Giornalismo e comunicazione

La bufala della sospensione di Schengen

15 07 2005 - 14:43 · Flavio Grassi

Dalle nostre parti si stanno intrecciando commenti elucubrazioni ragionamenti (parola grossa) sulla presunta sospensione degli accordi di Schengen da parte di Francia e Olanda. C’è chi ci vede un auspicabile ritorno alle frontiere nazionali, chi lo depreca, e via strologando. C’è addirittura chi spinge il delirio a parlare di ripristino delle barriere doganali.

Come spesso accade nel Brutto Paese, si sta parlando di nulla. Sui circuiti internazionali le uniche notizie sulla questione sono di fonte italiana. Per lo più dichiarazioni dei nostri politici.

Come mai all’estero non se ne occupa nessuno allora? Semplice, perché la notizia è falsa, francesi e olandesi non hanno deciso alcuna sospensione del trattato. Il quale prevede che le autorità di un paese possano, quando lo ritengano necessario, istituire controlli sull’identità delle persone che attraversano i confini:

Art. 1 Le frontiere interne possono essere attraversate in qualunque luogo senza che venga effettuato il controllo delle persone.
Art 2. Tuttavia, per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale, una Parte contraente può, previa consultazione delle altre Parti contraenti, decidere che, per un periodo limitato, alle frontiere interne siano effettuati controlli di frontiera nazionali adeguati alla situazione. Se per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale s’impone un’azione immediata, la Parte contraente interessata adotta le misure necessarie e ne informa il più rapidamente possibile le altre Parti contraenti.

A Bruxelles il ministro degli interni francese Sarkozy ha per l’appunto informato i partner che intende applicare l’articolo 2. Si può discutere se si tratti di una decisione saggia o meno. A me per esempio non piace, come non mi piace vedere i posti di blocco da stato di polizia che noi accettiamo così tranquillamente sulle nostre strade come se fossero una cosa normale. Ma è un altro discorso: a nessuno viene in mente di dire che noi sospendiamo Schengen quando sui treni la polizia ferroviaria chiede i documenti a chiunque abbia la pelle un po’ scura.

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Commenti

  1. È un’impressione mia o la stampa italiana sta vivendo una fase di involuzione rispetto ai suoi standard, già non particolarmente brillanti?
    alessio    15 07 2005 - 18:21    #
  2. pfaall, sinceramente questo post non l’ho ben capito.
    dal de mauro-paravia:
    so|spèn|de|re
    v.tr. (io sospèndo)
    1a CO appendere [...]
    2 LE alzare [...]
    3 FO fig., interrompere un’attività durante lo svolgimento; tralasciare per un certo periodo di compiere un’azione, di svolgere una mansione, di seguire una cura; smettere temporaneamente
    [...]

    ora, a me sembra che l’espressione “sospendere gli accordi di schengen”, considerata la terza definizione del verso “sospendere”, si attagli perfettamente alla realtà; non si è parlato di “ritiro” dal trattato di schengen: mi sembra si sia detto proprio (e correttamente) che la francia sta, temporaneamente, reintroducendo i controlli alle frontiere. del resto quando si parlò, nel 2002, di un’analoga decisione italiana ai tempi del social forum a firenze, l’espressione usata fu esattamente la stessa.

    (semmai la cosa paradossale, nella vicenda, è un’altra: che tutti i mezzi d’informazione italiani hanno parlato di una sospensione di schengen da parte francese e olandese; e in effetti tutta la stampa internazionale cita le dichiarazioni di sarkozy, ma in giro non si trova assolutamente alcun riferimento, documento, notizia, niente che parli dell’olanda. solo i giornali italiani paiono esserne informati. non è un po’ strano?
    delio    16 07 2005 - 08:37    #
  3. Delio, io sospendo un accordo se per un certo periodo decido di applicare norme stabilite unilateralmente che sono estranee a quell’accordo. Ma se applico una norma prevista all’interno dell’accordo – e subito al secondo articolo, neanche in fondo – parlare di sospensione non ha senso.

    Nel concreto, francesi e olandesi non hanno affatto reintrodotto il filtro sistematico come alle frontiere extra-Schengen: si sono semplicemente riservati il diritto di chiedere i documenti a chi gli pare. È una cosa diversa e, ribadisco, prevista dal trattato, che così viene applicato. Applicato in maniera discutibile quanto vogliamo, ma assolutamente non sospeso.

