Antiscienza

La falange antievoluzionista

9 07 2005 - 10:32 · Flavio Grassi

Il cardinale Christoph Schönborn, teologo austriaco molto vicino a Benedetto XVI, definisce la posizione del cattolicesimo ratzingeriano a proposito dell’evoluzione, posizione che converge con quella dei neocreazionisti della destra evangelica americana. E – non a caso – lancia il suo anatema contro chi attribuisce alla chiesa cattolica «l’accettazione o almeno tolleranza» della visione scientifica darwiniana proprio dalle colonne del più prestigioso giornale americano.

Questo il succo della dichiarazione di guerra:

L’evoluzione nel senso di un’ascendenza comune può anche essere vera, ma l’evoluzione nel senso neo-darwiniano – un processo senza guida e pianificazione, basato su variazioni casuali e selezione naturale – non lo è.

E, citando un documento redatto nel 2004 dalla Commissione teologica internazionale, ribadisce il dogma deista:

Un processo evolutivo privo di guida, tale da porsi al di fuori della divina provvidenza, semplicemente non può esistere.

Le reazioni sono state quelle prevedibili: entusiasmo da parte degli antievoluzionisti ma «confusione, sconcerto e anche rabbia» da parte di scienziati e insegnanti di scienze. Oggi il Times le riporta, insieme a uleriori dichiarazioni del cardinale, in un servizio di prima pagina, che chiosa:

I cattolici americani e la destra cristiana evangelica hanno formato un potente fronte unito nell’opposizione contro aborto, ricerca sulle cellule staminali ed eutanasia, ma finora si sono divisi sulla pena di morte e sull’insegnamento dell’evoluzione. L’articolo del cardinale Schönborn e i suoi commenti indicano che la chiesa potrebbe ora entrare nel dibattito sull’evoluzione appoggiando con forza le posizioni di coloro che si oppongono all’insegnamento esclusivo dell’evoluzione stessa.

Rimane solo da aspettare la revisione delle posizioni sulla pena di morte. Poi finalmente potremo tornare ad avere gli spettacolari roghi degli eretici. Magari trasmessi in mondovisione, per la maggior gloria di Dio.

New York Times

Passaparola |   

Commenti

  1. per quanto ne so, la chiesa non ha mai condannato la pena di morte in sé.
    Carlo Fusco    9 07 2005 - 11:12    #
  2. E neppure la guerra in sé.
    Bel post. Ciao.
    Stigli    9 07 2005 - 14:18    #
  3. sono macchiette.
    pericolosissime macchiette…
    Peter    9 07 2005 - 21:02    #
  4. Lungi da me difendere Papa Ratzinger (e la Chiesa in genere) su un sacco di cose. Però io le spettacolari esecuzioni degli eretici, trasmesse in mondovisione per la maggior gloria di Dio, le ho già viste: solo che gli inquisitori-carnefici erano incappucciati, parlavano una lingua strana che non era latino e nominavano Dio ogni tre parole, ma con un altro nome.
    Forse sulla luna il segnale di Al Jazeera non arriva.
    Il Griso    9 07 2005 - 23:57    #
  5. Mah, anche nei momenti di massimo vigore del mio coté anticlericale io non arriverei a paragonare papa cardinali vescovi preti e catechisti a una banda di terroristi psicopatici. Ma se lo dici tu. Avrai notizie che a me in effetti mancano.
    Pfaall    10 07 2005 - 07:59    #
  6. Ah, ma io non li paragono affatto: sei tu che vedi una (improbabile) regressione futura della Chiesa ai metodi sanguinari dell’Inquisizione, mentre invece c’è chi quei metodi li usa già, oggi: in Iraq, in Olanda… a proposito, forse ti è sfuggito anche il rogo di qualche decina di ‘miscredenti’, a Londra.
    Il Griso    10 07 2005 - 08:31    #
  7. Sei divertente. “Non li paragono affatto”. E a distanza di appena una virgola, giù a infilarci un altro paragone, con l’aggiunta della barzelletta delle bombe anticristiane. Applausi. Niente male per una matinée del teatrino parrocchiale.
    Pfaall    10 07 2005 - 09:22    #
  8. E’ sempre piacevole esser di sollazzo a qualcuno, quaggiù in questa valle di lacrime come lassù sul tuo pallido astro.
    Rimane il fatto che tu (non io) hai scritto:
    “Rimane solo da aspettare la revisione delle posizioni sulla pena di morte. Poi finalmente potremo tornare ad avere gli spettacolari roghi degli eretici. Magari trasmessi in mondovisione, per la maggior gloria di Dio.”
    Sulla Luna non so, qui sulla Terra significa ‘state attenti, se la Chiesa continua così si metterà a sterminare quelli che non la pensano in modo ortodosso, magari con la grancassa mediatica per atterrire meglio gli altri’.
    Che è quello che si faceva nel Medioevo, coi media di allora. Peccato che ci sia effettivamente in giro una religione che, in quanto a metodi di repressione del dissenso, è rimasta al Medioevo, ma non è quella cattolica.
    Tu intanto divertiti con le ‘barzellette’, che quando si tratta di far saltar per aria i ‘cristiani’ quelli non vanno tanto a sottilizzare: gli vai benissimo anche tu.
    Il Griso    10 07 2005 - 10:19    #
  9. Peccato: come molti cabarettisti dilettanti fatichi a capire quando è il momento di fermarsi per non rovinare l’effetto.

