Commenti

  1. Flavio, posso chiederti qual è la tua opinione riguardo l’analisi della situazione riportata da Jonathan Steele in questo articolo?

    http://www.guardian.co.uk/print/0,3858,5072008-103390,00.html
    Carlo Fusco    27 11 2004 - 10:14    #
  2. Sì, l’avevo letto. La mia opinione è: “patetico”. Uno sciocco arrampicamento sugli specchi con le ventose di un antiamericanismo a priori inutile e dannoso. Oltretutto si attorciglia completamente su se stesso: prima dice che bisogna comprendere e tenere buono Putin—il quale chissà perché dovrebbe vedere di buon occhio una Ucraina più democratica della sua Russia. E poi conclude suggerendo all’Unione Europea di offrire l’ingresso all’Ucraina: come se questa non fosse la cosa che Putin teme di più in assoluto.
    Pfaall    27 11 2004 - 11:54    #
  3. Per quanto ne sai Flavio, è vero che il paese è così diviso in due sulla scelta della leadership come sostiene Steele e che la piazza non è poi così rappresentativa della volontà popolare?
    Carlo Fusco    27 11 2004 - 12:24    #
  4. Per quanto ne so: c’è soprattuto una divisione fra chi vuole un paese moderno e chi ne ha paura, magari anche legittimamente come i minatori. Ma il problema non è questo, il problema è la corruzione intollerabile, la censura, la repressione del dissenso, le elezioni spudoratamente rubate. Per quanto riguarda la propaganda russa ripresa da Steele a proposito dei manifestanti foraggiati, sto a quello che mi dice Iryna: propaganda russa, appunto.

    Comunque la notizia di questo pomeriggio è che il parlamento ha dichiarato nulle le elezioni. Non è un parere vincolante, ma insomma, ormai si dovrebbero rifare. E questa è una buona notizia.
    Pfaall    27 11 2004 - 12:37    #
  5. Vedo con preoccupazione che per giustificare l’implicita legittimazione, visibilità e favore data a questa metà del popolo ucraino e alla loro “rivoluzione” dai media e commentatori, si sia dovuto degradare moralmente quell’altra metà vicina “a quel delinquente di Yanukovic” come russofona (a vedere i telegiornali avrei pensato che si trattasse di quasi un 50% della popolazione, sono invece il 17%), nostalgica, mafiosa …
    Tutto ovviamente in nome della democrazia.
    Dequalificazione dell’avversario visibile anche nei manifesti del movimento giovanile ucraino Pora.

    Mi preoccupa molto vedere questa profonda spaccatura, perfettamente prevedibile e prevista, nella società ucraina, profondamente inquinata, oltre che dalla decisività di queste elezioni, da pesantissimi interventi esterni.

    Interventi tanto pesanti da farmi credere che la facciata della rivoluzione pacifica nasconda un’operazione golpista diretta da Foggy Bottom e da quella panoplia di organizzazioni espressione del soft-power americano. Questo oltre a dichiarazioni ed atteggiamenti da putsh da parte di vertice, movimenti giovanili e persino da una parte della popolazione in piazza, delegittimano fortemente ai miei occhi queste manifestazioni.
    obender71    27 11 2004 - 12:55    #
  6. Antiamericanismo di maniera?

