle scienze Igor Dobayev pubblicato ieri:

Ben 70 attentati terroristici hanno colpito il Dagestan nella prima metà del 2005 soltanto. Di questi, oltre 40 sono si sono verificati nella capitale Makhachkala. Un attentato su due nel periodo in quesitone è stato eseguito piazzando congegni esplosivi, uno su quattro con l’impiego di armi automatiche e lanciagranate, e in alcuni casi sono state usate automobili imbottite di esplosivi.

Non è che prima la situazione fosse esattamente tranquilla, ma in tutto il 2004 gli attentati erano stati “solo” 30. Ora, con 70 attacchi in sei mesi, la situazione è a livello di guerra civile.

Giusto per confermare le preoccupazioni di Dobayev e mostrare a Putin quanto si sono spaventati per la sua visita, proprio ieri pomeriggio i ribelli hanno fatto saltare un’autobomba mentre passava un camion carico di poliziotti in una via nel centro di Makhachkala. Non ci sono state vittime, ma l’esplosione ha rotto tutte le finestre di un edificio di nove piani. E mostra un impressionante controllo del territorio.

Intanto per i nostri giornali il Dagestan non esiste. Si sveglieranno di soprassalto al prossimo attentato da venti morti in su. Se ci sono di mezzo dei bambini magari arriva anche in prima pagina.

Moscow Times, Reuters, Mosnews.com, Interfax

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