Commenti

  1. Flavio, puoi scommetterci la mongolfiera che l’Iran verrà molto presto bombardato selvaggiamente.

    Poi ovviamente vedremo anche la chiamata alla leva (il famoso Draft) e se tutto va come nei piani arriva anche l’invasione. Quanto ai soldi, vedrai che non sono un problema.
    Carlo Fusco    3 03 2005 - 21:34    #
  2. Singolare la tesi per la quale la defenestrazione dei siriani dovebbe rafforzare hezbollah. La Siria foraggiava hezbollah – anche pfaall lo riconosce – quindi ora c’è da attendersi un suo indebolimento, quantomeno a rigor di logica.
    Del resto hezbollah costituisce una frangia largamente minoritaria dello sciismo libanese, non erano certamente loro a sfilare a Beirut in questi giorni, sicché non saranno loro i protagonisti post- rivoluzione pacifica. Anzi, per dirla tutta, l’opposizione di Jumblatt ha atteso i moti di piazza proprio per non scendere a patti con i rappresentanti di hezbollah in parlamento.

    Interessante ma fuori centro anche il fulcro dell’analisi di pfaall che, in sostanza, ci spiega che gli hezbollah come tutti gli sciiti disseminati nel mondo – iracheni compresi – hanno il loro punto di riferimento nell’Iran sciita di Khomeini e dei suoi successori.
    Due gli errori di fondo: in primo luogo il sogno espansionista (e parlo anche di conquista delle coscienze religiose) di Khomeini si è definitivamente dissolto con la sua morte, avvenuta nel 1989, e dall’ora lo Stato teocratico è in declino irreversibile mentre cresce il pragmatismo politico (l’Iran è lo Stato islamico meno antiamericano dopo la Turchia) che oggi colloca l’Iran (altro concetto segnalato da Pfaall) tra i paesi a maggior tasso di sviluppo nel mondo.
    In secondo luogo, la cultura sciita è quella che più di ogni altra consente l’innovazione nell’interpretazione del corano, che non è codificata come per l’islam ortodosso sannita: onde una democrazia islamica moderata in un paese a maggioranza sciita (Libano, Iraq e, speriamo presto, Iran) è tutt’altro che una chimera.

    Infine, a proposito della rivoluzione iraniana, era del tutto fisiologico che vincesse le elezioni Beheshti, che era un liberale per modo di dire, essendo viceversa un capopopolo vicino ai mullah, in luogo di Bani Sadr, l’intellettuale di sinistra. E’ anche vero che cacciato il primo, il popolo nominò il secondo a Presidente della Repubblica islamica nel 1980, il tutto con il beneplacito di Khomeini.

    Insomma è una storia complessa nella quale si impastano miseria, delusioni delle aspettative derivanti dalla fine dalla monarchia, fanatismo religioso, ma anche pragmatismo, cultura, impressionante capacità dinamica della fede sciita: che, nel breve volgere di qualche decennio, è passata dalla rivoluzione oscurantista di Khomeini a quella dei ragazzi libanesi.


    Perchè vedi il mondo così nero, pfaall?
    persino francesco    3 03 2005 - 23:24    #
  3. Chi dice che lo vedo nero?
    Pfaall    4 03 2005 - 07:02    #
  4. non credo sia una visione pessimistica, probabilmente è il modello che si affermerà e non è detto sia un male per la comunità internazionale.
    meglio avere un modello chiaro nel mondo arabo con cui rapportarsi invece di decine di pazzoidi dittatori imposti dall’occidente che riescono solo ad alimentare l’estremismo anno dopo anno.
    purtroppo tutto ciò va contro gli interessi di questo governo USA.
    ezekiel    7 03 2005 - 02:45    #
  5. Una domanda: l’evoluzione che tu tracci, era secondo te prevista (e voluta) o sarà l’effetto collaterale di una politica assai miope?
    Domiziano Galia    9 03 2005 - 10:22    #
  6. La seconda che hai detto.
    Pfaall    15 03 2005 - 08:45    #

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