Commenti

  1. BUM!
    Francesco    12 04 2005 - 09:50    #
  2. la tesi finale è molto più che interessante
    ale    12 04 2005 - 15:08    #
  3. India e cina hanno concrete rivalità politiche sul Tibet, ma molti interessi in comune adesso. Attenzione che il ritmo dei riallineamenti strategici cinesi è molto più lento dei comunicati stampa.
    blau    12 04 2005 - 17:02    #
  4. D’accordo con l’analisi. Complimenti per la lucidità.
    nikink    13 04 2005 - 01:58    #
  5. Uhm. Analisi ficcante, ma ricordo che lo stesso si diceva dell’Europa e del Giappone nei confronti degli Stati Uniti. Credo che India e Cina raggiungeranno un certo livello e poi si dovranno fare anche loro una fase “sociale”, alla quale probabilmente seguira’ un’altra fase di contrazione economica e di stagnazione.
    I cicli sono concetti marxiani dai quali non si sfugge; e non vedo come possano sfuggirne questi due paesi, appena la coscienza delle enormi differenze sociali si fara’ sentire.
    Fabrizio    13 04 2005 - 03:01    #
  6. Fabrizio ai cicli non si sfugge ma è anche vero che non consideri due particolari.
    In primo luogo che uno dei due stati in questione è un’economia controllata; questo pur non mettendoli al riparo dai processi che indichi, ne mitiga considerevolmente gli effetti rispetto a un regime di altro tipo. Non a caso la autorità cinesi si stanno cominciando a preoccupare proprio di contenere la crescita.
    In secondo luogo dovresti ragionare sull’area: in Asia sta prendendo forma un blocco di paesi le cui economie sono sempre più integrate ed interdipendenti, un blocco che comprende tanto i paesi emergenti, che i protagonisti di vecchia data, i quali una fase di crisi seria l’hanno già superata. Quindi una nuova recessione è difficile che si ripresenti tanto presto (a meno che non si lascino sfuggire di mano questa scoppiettante crescita).
    Anche le scaramucce tra Giappone e Cina – ho scoperto che i cinesi si riferiscono agli odiati isolani con l’appellativo di nanerottoli ;) – vanno lette in un senso quasi opposto a quello apparente: il progressivo intensificarsi delle relazioni fa venire al pettine tutti i nodi e i contenziosi in sospeso: se riusciranno a scioglierli ne vedremo delle belle.

    ciao
    Antonio    13 04 2005 - 09:20    #
  7. Qualche settimana fa sul NYT c’era un articolo interessante: “Investment Bubble Builds New China”
    Ora e’ a pagamento ma si ritrova in giro sul web (http://en.chinabroadcast.cn/2238/2005-3-23/33@220109.htm)
    Cosa ne pensate?
    Lorenzo    14 04 2005 - 08:21    #
  8. Veramente curiosa l’idea che gli stati asiatici minori vedano di buon occhio l’asse Cina-India e vi si accodino entusiasti.

    Vista la storia di rivalità con i giganti, mi attendo piuttosto che i vari Giappone, Corea, Vietnam siano i migliori amici degli Stati Uniti in Asia per il prossimo futuro.

    Non tutti hanno degli Zapatero o Prodi che portano i loro paesi con l’anello al naso dove vuole il padrone.

    Mi aspetterei anche grande entusiasmo di Messico e Brasile per il nuovo gigante (ad oggi del tutto ipotetico) che renderà un pò meno grandi gli yankees.

    Francesco
    Francesco    14 04 2005 - 09:15    #
  9. Faccio la mia banalissima previsione, la chiudo in una busta e la riapro tra cinquant’anni: la Cina conquisterà cifre vicine al 90% dell’intera produzione industriale mondiale, l’India diventerà il leader assoluto nei settori dell’informatica, della telematica, della finanza ed in generale dei servizi.
    Giuseppe Mazza    15 04 2005 - 10:45    #
  10. Scusa Mazza,

    tutto questo con meno del 50% della popolazione modiale? o hai trascurato di inserire nel quadro una guerra termonucleare vinta e relativi mutamenti demografici?

    Facciamo così: imbusta altri numeri da qua a 5 anni e vediamoci per allora.
    Francesco    18 04 2005 - 09:14    #
  11. ...e sì, meglio 5 anni, che tra 50 non posso garantire…
    persino francesco    18 04 2005 - 20:56    #
  12. finiti i profeti?

    almeno una previsione sul duello Juve-Milan?

    niente?

    peccato, è dai tempi del Club di Roma che ce la si gode, con i profeti.
    Francesco    20 04 2005 - 14:37    #
  13. Forse il 90% é un po’ esagerato… ma penso che, in termini di “importanza sul mercato”, purtroppo, non lo sia del tutto.

    I paesi occidentali stanno svendendo a Cina-India tutto quanto possono pur di far tornare i conti per “il prossimo quarter”.
    Non ce ne importa niente di quello che puo’ accadere fra un anno o due o 5…. basta fare soldi subito… E, quale miglior mezzo di fare i soldi che usare quelli che, in fondo, continuiamo a considerare meno degni di un tenore di vita “come il nostro”? Costano poco, ci permettono di essere “competititvi”... Quindi, chi se ne frega se mancano le protezioni sociali? Anzi, meglio se mancano, no? In fondo, a noi che ce ne frega dei “diritti” degli altri… a noi interessa solo che “costano poco”....

    Con questa mentalità di supponenza, coloniale, poco-lungimirante, da una parte stiamo svendendo quello che sappiamo fare meglio (ossia, “innovare”) e, dall’altra, fomentiamo un risentimento in quei popoli che non potranno riconoscerci come “amici” nel futuro.. anzi!!!

    Concludo questo sfogo. E’ sicuramente vero che il neobullismo abbia avvicinato chi non ne aveva inizialmente le ragioni. Ma, non dimentichiamo l’egoismo e la poca lungimiranza del neocapitalismo e della globalizzazione come con-cause di questo avvicinamento.
    stefano    21 04 2005 - 23:49    #

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