Commenti

  1. Beh, le elezioni sono una cosa, le manifestazioni oceaniche, pacifiche e dichiaratamente non partitiche, per ottenere o conservare l’autonomia del Libano (dalla Siria gli uni, dall’occidente gli altri), sono ben altro. Queste ultime, infatti, non si sono mai verificate in Libano prima d’ora.

    L’influenza della guerra in Iraq nella fase di trasizione libanese, ciò che hai definito, con la consueta misura, “sciocchezze”, sembra essere ben chiara almeno ad uno dei protagonisti diretti della vicenda, il presidente Assad, il quale afferma di volersi ritirare dal Libano “se non è gradita la nostra presenza” (ha mai affermato una cosa del genere, prima?) e che è certo che lui non si comporta “come Saddam”.

    Poi tengo a precisare che Hezbollah non rappresenta la complessa galassia degli sciiti libanesi: ad es. in Parlamento, ha conquistato a malapena il 10% dei seggi.

    Si è in definitiva passati, sul piano oggettivo, da una cappa di quiete violenta ad un movimento pacifico che porta con sè qualche prospettiva di miglioramento.
    persino francesco    15 03 2005 - 22:28    #

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