Commenti

  1. Auguriamo al Messico un processo di cambiamento idealmente collegato a quelli in atto nelle repubbliche ex CSI. Ovvero auguriamoci che sempre più manifestazioni di questo tipo, senza cedere alla violenza, diano credito alle teorie di Sharansky, non lasciando però spazio alle applicazioni ex-cathedra dei suoi potenti lettori.
    nikink    27 04 2005 - 15:02    #
  2. Ho chiesto lumi ad un amico che vive in Messico da qualche anno. La sua risposta mi sembra significativa e la riporto qui sotto (con qualche omissione “per la privacy”).

    “Non e’ molto facile capire la politica messicana, la diplomazia e gli equilibri di potere, che sono ben differenti da quelli italiani. La vicenda di Lopez Obrador e’ parecchio intricata e ammetto che non ci ho capito molto.

    Il succo sembra semplice: devono far fuori il probabile vincitore delle prossime elezioni (luglio 2006), ma sembra che il seguito di Andres Manuel Lopez Obrador (detto AMLO) sia piu’ grande di quello che PRI e PAN si aspettavano e ora la situazione e’ fluida e sembra esserci un po’ di marcia indietro. Sembra che, invece di danneggiarlo, gli abbiano fatto un favore e ora devono cambiare strategia.

    Comunque, ieri, qui abbiamo avuto una riunione [...]. Tutti stanno aspettando la fine di Fox come se fosse una panacea. Per la prima volta, pero’, ho sentito dire frasi come “l’esercito e’ tranquillo…” o “ci manca solo un colpo di stato…”.

    Insomma, credo che lo scontro politico (pubblico e sotterraneo) sia a livelli abbastanza elevati.”
    Emanuele    29 04 2005 - 13:05    #

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