    Io non ricordo cosa fece l’Italia nel 2002: se avesse reintrodotto il controllo passaporti per tutti coloro che attraversavano le frontiere interne sarebbe stato corretto parlare in quel caso di sospensione. Se la polizia si fosse limitata a chiedere i documenti a quelli che avevano “l’aria da no global”, allora anche in quel caso si sarebbe trattato di una sciatteria lessicale che altera la notizia fino a renderla falsa.

    Giusta l’osservazione a proposito dell’Olanda. Da quello che sono riuscito a ricostruire è stato Sarkozy ad accennare che anche l’Olanda fosse intenzionata a fare come la Francia. E i giornali italiani si sono affrettati a sparare nei titoli la “sospensione” a due nonostante le smentite degli olandesi che si sono affrettati a dichiarare che non intendevano fare niente del genere, solo rafforzare i controlli di sicurezza a Schipol.

    Dal tono dei commenti il motivo mi pare evidente: niente piace ai giornali italiani come la sensazione di aver individuato una “tendenza” e la sequenza bocciatura della costituzione europea -> sospensione di Schengen in entrambi i paesi era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.

    Ma è solo aria alla griglia.
    Pfaall    16 07 2005 - 09:32    #
  4. L’Italia si avvalse proprio di quell’articolo e l’espressione usata fu la stessa, in effetti parziale, ma non una stortura leghista.

    Resta il fatto che l’aderenza tra i termini usati e la reale sostanza delle cose oggi in Italia è tutta aleatoria, per cui comunque non si sa mai di cosa si sta parlando veramente. Un po’ per una questione appunto di imprecisione e faciloneria; un po’ perchè, cosa ancora più grave, nessuno ritiene che agli impegni verbali debbano obbligatoriamente seguire degli impegni e dei fatti: non viene più considerato un aspetto vincolante, nè da parte di chi dichiara, nè da parte di chi ascolta e dovrebbe controllare.

    Vi ricordate dell’annuncio del ritiro delle truppe a Porta a porta, detto tanto per parlare. O appunto dei controlli continui sul nostro territorio, al cui confronto l’applicazione dell’articolo 2 di Schengen è marginale.

    Oppure ancora la maxi-retata effettuata proprio a ridosso dell’attentato, con rastrellamento di decine di extracomunitari. In quel caso la discrepanza opposta tra informazione e fatti: nel mondo era tra le prime headlines (Cnn, BBC, France international), quì a malapena ci hanno dedicato un trafiletto.

    ciao
    Antonio    20 07 2005 - 22:45    #
  5. D’accordo, la storia della ‘sospensione’ è un’esagerazione giornalistica. Però il punto è un altro. L’art. 2 specifica che i controlli alla frontiera possono essere fatti solo ‘per un periodo limitato’. Non è detto chiaramente, ma sembra di capire che il Paese che decide di applicare l’art. 2 dovrebbe anche dire per quanto tempo intende applicarlo.
    La prassi è applicare l’art. 2 solo per periodi chiaramente definiti da circostanze speciali e limitate nel tempo.
    Non ho la possibilità di verificare se sia sempre stato fatto così, ma per es. qui http://www.interno.it/sezioni/ministro/intervistadiscorso.php?idarticolo=117 c’è un intervento di Pisanu del 2002 (quando l’Italia chiese l’art. 2 per il social forum di Firenze), che elenca qualche precedente.

    A me però risulta che la Francia non abbia detto fino a quando intende applicare l’art. 2. Quindi i controlli non saranno ‘per un periodo limitato’, ma ‘a tempo indeterminato’. Forse non è proprio una violazione del trattato, ma insomma, siamo al limite… Al limite della ‘sospensione’, appunto.
    poli    23 07 2005 - 10:39    #
  6. Non hanno ancora capito che il futuro è multietnico…la stampa Italiana è scandalosa,ci sono pagine di giornali pieni di menzogne…non mi sento italiano da questo punto di vista
    Volomagico    23 07 2005 - 13:36    #
  7. poli: credo che l’Italia non sia stato l’unico precedente; mi pare ci fosse anche la Svezia per Goteborg.

    Comunque su qualche articolo che ho leggiucchiato dalla stampa francese si inquadravano le misure preventivate dai governi europei, compreso l’indirizzo transalpino, più come un rafforzamento di Schegen che il contrario, perchè la volontà comune, pur in una linea di restrizioni, è quella di un maggior coordinamento delle politiche di circolazione.

    Il che rende, se ce ne fosse bisogno, ancora più stralunata e schizofrenica la propaganda leghista (e chi la segue).

    ciao
    Antonio    25 07 2005 - 10:27    #

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