Dalla luna tutto appare diverso
14 05 2005 - 09:41 · Flavio Grassi
Luis Posada Carriles è un terrorista sanguinario. Specializzato in bombe, ha al suo attivo almeno l’abbattimento di un aereo di linea con 73 passeggeri a bordo, tutti morti, e una serie di attacchi dinamitardi a località turistiche, attacchi che hanno provocato anche la morte di un italiano in vacanza.
Qualche settimana fa Luis Posada Carriles, che ora ha 77 anni, è entrato illegalmente negli Stati Uniti. Pare che si nasconda da qualche parte in Florida. Per il momento, si nasconde: perché il progetto di Posada Carriles sarebbe di trascorrere una tranquilla vecchiaia leggendo e dipingendo al sole della Florida come un qualsiasi pensionato di lusso, così ha chiesto asilo politico e protezione dai suoi nemici.
A Washington non sanno che pesci pigliare. Perché Posada Carriles è sì un terrorista conclamato, un brutale assassino di innocenti. Ma è uno che ha passato la sua vita a cercare di abbattere Castro—a partire dall’avventura della baia dei Porci nel 1961—per molti anni è stato sul libro paga della Cia e in seguito ha fatto parte della rete di Oliver North.
Posada Carriles è nato a Cuba ma è cittadino venezuelano. L’aereo abbattuto nel 1976 era cubano, in volo dalla Guyana a Cuba con scali a Trinidad e Barbados. La bomba della quale è rimasto vittima l’italiano era stata piantata in un albergo cubano.
Negli anni Ottanta Posada Carriles fu arrestato in Venezuela e processato per l’abbattimento dell’aereo di linea. Nel 1985, mentre era in attesa dell’appello riuscì a fuggire dal carcere e si trasferì in Nicaragua dove collaborò con i contras di Oliver North.
In seguito fu arrestato e poi graziato per meriti politici a Panama.
Ieri il Venezuela ha chiesto l’estradizione del suo cittadino ricercato dall’autorità giudiziaria.
Ma la ricca, potente e reazionaria comunità degli emigrati cubani anticastristi in Florida ha preso Posada Carriles sotto la sua protezione. Consegnarlo al Venezuela vorrebbe dire concedere una straordinaria vittoria politica a Chavez e Castro. E fare molto arrabbiare i cubani della Florida, ai quali la famiglia Bush deve molto.
D’altra parte concedere protezione a un terrorista notorio vorrebbe dire contraddire tutta la retorica della tolleranza zero verso i terroristi dovunque si trovino eccetera.
Verrebbe comoda la scappatoia di consegnare Posada al tribunale internazionale dell’Aia. Ma il governo Bush continua a voler fingere che quella corte non esista.
Così per il momento le autorità se la cavano sostenendo di non avere idea di dove si nasconda Posada. E certo è improbabile trovare qualcuno se non lo si cerca. Ma sarà difficile continuare per molto tempo a fingere di non poter trovare qualcuno che ha chiesto asilo politico.
Se avesse un governo, l’Italia potrebbe forse risolvere brillantemente il dilemma dell’alleato americano chiedendo a sua volta l’estradizione del terrorista e processandolo per l’assassinio del nostro connazionale.
Se l’Italia avesse un governo.
Washington Post, Upi, Christian Science Monitor, Bbc News, Reuters, Newsday
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