    ”...
    Signori, riguardo alla Bielorussia, nel paragrafo 3 del Notiziario Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri, in data 26 ottobre, il portavoce del Quai d’Orsay non si accontenta di lanciarsi in un inammissibile attacco in piena regola contro un paese indipendente e sovrano, ma difende a spada tratta un movimento denominato Zubr. Forse il portavoce non sa che cosa sia questo gruppo. Se lo ignora, è assai grave che un funzionario si esprima a nome della Francia; ma se lo sa, è ancora peggio. Per quelli che non lo sapessero, Zubr è l’equivalente dell’Otpor in Serbia, di Kmara in Georgia, di Pora in Ucraina e di Mjaft in Albania, paesi in cui l’ingerenza degli Stati Uniti è proporzionale ai loro interessi geostrategici, i quali divergono, lo si constata quotidianamente, da quelli degli Europei. Questi movimenti giovanili non sono per nulla, come viene suggerito, delle spontanee emanazioni della “società civile”, ma, al contrario, delle fabbricazioni sponsorizzate con milioni di dollari dalle mentite spoglie dell’ingerenza statunitense nei punti caldi che riguardano direttamente l’Europa (i Balcani, il Caucaso, l’anello circolare dell’Eurasia). Questi apparati si chiamano USAID, National Endowment for Democracy (NED), Open Society Institute (Fondazione Soros), German Marshall Fund of the United States, Freedom House ecc. In collaborazione con la Jamestown Society, nella quale ritroviamo Zbigniew Brzezinski, il teorico dello smantellamento della Russia, la Freedom House, diretta dall’ex responsabile della CIA James Woolsey, ospita l’American Committee for Peace in Chechnya, incaricato di condurre la guerra dell’informazione contro Mosca e gli interessi europei con il pretesto, già utilizzato nei Balcani, della democrazia e dei diritti dell’uomo (difesi, come ben si sa, in Iraq). Con associazioni come l’International Crisis Group (ICG) di Morton Abramowitz, l’uomo che a suo tempo consegnò i missili Stinger al guerrigliero afghano vicino a Osama Ben Laden, il trafficante di droga Gulbuddin Hekmatyar (sempre in attività), ci si trova al cuore del dispositivo dell’ingerenza americana in Eurasia. Questi movimenti non sono soli. Per le necessità della causa sono stati fabbricati una serie di siti internet incaricati di rafforzare la propaganda virtuale e istituti di sondaggio (come il CeSID in Serbia) che «accompagnano» le elezioni di quelli che in altre parole sono i paesi-bersaglio, designano in anticipo i vincitori, influenzano psicologicamente i votanti e danno dei risultati che le commissioni elettorali non hanno, ancor prima della chiusura degli scrutini (si constata che i loro colleghi molto meno rapidi negli Stati Uniti). Come Otpor, Kmara, Pora o Mjaft, così anche Zubr è stato addestrato, preparato al bazar di strada e alla propaganda politico-mediatica per intervenire al momento opportuno, ricevere la pubblicità dei media occidentali e delegittimare i poteri in carica. Sulla base delle teorie dette “della guerra civilizzata” del professor Gene Sharp (Albert Einstein Institution, già della John Hopkins University), questi gruppi, formati prima nei grandi alberghi di Budapest e di Sofia e oggi in una proprietà della Vojvodina in Serbia, conducono operazioni mirate di destabilizzazione che rientrano nell’ambito della guerra psicologica e della guerra civile e non di un’azione pacifica o di semplice lobbying, come si vorrebbe farci credere.
    ...”
    ——————
    ”...
    Saakashvili placed himself at the head of protests that were launched following parliamentary elections held last November 2. The official results, which recorded a victory for Shevardnadze, were widely seen to be fraudulent. (There seems little doubt that the regime resorted to vote-rigging and ballot-stuffing, but the public perception of a stolen election was enhanced by exit polls showing a victory for the opposition parties. These polls were funded by US agencies and American-backed non-governmental organizations; they were broadcast on Rustavi 2 TV, a Western-backed oppositional media outlet.)

    When Shevardnadze attempted to open the new parliament on November 22, he was met by a demonstration of tens of thousands outside the parliament building demanding a recount of the vote. Saakashvili headed a crowd of several thousand students, organized under the slogan “Kmara,” or “Enough,” who forced their way into the parliament building and compelled Shevardnadze to make an undignified exit. Saakashvili, brandishing a rose to symbolize the peaceful character of the overthrow, pronounced the Shevardnadze regime dead.
    ...
    Washington’s initial response to the disputed November 2 parliamentary election was low-key. Following the vote, the State Department described reports of significant irregularities as an “overstatement.” But by November 21, the US was signaling a shift in its position, declaring that it was “deeply disappointed” with the conduct of the election.

    This was a green light for the opposition forces to go on the offensive. During the weekend of November 22-23, Colin Powell had two telephone conversations with Shevardnadze in which he all but ordered the president to resign. Once Saakashvili and company had seized power, Washington wasted no time in welcoming the new regime, declaring its support, and warning the Russians against any attempt to intervene.

    Bush administration officials have not bothered to conceal their delight over the outcome in Georgia. Said one American diplomat: “This is a textbook case of how to do things right.”
    ... ”
    obender71    27 11 2004 - 12:56    #
  7. Un’altro punto di vista sui brogli elettorali in Ucraina:

    http://www.bhhrg.org/CountryReport.asp?CountryID=22&ReportID=230
    obender71    27 11 2004 - 13:00    #
  8. Pfall ha scritto:
    “Comunque la notizia di questo pomeriggio è che il parlamento ha dichiarato nulle le elezioni. Non è un parere vincolante, ma insomma, ormai si dovrebbero rifare. E questa è una buona notizia.”

    Condivido che sia la strada da seguire, ma chi garantirà il buon esito di questo nuovo ballottaggio?
    Se la responsabilità di brogli fosse dovuta solo alla commissione elettorale non ci sarebbero problemi. Se è stata invece la condizione di decisività delle elezioni, e la partecipazione eccessivamente zelante dei responsabili dei seggi, con lo spirito poco pacifico con cui si farà il ballottaggio, le nuove elezioni saranno un’incubo.
    obender71    27 11 2004 - 13:09    #
  9. Intanto io,piccolissimo Blogger, ti ringrazio per averci portato queste testimonianze…
    Daniele    30 11 2004 - 12:51    #
  10. Non so se sia il caso ma porto un altra testimonianza di un visitatore ucraino del blog di Rampini (quello di Repubblica):