    ”...che ci sia effettivamente in giro una religione che, in quanto a metodi di repressione del dissenso…” non è più divertente, è solo grossolanità penosa.
    Pfaall    10 07 2005 - 10:35    #
  10. Vedi com’è importante, la prospettiva? Tu vedi il cabaret, io il grand guignol: sarà perché da lassù gli schizzi di sangue e i corpi smembrati si notano meno.
    Però io sono grossolano, mentre tu che dipingi la Chiesa di oggi come Torquemada Reloaded, ah, quanto sei raffinato!
    Il Griso    10 07 2005 - 11:53    #
  11. Il problema è molto semplice, un arcivescovo (a quanto pubblica il Corriere dela Sera) dice che qualunque teoria scientifica metta in dubbio un disegno divino è contraria alla ragione.
    La chiesa di oggi non è Torquemada, è Bellarmino, è pericolosa solo per se stessa, perchè il rifiuto della scienza come metodo per capire il mondo puo portare solo un allontanamento delle persone intelligenti dalla Chiesa ( che, ricordo al sig Griso NON è la religione, confondere la Chiesa con la fede è idiota e tipico dei cosiddetti atei devoti alla Ferrara ),quindi non c’è nessun motivo da parte delle gerarchie cattoliche di lamentarsi della crisi delle vocazioni che potrà solo peggiorare.
    pietro    10 07 2005 - 13:14    #
  12. Ecco, Pietro cita quella frase sulla quale volevo soffermarmi: “contrario alla ragione”.
    Ora è vero che la stessa evoluzione darwiniana può appararire strabiliante, pensate a certe forme di mimesi estreme: l’altro giorno mi capitato di vedere per la prima volta un ragno-formica. E’ identico ad una formica, ma ha il muso di un ragno (e si muove come tale). Mi ha lasciato veramente esterefatto.

    Però, per quanto sia bizzarro, è “più contrario alla ragione” l’idea che una forma di vita nel corso di milioni di anni possa mutare o che esista un’entità soprannaturale, eterna, onnipotente (e guardate che l’onnipotenza è un paraddosso, see Wikipedia “omnipotence paradox”) che 2000 anni fà si è incarnata in Palestina?
    Domiziano Galia    11 07 2005 - 10:24    #
  13. A me quel che ha detto Schonborn non sembra essere importante nella sostanza quanto perche’ sembra indicare un’inversione di tendenza.

    Galileo diceva che nella Scrittura bisogna distinguere il senso letterale da quello “teologico” e dopo qualche secolo di resistenza la Chiesa cattolica si e’ bene o male adeguata. Anche Schonborn non sta dicendo che la Genesi e’ vera “letteralmente”, sta dicendo che il suo messaggio ultimo (che l’uomo e’ creatura di Dio) e’ vero, e che in qualche modo Dio e’ intervenuto (che so, facilitando una certa mutazione, o scegliendo opportunamente una costante fisica) per facilitare la nascita della razza umana. Su questo si puo’ essere d’accordo o meno (io per esempio non lo sono), ma secondo me un cattolico “deve” credere che Dio abbia creato l’uomo ed il mondo; altrimenti, non e’ un cattolico.

