Dalla luna tutto appare diverso
8 06 2005 - 07:26 · Flavio Grassi
Questa volta l’offerta delle dimissioni non ha calmato le proteste come sperava il presidente boliviano. Anzi, la situazione è peggiorata. I minatori hanno fatto detonare qualche candelotto di dinamite. Senza danni, ma la polizia ha afferrato al volo il pretesto per le prime cariche.
Oggi si dovrebbe riunire il parlamento – a Sucre, 600 km da La Paz, perché la capitale è del tutto bloccata. Nella sessione straordinaria verranno probabilmente accettate le dimissioni di Mesa. Presumibilmente il presidente del parlamento stesso avrà l’incarico di portare a termine il mandato, che scade nel 2007.
Ma gli indigeni non mollano, vogliono le elezioni immediate, la nazionalizzazione del gas naturale e una distribuzione della ricchezza nazionale meno iniqua. Le provincie orientali del paese, bianche e ricche, non ne vogliono sapere: minacciano la secessione e spingono per la repressione violenta dei miserabili che osano alzare la testa. Come è sempre stato.
Intanto pare che si siano svegliati di soprassalto anche i giornali italiani.
Cnn, New York Times, Bbc, Repubblica, Corriere
(Grazie a Paolo, Saverio e Roberto che mi hanno gentilmente segnalato il lapsus ora corretto. Non dovrei mai scrivere prima del secondo caffè.)
non è più possible commentare questo articolo
Cerca nel sito
Argomenti