    I fatti delle elezioni in Ucraina

    Per evitare stereotipi del candidato cosi detto “filo-occidentale” Yuschenko e “filo-russo” Yanukovic vediamo un po dei fatti veri dell’Ucraina.
    YUSCHENKO:
    1) Ex governatore della Banca Centrale Ucraina (legislatura di attuale presidente Kuchma)
    2) Ex primo ministro (legislatura di attuale presidente Kuchma)
    3) La corruzione ed i problemi economici nel periodo della sua presidenza del Consilio dei Ministri sono rimasti invariati
    4) E, quindi, non e’ una persona estranea al “regime corrotto”.
    YANUKOVIC:
    1) Aveva due condanne per la rissa (30 anni fa con assoluzioni in apello).
    2) Attuale primo ministro dell’Ucraina (da 2 anni)
    3) Ha abbassato le tasse (IRPEF) dal 40% a 13%
    4) Ha applicato la tassa fissa per gl’imprenditori proibendo i controlli di ultimi dalla Guardia di Finanza ucraina, abbassando in conseguenza l’evasione fiscale
    5) Ha varato le leggi che difendono le proprieta’ private ed investimenti sia quelle stranieri che quelli ucraini incorraggiando degli investimenti occidentali nel’economia ucraina
    6) Ha allaciato i rapporti economici con la Russia
    7) Non ha permesso ai russsi partecipare nella privatizzazione dele grosse fabriche in Ucraina facendo incazzare i russi (a proposito del “filo-russo”)
    8) Ha pagato tutti gli stipendi in ritardo
    9) Ha creato il PROFICITE del PIL di 11 milliardi di dollari
    10) Etc, etc
    11) Risultato: Crescita del PIL in 2004 13,6% (La Cina: circa 10%)
    LE ELEZIONI:
    1) l’Opposizione ancora prima delle elezioni ha dichiarato i presunti brogli elettorali futuri
    2) Il Dipartimento di Stato americano ufficialmente ha speso 13 millioni di dollari a sostegno dell’opposizione ucraina
    3) Le fondazioni di Soros & Co. Hanno speso diecine e diecine di millioni di dollari allo stesso scopo e non lo nascondono. La cifra esatta pero e’ sconosciuta
    4) Quanti soldi ha speso la Russia per Yanokovic non si sa
    5) La Russia non ha MAI ufficialmente sostenuto nessuno dei candidati alla presidenza
    6) L’Opposizione ha firmato tutti i 225 protocolli delle comissioni elettorali regionali e provinciali. Le copie hanno tutti gli oserrvatori internazionali
    7) Le elezioni sono stati controlati da circa 4 000 osservatori internazionali e circa 120 000 osservatori dei contendenti (in Italia gli osservatori internazionali non sono amessi per legge)
    8) Il parere degli osservatori OSCE lo gia’ sapete
    9) I pareri diversi ma CONCORDANTI hanno dato gli osservatori dei paesi del CIS ed anche molti osservatori occidentali. Ad esempio: http://www.bhhrg.org/CountryReport.asp?CountryID=22&ReportID=230
    10) I risultati delle elezioni si’ puo’ vedere sul sito della Comissione Centrale Elettorale Ucraina (purtroppo in cirilico. Si vedono pero le cifre e la grafica in corrispondenza ai contendenti distribuiti per regione): http://www.cvk.gov.ua/wp0011
    11) La parte ufficialmente vincente dal primo giorno delle contestazioni invitava l’opposizione di rivolgersi nei tribunali e chiarire eventuali brogli elettorali ed essere pronta di rispettare le decisioni dei tribunal. Respinta
    12) La parte vincente ogni giorno chiamava l’opposizione a trattare ed offriva i compromessi ed era pronta di cercare accordo. Respinta
    13) l’Opposizione dice che la percentuale del voto in due delle regioni dell’Est (“filo-russo”) era troppo alta (oltre 90%), ma dimentica di dire che regioni dell’Ovest (“filo-occidentale”) che hanno percentuale oltre il 90% sono TRE e dove circa 30% della popolazione si trova all’estero per lavoro
    14) l’Opposizione non accetta di rivotare in tutta l’Ucraina o nelle regioni contesi o riconteggio dei voti. Invece chiede di anullare il voto e di essere dichiarata la parte vincente perche i loro exit-poll li davano come vincenti
    15) Ai pertecipanti delle manifestazioni l’opposizione ufficialmente paga i soldi (a parte il cibo gratis sulla piazza) chiedendoli di eseguire con la precisione gli ordini ottenuti dai capi suadra. Ci sono le cronace sulle TV Russe ed Ucraine che perfettamente hanno filmato queste prattiche
    16) Questo si chiama un tentativo di golpe di stato ed e’ purtroppo totalmente sostenuto, inspirato ed incitato dagli USA ed i paesi dell’UE. http://www.guardian.co.uk/international/story/0,,1360080,00.html , http://www.guardian.co.uk/comment/story/0,,1360811,00.html

    Scusate per il post troppo lungo ed eventuali errori.

    obender71    30 11 2004 - 17:53    #

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