    La novita’ mi sembra essere che, dopo anni e anni di “concessioni” (direi almeno dal Vaticano II) qualcuno nella Chiesa stia dicendo “basta”. Non capisco se con lo scopo di “difendere la fede” (cioe’ impedire l’”erosione” anche del significato simbolico della Scrittura) o con quello di “contrattaccare”, magari sfruttando quello che percepiscono come un cambiamento della marea (vedi influenza degli evangelici negli USA, referendum sulla procreazione qui in Italia ecc. ecc.).
    Emanuele    11 07 2005 - 21:42    #
  14. Non sono daccordo con Emanuele, si puo benissimo credere che Dio abbia creato il mondo e poi sia intervenuto mandando suo figlio nella storia dell’uomo senza che per questo sia necessario un intervento divino, per cosi dire, in corso d’opera.
    L’idea che un Dio abbia bisogno di intervenire per guidare il corso di una sua creazione sottointende un imperfezione del progetto originario, quindi un idea secondo me blasfema della creazione.
    In un universo infinito, date le innumerevoli possibilità, secondo me non c’è nessun incompatibilità tra la casualità dell’evoluzione e l’inevitabilità della razza umana.
    Insomma , un Dio che ha bisogno di intervenire continuamente di persona per guidare il corso della natura è un Dio un po imbranato e incapace e i prelati che sostengono una simile idiozia sono dei miseri ignoranti.
    pietro    11 07 2005 - 21:55    #
  15. Non sono la persona più adatta a parlarne, ma non credo che un cattolico possa non credere che Dio guida l’uomo dalla sua nascita. Se dalla vita alla morte il cattolico vede il disegno divino, figuriamoci dal camminare carponi ricoperti di peli al diventare bipedi e semi-glabri. Forse le affermazioni di Schönborn non sono così gravi, però a me preoccupano comunque: in America i neo-evangelisti stanno lottando per escludere Darwin dai programmi scolastici, ed una Chiesa appena appena lungimirante (e che crede che lo sviluppo scientifico della razza umana ed il disegno divino non siano incompatibili) dovrebbe contare almeno fino a dieci prima di prodigarsi in certi interventi che possano avallare certi comportamenti “fondamentalisti” (e la parola fondamentalisti non è messa a caso)
    Shameless    12 07 2005 - 10:07    #
  16. Pietro, mi sono spiegato male. Quando dicevo che un cattolico deve credere in un intervento divino, non intendevo necessariamente un intervento “in corso d’opera”, ma anche qualcosa di simile a quello che intendi tu quando parli di “progetto originario” (in breve, Dio potrebbe aver creato l’universo in modo tale che la sua evoluzione portasse necessariamente all’uomo, senza necessita’ di altri suoi interventi). Dal punto di vista della Scrittura mi sembrano entrambe possibilita’ legittime. Anche Schonborn non dice affatto che materialmente l’evoluzione non proceda come dicono i biologi, dice che nella biologia c’e’ “overwhelming evidence for design”: se leggi il suo articolo originale, ci sono diverse espressioni di questo tipo, tutte compatibili con un Dio “progettista” tanto quanto con un Dio che “fa manutenzione” della sua creazione.

    Quello che proprio non mi piace dell’articolo di Schonborn non sono questi discorsi, ma la chiusa. Infatti definisce “abdicazione dell’intelligenza umana” tutte le teorie scientifiche che cercano di evitare il ricorso all’ipotesi di un Dio che ha creato l’universo. Non mi piace sia perche’ e’ esattamente lo stesso argomento con cui si criticarono le teorie di Newton (che “eliminavano” la necessita’ di Dio), sia perche’ afferma implicitamente che queste teorie sono nate allo scopo di danneggiare l’ideologia da lui sostenuta.
    Emanuele    12 07 2005 - 10:25    #

non è più possible commentare questo articolo

Cerca nel sito

Search